Stazione Termini

Stazione Termini


Descrizione: Vecchia Stazione Termini vista dalle Terme di Diocleziano
Anno: (?)
Fotografo: Luciano Morpurgo
Fonte: ICCD
Aggiunta da Ruggero Mariani

1 Response

  1. Avatar Loredana Diana ha detto:

    Marco Maisano
    Da qui si capisce quanto la “vecchia” stazione fosse più avanti della “nuova”: basta regolarsi con via cavour sulla destra. Adesso il fronte attuale nemmeno ci arriva…

    Fabrizio Federici
    fermi tutti, ‘sta stazioncina papalina non era male, ma la Termini attuale è un capolavoro! Una volta tanto che si butta già per fare meglio e non una porcheria…

    Antonella Di Giulio
    ‎…..stazioncina papalina!!??!!!..ere semplicemente un’opera d’arte! ditemi cosa c’è ora di bello alla stazione termini!!!

    Mariola Saliola
    per esempio la pensilina a collo di cigno opera di grande valore ..una struttura ardita per i tempi

    Tommaso Benedetti
    Da questa foto si vede che era perfettamente integrata con il resto del quartiere; quella nuova, completamente ricoperta di travertino e marmo e con le dimensioni di un “dinosauro” sembra più adatta all’eur. Con l’aumentare del traffico era giusto ricostruirla ma forse era meglio rispettare l’architettura dell’Esquilino e soprattutto non distruggere un’intera insula dell’antica Roma.

    Valerio De Carli
    concordo anche io con gli ultimi due interventi!!ma il concetto di archeologia di salvataggio e rispetto dell’antico è troppo moderno, anzi è tuttora futuristico

    Franco Gengotti
    questa immagine mi conferma il pensiero che mi suggerivano le foto precedenti:la versione “precedente” di Termini era sgraziata, goffa, sproporzionata. E rimango a bocca aperta ogni volta che ho la fortuna di venire a Roma quando scendo dal treno. A parte le ultime modifiche che ne hanno completamente snaturata l’architettura.

    Fabio Battelli
    La vecchia stazione era un ombrello grigio sfondato caduto tra due banali palazzetti disegnati dall’assistente malpagato dell’architetto…. E’ vero che i gusti son gusti… però!

    Fabio Mariano
    La Stazione di Pio IX fu progettata dall’arch. Salvatore Bianchi che fu un vero innovatore introducendo nella sonnacchiosa Roma papalina l’architettura del ferro, sia a termini che nel modernissimo Ospedale del Celio. Il suo progetto definitivo risale al 1869, l’anno prima della “presa” di Roma da parte dei Piemontesi.

    Carlo Galeazzi
    A chi denigra quello che è riconosciuto come un capolavoro dell’ architettura moderna, e sto parlando dell’ attuale stazione Termini, voglio far notare che in tutta Italia, a parte la stazione di Firenze Santa Maria Novella di Michelucci, non mi pare che ci siano grandi architetture ferroviarie. Pensiamo a Milano; la Centrale è un’ architettura tronfia e monumentale. Oltretutto molti non sanno che la ricostruzione della stazione Termini è iniziata nel 1939, demolendo la struttura precedente dell’ ing. Bianchi. Il progetto prescelto era quello dell’ arch. Mazzoni che prevedeva una facciata con un enorme e pesantissimo pronao in marmo. La costruzione fu bloccata dall’ avvento della guerra. A guerra finita erano già state costruite le due ali laterali (su via Giolitti e via Marsala) ma (…per fortuna) non ancora la facciata principale su piazza dei Cinquecento. Il concorso successivamente indetto vide vincitore il progetto Calini, Montuori e Vitellozzi e cioè quello che vediamo oggi.

    Carlo Grossi
    La vecchia stazione si trovava a filo con la facciata sud di palazzo Massimo, quindi era molto avanzata rispetto al Dinosauro, aggetto di ben 48 metri senza colonne, non lo saprebbe fare nessuno oggi…

    Fabrizio Federici
    come si evidenziava in uno dei commenti, più che dividersi sul confronto meglio termini vecchia / meglio termini nuova, ci sarebbe da imbestialirsi per come le stupende forme architettoniche della termini attuale siano continuamente oltraggiate da aggiunte incongrue, negozietti improvvisati, mega manifesti pubblicitari, ‘escrescenze’ (non so come chiamarle) con sopra scritto il nome di Giovanni Paolo II. Pensiamo alla meravigliosa pensilina, che istituiva un preciso dialogo con i resti delle mura serviane, ora del
    tutto nascosti dal negozio della Nike.

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