Palazzo del Laterano

Palazzo del Laterano


Descrizione: Palazzo del Laterano in Piazza di San Giovanni in Laterano
Anno: (?)
Fotografo: (?)
Fonte: Cartolina
Aggiunta da Stefano Pozzi

1 Response

  1. Avatar Loredana Diana ha detto:

    Loredana Lucchesi 
    sono stata battezzata qui….al Vicariato

    Giacinto Binetti 
    l’obelisco è stato messo lì per terminale alla strada

    Daniela Conti
     infatti e sul teminale di via merulana, serviva ai pellegrini perchè si vedeva da lontano. su tutte le direttive c’è un obelisco o una colonna, come davanti a S.M.Maggiore…

    Sandro Bardaro 
    Davanti a Santa Maria Maggiore c’è una colonna sormantata dalla Madonna della Neve. La colonna fu prelevata dalla Basilica di Massenzio, unica superstite.

    Carlo Galeazzi
     L’ obelisco, come hanno già detto giustamente Giacinto e Daniela, è il terminale prospettico di via Merulana. Rientra nel piano urbanistico di Sisto V che prevedeva il riposizionamento di quattro obelischi antichi presi in Egitto in epoca imperiale come terminali visivi delle nuove strade (via Felice da Trinità dei Monti a S. Croce e via Merulana. Oltre a questo a piazza S. Giovanni in Laterano, si devono all’ intervento sistino anche le collocazioni dell’ obelisco di piazza, San Pietro, quello di piazza del Popolo e quello ancora di piazza Trinità dei Monti. In questo piano Sisto V si avvalse dell’ opera dell’ architetto Domenico Fontana.

    Sandro Bardaro 
    Certo, solo che l’obelisco non è davanti la Basilica ma a Piazza Esquilino, dietro l’Abside.

    Carlo Galeazzi 
    ‎…vero!

    Sandro Bardaro
    Tra l’altro non è un obelisco egiziano ma fatto costruire da Domiziano ad “imitazione” insieme all’obelisco gemello collocato attualmente a Piazza del Quirinale tra i Dioscuri delle Terme di Costantino.

    Carlo Galeazzi §Sandro …sei preparatissimo!

    Sandro Bardaro
     No questo no. Penso che tu sei molto più preparato di me. A me non dire di riconoscere un palazzo o una via perchè non riuscirei. Tu invece….sei un maestro. Una grande mente fotografica.

    Sandro Bardaro 
    Ed anche i tuoi commenti storici e le tue spigolature mi affascinano. Sto imparando molto da questa pagina. Grazie a tutti !!!

    Carlo Galeazzi
     ‎…mi associo a Sandro: questa pagina, grazie anche ai tantissimi commenti interessanti, mi sta insegnando molto.

    Maria Bonifazi 
    Mi scuseranno forse coloro che si annoieranno, ma vorrei riassumere in breve la storia di questo monumento. L’obelisco di Tutmosis III, che veniva considerato una meraviglia fu portato a Roma nel 330 d C. da Costantino, dopo che era stato 2000 anni davanti al tempio di Amun. Per trasportarlo da Alessandria fu costruita una nave fatta costruire per l’occasione ed aveva 300 persone ai remi. È noto il testo in esametri fatto incidere sull’enorme piedistallo. (testo troppo lungo). Al tempo di Sisto V giaceva in 3 pezzi al Circo Massimo. Fu rieretto nel 1588, proprio nel luogo che veniva attribuito ad una donazione di Costantino. Si tramanda che durante l’operazione di innalzamento le corde con l’attrito si stavano rompendo. Famoso è il grido:”acqua alle Funi!” che evitò il disastro. L’uomo fu ricompensato con il poter vendere, lui e i suoi discendenti, le “palme” davanti a San *Pietro nella domenica prima di Pasqua.Si tratta dell’obelisco più alto di Roma. Si ricordi che in questo luogo prima di esso vi era la statua di Marco Aurelio. @ Botti. Non so perchè non fu messo davanti alla facciata oggi principale, ma suppongo ragioni topografiche. Tutte le costruzioni di Sisto V lì si affacciavano su quella Piazza, La Scala Santa e il pal. lateranense. La Roma di Sisto si sviluppava nella direzione che L’Obelisco sottolinea. Cosí la Roma cristiana di Michelangelo volta le spalle al foro e si apre dove sappiamo.
    Continuo a rifletterci su. Se guardiamo la loggia della Benedizione davanti a cui si trova l’obelisco, la quale ben ricorda la loggia Piccolomini del vecchio San Pietro e se si considera che la facciata verso porta Maggiore no era cosí monumentale come lo è oggi si possono aggiungere altre ragioni per la scelta. Inoltre si può entrare nella chiesa (seppure transetto destro) anche da lì. Tutto sommato, lasciamo l’obelisco dove sta. Esso ci invita a riflettere sulla storia del luogo.

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