Tiburtino III

Tiburtino III


Descrizione: Lotto al Tiburtino III
Anno: (?)
Fotografo: (?)
Fonte: archivio sconosciuto
Aggiunta da Roma Sparita

34 Responses

  1. Sabrina Di Sante Sabrina Di Sante ha detto:

    Qualcuno sa che via sia?

  2. Avatar Loredana Diana ha detto:

    Adriano Candali 
    Tiburtino

    Franco Giorgi 
    Tiburtino III – lotto VII

    Daniele Fincato 
    anche a me sembra tiburtino III, vedendo le foto dei miei nonni .

    Serena Corrado 
    chiedo ai miei genitori

    Giancarlo Paccapelo 
    Serena@…e che t’hanno detto papà e mamma?

    Serena Corrado stiamo confrontandoci ora

    Serena Corrado 
    su questa foto sono incerti , non sanno che dire…

    Pina Ceremigna
    se non sbaglio era di fronte al mercato………

    Agnese Manno 
    sbagli il mercato era dietro la palazzina

    Gianfilippo Guadagno
     Che via era?

    Marco Piacentini 
    Pietralata Via Marica

    Lucia Prandi 
    ciao Marco, leggo solo ora, sei sicuro che sia Pietralata via Marica e non Tiburtino III?

  3. Avatar Ermande Argenio ha detto:

    Impossibile riconoscere la via, queste case erano tutte uguali costruite in vari quartieri, la foto è del periodo della guerra, nel  1950 e oltre furo tutte ristrutturate.

  4. Avatar Marcello ha detto:

    Potrebbe essere Tiburtino III°, sia lotto 7° o 8°. L’anno potrebbe essere intorno al 1969/70, quando hanno costruito le case al Monte del Pecoraro e hanno effettuato la rioccupazione, prima della definitiva demolizione dei vecchi lotti.

  5. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    TIBURTINO TERZO (di Vladimiro Rinaldi )

    …La fotografia in bianco e nero mostra quel che rimaneva di un fabbricato del lotto 7.E la casa dove abitavo. Ho amato molto TiburtinoTerzo della mia infanzia ed adolescenza,delle nostre famiglie e dell’altra onesta e affascinante gente che ci frequentava. Romani provenienti da Porta Metronia le nostre famiglie: Ranuzzi,Rinaldi,Cruciani,Placci,Lavorato,Cirotti.Ci volevamo molto bene.Rimpiango quella stupenda gente e quella stupenda natura tutta attorno alla borgata romana Tiburtino Terzo. I miei amici,i miei amori e la nostra di adolescenti naturalezza,semplicita’.Non c’ erano solo le persone oneste e idealiste a Tiburtino Terzo,c’ erano pure le persone prepotenti,interessate,non mi sono mai piacoute. Ai miei amici di scuola. di strada volevo bene e mimancano, e quelgatto,quel cane,quella natura andata conpletamente perdutaper via della prepotenza dei bulli e stupidi e della speculazione edilizia. I politici hanno le loro colpe e la gente peggiore che maltrattava il prossimo fragile e la natura ha avuto le colpe.E ci siamo estinti,come le piante e le altre creature di una biodiversita’ indispensabile,terapeutica e misericordiosa.

  6. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    TIBURTINO TERZO ( Vladimiro Rinaldi)

    La fotografia mostra ,molto probabilmente, uno dei fabbricati di Tiburtino Terzo,il lotto 7,e la casa dove abitavo.Tiburtino Terzo era ed e’ una borgata romana ma ora e’ diversa e non mi piace piu’,i vecchi lotti sono andati del tutto distrutti,la natura che circondava la borgata petduta anche essa per via del bullismo e della speculazipne edilizia.Io amavo Tiburtino Terzo vecchio,di quei lotti,di quei fabbricati( pure se erano molto umide le case).

  7. Avatar Marcello ha detto:

    Caro Vladimiro, condivido quasi tutto ciò che esterni. Anche i miei provenivano da Porta Metronia, ma pur non più abitante di Tiburtino III, lo frequento molto, poiché ci sono tutti i miei amici d’infanzia, e come tu saprai certamente sono quelli più cari e più veri. Delle famiglie che tu nomini (anche se certamente le altre le avrò sicuramente conosciute, ma attualmente non ricordo ) quelle che ricordo benissimo sono le famiglie Lavorato e Placci, specialmente quest’ultima, (abitavano al lotto 8, lotto che io frequentavo assiduamente, pur abitando al lotto 9 sopra i portici, al lotto 8 c’erano tutti i miei parenti tra i quali i più conosciuti erano zio Aldo Roghini il calzolaio e zio Peppe Cordella che giocava a pallone) poiché con Walter abbiamo giocato a pallone insieme con la squadra del Pro Tiburtino, squadra fondata, in parrocchia, da padre Tarcisio. Pur non ricordandomi di te, ti saluto cordialmente, Marcello

    • Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

      Caro Marcello , sono Vladimiro Rinaldi ( Vladimiro per gli amici e le amiche della nostra( e di altre persone) borgata Tiburtino Terzo. Avrò letta una dozzina di volte il tuo scritto a mo’ di diario o mescolanza di sogni,ricordi,nostalgia ma pure dignità. La quale mi è parsa spesso una rara virtù nel luogo dell’ infanzia e dell’ adolescenza.

      Purtroppo il fascismo ed il bullismo( teppismo,canagliume) a Tiburtino Terzo continuò e ” continua” esso non si estinse nel 1945 con l’ ” evento” della Repubblica. Un altro tipo di teppismo,para fascismo,continuò e dura ancora lá dove i valori mancano e i ” ladroidi “e altri tipi di balordaggine sono ,pure oggi riscontrabili tra i cosiddetti bullli e le cosiddette bulle. Pier Paolo Pasolini ha pure omesso cose importanti delle sue neorealistiche ” analisi”.Più ficton che serie,valide introspezioni sociologiche.

      Io e te veniamo da quella borgata , da quei lotti,ed i nostri da Porta Metroniae campi limitrofi e marane( marrane .Canali irrigui confluenti..):Tiburtino Terzo,io sono nato in piena guerra,al lotto secondo ( c’ erano ancora i tedeschi e i fascisti. I fascisti purtroppo ci sono sempre stati,mignottacci delle SS, sicari della Gestapo. E di Pricke , della famigerata banda Kock, e altri assassini e torturatori. Non voglio ripassare a te a quanti e a quante stanno ora leggendo il mio diario amaro. E glorioso dei pochi e le poche dignitosi,eroici partigiani.

      Mio padre e mia madre erano romani- di- Roma di Porta Metronia ed antifascisti e anti nazisti e anti borsaneristi.

      Mio padre patì il carcere fascista,le sevizie,le torture . Ma non tradì mai e mia madre ANNA RANUZZI , la zia di Walter Placci e delle famiglie nostre : RINALDI ,RANUZZI ,ALTRE…( fummo famiglia numerosa ed imparentata. Si volevano bene. ……si chiamava ALBO RINALDI ( DETTO DE PINEDO) . Abbiamo abitato entrambi,io e te,pure ai lotti 7 ed 8 . Te lo ricordi in mio amico e coetaneo,scolaro,studente? Si chiamava,di cognome SCOCCIMARRO. Perse un braccio per via di una bomba di un dopo fine anno. Al lotto 7. Abitava sotto di me. E i Maccioni li ricordi? Io e te,e tanti altri e tante altre ,per la maggio parte deceduti e decedutecsono : storia . Non ricordarli e ricordare solo i Vip dell’ ANPI , di Pasolini Ni parte del neorealismo oppure di SergionMattarella è ,secondo me, limitativo, irriguardoso,è una grave lacuna / mancanza di rispetto e di ” dimenticanza” della gente d’ Italia che partecipò,in un modo o in un altro modo,e morì assassinato dalla PAI ( come nel caso vero ,fine che i fascisti della PAI ( fascisti).assassinatonnel pressi del Verano,
      Era mio zio ( nostro zio);ROUL CIROTTI).La storia della bostra borgata è più complessa . Mi piacerebbe con te ed altre persone attendibili della nostra ex borgata approfondire gli argomenti.

  8. Avatar Mario Pasqualoni ha detto:

    I miei genitori si sono trasferiti a tiburtino III, al 1° lotto nel 1936, provenienti dal Marforio, demolito per far posto a Via dei Fori Imperali. Io avevo pochi mesi, essendo nato nel 35, e ho vissuto tutta la mia infanzia nella borgata, vi ho frequentato sia la scuola elementare, che l’avviamento professionale. Andavo di nascosto con gli amici a fare il bagno nella marana di via Grotte di Gregna e all’Aniene a Ponte Mammolo. Frequentavo la Parrocchia e l’oratorio, facevo parte della squadra di calcio fondata da Don Leone, negli anni 48/49 e andavamo a giocare i Tornei dai Salesiani di Don Bosco a piedi, sulla Via Prenestina ,poco prima del Quarticciolo. All’inizi degli anni cinquanta, grazie all’impegno di alcune persone come l’infermiere dell’ambulatorio sig Prauscello ,Farfarelli ,Padella e tanti altri. fondarono la squadra di calcio dei tricolori della ” Pro Tiburtino”,con molti sacrifici personali, ma con molte soddisfazioni sia sportive che di compotamenti, che partecipo’ per alcuni anni al campionato di Lega Giovanile, allenata la sera nella cantina sotto l’ambulatorio dal “Mister Chipella”. Ho vissuto a Tiburtino 3° fino al 1954, ma conservo tanti bei ricordi, nonostate i tempi difficili di quegl’anni, saluto tutti gli amici e le persone che hanno condiviso con me quelle esperienze. Con affetto. Mario
    Ho vissuto a Tiburtino3° dal 1935 al1953 al I° lotto,i miei genitori abitavano a Via del Marforio, che venne demolita per realizzare Via dei Fori Imperiali. Vi ho frequentato le elementari che l’Avviamento Professionale. Ho frequentato l’oratorio giocando con la squadra di calcio dell’allora parroco Don Leone, la domenica andavamo a piedi dai Salesiani sulla via Prenestina a fare i Tornei. Negli anni 50 grazie all’impegno e sacrificio di alcune famiglie e’ stata fondata la squadra di calcio del “Pro Tiburtino” che per alcuni anni ha partecipato al campionato ragazzi. con buoni esiti.

    • Avatar Virgilio ha detto:

      è la prima volta che visito questo sito, e leggendo tutti i vostri commenti ho le lacrime agli occhi…
      per me la foto sta ad indicare una parte dei lotti che andavano dal quarto ( dove c’era l’edicola )in poi, erano tutti uguali
      ho vissuto anche io dei momenti più belli della mia infanzia nei lotti di Tiburtino Terzo, stando dai miei nonni che abitavano al primo lotto (Fratocchi)
      e l’altra mia nonna al quarto, (Trezza Maria detta la “bassetta”) dove c’era la sede PCI. forse Mario conosceva qualcuno dei miei zii del primo lotto una famiglia di idraulici, Oliviero, Miretto che giocava anche lui a pallone, e Fernando .
      oppure mia nonna , la soraMaria che andava a vendere l’Unità porta a porta…
      starei ore a scrivere, nella speranza che qualcuno che leggendo le mie righe riconosca qualcuno dei miei e mi possa raccontare qualcosa, comunque grazie per l’emozioni che mi avete dato.
      Virgilio

  9. Avatar Marcello ha detto:

    Caro Mario, dei tempi di cui parli non posso ricordarmi, poiché sono del 1946, comunque di quello che facevi tu in quei anni (anche se hai vissuto la guerra e hai dovuto subire molte ristrettezze ), posso assicurarti che lo facevamo anche noi (più giovani) poiché era quello che ci offriva il posto. Del tuo “Pro Tiburtino” non ricordo, ma del mio sì, fu fondato da P. Tarcisio anni 60, come non ricordo Don Leone, ma di Don Duilio. Certo i nostri ricordi non coincidono ma il ricordo di Tiburtino rimane indelebile, poiché ci abbiamo passato i nostri migliori anni (cioè l’infanzia), anni di spensieratezza.

  10. Avatar sergio ha detto:

    tiburtino terzo anni50 60 indimenticabili sono nato alotto 10 e la borgata dove ho trascorso i migliori anni ricordi indelebili che rimarranno per sempre

  11. Avatar sergio ha detto:

    vladimiro rinaldi a letto nei miei pnsieri una volta cera tiburtino oggi purtroppo non ce piu . sergio zarabini

  12. Avatar cremisini lucia ha detto:

    ANCHE IO CONOSCEVO DON DUILIO DOPO DI LUI CI FURONO I FRATI CAPPUCINO, PAD. TARCISIO,PAD. GAETANO, PAD. GIUSEPPE IO SONO NATA NEL 45 RICORDO LA FAM. CAPODAGLIO RICORDO LA FAM. SIGARI MARCELLO CHE STAVA SOTTO I PORTICI E IL BUGHETTO DOVE VENDAVA IL VINO. A MARCELLO ME COMPRAVI SEMPRE LE CARAMMELLE MI HAI SCRITTO ANCHE UNA LETTERA CHE IO NN MAI RICEVUTO PERCHE LA PRESA MIA MADRE E ANDATA DA TUA MADRE PER DIRLE DI LASCIARMI PERDERE E POSSIBILE CHE NN TI RICORDI?

    • Avatar Vladlimiro Rinaldi ha detto:

      Che tristezza la bellezza, l’ innocenza …il destino bello dei fiori spontanei e delle stelle
      che si fa bruttezza per via di chi ferisce l’ animo . Narrare è un trascorrere di sogni e a volte vale la pena di dimenticare. A o gli animali,in genere,le piante e le persone dall’ animo delicato,soave,capaci di volere veramente bene, di amare in modo innocente e magico come è la vita dei ragazzie le ragazze giovani quando nessuno viola i loro sentimenti. Tiburtino Terzo non era un luogo di stelle e favole allorchè i depravati e i bulli so comportavano male,malissimo,come i fascisti subito dopo il fascismo. Perchè la depravazione,il bullismo e la mancanza di rispetto continuarono e continuano ancora. Io sono figlio di partigiani comunisti,di Porta Metronia e poi di Tiburtino Terzo. Siamo i sottomessi e le sottomesse della borghesia, del classismo…della violenza. No,non erano tutti e tute buoni e cari alla borgata Tiburtino Terzo. Che a quella gentaglia possa prendere un colpo a tuti quanti. Non è un fatto sono di emarginazione sociale ma pure di gente infame,schifosa. .. però pure di gente questa la amo agli infami auguro che possa loro pigliare un colpo. A tutti quanti .

  13. Avatar Vladimiro Rinaldi( Rinaldi e Ranuzzi) ha detto:

    No proprio non mi ricordo di te e di tante altre petsone,mi dispiace. Io non fui amico di tutti e tutte. Ma se tu ricordi me grazie per ricordarmi.
    I MIEI RICORDI DI TIBURTINO TERZO( UNA DELLE BORGATE DI ROMA)

    Se Io e torno ancora a Tiburtino Terzo ,nonostante io sia diventato anziano, e’ perche’ a Tiburtino Tetzo sono nato e cresciuto e ,in quella borgata, ho avuto dei buoni amici.Al luogo sono rimasto affezionato ma ora lo vivo come in sogno. E vivo pure San Basilio come una specie di sogno,bello e brutto,tale e’ la vita.

    Alla borgata Tiburtino Tetzo pure torno ,per rivivere ,dentro di me,.sensazioni d’ infanzia e di adolescenza . Gipie a parte,ne’ mi e’ alieno il dolore recatoni dall’ emarginazipne e da alcune persone incivili che pure c’ erano e non erano poche.

    Tiburtino Terzo fu per me un piccolo mondo antico, tragico e bello,per esperienze dissimili.Ci nacqui in piena guerra,e sono fiero di avere avuto genitori partigiani e famiglia antifascista da parte di madre.Gente stupenda le famiglie nostre : Rinaldi,Ranuzzi,Cruciani, Placci,Lavorato e i Cirotti.Gente ,in genere, lavoratrice e dagli ideali giusti di amore,fratellanza e di vera amicizia.incapaci di diventare ricchi perche’ onesti eidealisti,passammo la nostra esistenza in quel luogo cosi’. Io con l’ entusiasmo della natura e della scrittura non scolastica e non nozinistica ma spontanea,una variante della poesia e
    dell’ arte. Un’ arte senza possobilita’ di guadagno. Ed ho svolto tanti mestieri ed ho frequentato non pochi corsi.

    Ero gipvane,ora non piu’.

    Spno diventato anziano,
    un anziano ragazzino
    che ricorda Tiburtino.

    E pure ci torno in quella ex borgata dei sogni e degli incubi ( ci ho pure sofferto ) per rivedermi con rari amici d’ infanzia, anziani diventati åure loro, coi quali sono rimasto in buoni o discreti rapporti. Pure loro come me rimasti legati al luogo . Ricordiamo i “bei” tempi , ne parliamo, raccontiamo,rimiriamo come trasognati i,uoghi dell’ infanzia ed eventi del passato con occhi di anziani ragazzini romantici nativi del luogo.Non sono rimasto amico di chi poi si dimostro’ persona’ violenta,egoista e ipocrita.Gia’! Mica c’era solo gente metavigliosa a Tiburtino Terzo!

    Tiburtino Tetzo era borgata molto diversa e mi piaceva di piu’ come era prima ,pure se quei fabbricati,quegli isolati,quei lotti ,quegli appartamentini di edilizia residenziale pubblica ( case popolari )erano stati
    realizzati senza i dovuti criteri di abitabilita’ sostenibile, realizzati con piu’ pozzolana che calce,dicevamo,e l’ umidita’ ….ci mangiava le ossa. Ma c’era la natura tutta attorno alla borgata,una natura rigogliosa,molto bella,ci affascinava e accoglieva,ed io stavo spesso nella natura da solo o in compagnia di coetanei,con la fionda o senza la fionda e avevo una cagna Boxer che si chiamava Fedra. C’era una volta a Tiburtino Terzo pute la marana ( canale )dall’acqua pulita ed in essa facevamo il bagno noi tagazzi,l’estate. Tutto nasce,vive e muore.

    affettivamente legati ai ricordi di come era bellala campagna brada e coltivata tutta attorno alla borgata,dove ci recavamo spesso disertando l’ emarginazione dei poveri costretti a vivere( quasi senza

  14. Avatar Rita cremisini ha detto:

    Ciao a tutti io abitato a lotto IX, prima a lotto VII. Avrei desiderio di ritrovare e avere notizie della mia amica Ersilia Militano. Chissà se lasciando un commento qui sotto avrò fortuna…

  15. Avatar Vladimiro Rinaldi( Rinaldi e Ranuzzi) ha detto:

    Talvolta o spesso i ricordi dei luoghi e delle persone si mischiano ,ma della gente migliore ( secondo me) di Tiburtino Terzo,che ebbi occasione di conoscere e frequentare,che dire? La porto nel cuore,non me la posso dimenticare. E di coloro che ,come me d’ altronde,e’ divento anziano ed incontro o vado a trovare, o vengono loro a trovare me, e’ per noi sempre una gioia.Ricordiamo i bei tempi .Quasi si direbbe che Non siamo cambiati che nell’ aspetto,torniamo un po’ ragazzini,noi anziani ora..E ricordiamo la borgata non come e’ adesso ,che non mi piace affatto,ma
    com’ era ,e noi come eravamo..E ci piaceva tantissimo. L’ infanzia nostra non fu solo rose e fiori, l’ infanzia e’ una stagione bella e complicata della vita; ed ora al ricordo , sembra di rivovere un sogno, un sogno per episodi. Insieme a quegli amici d’ infanzia,che frequento ancora ,nemmeno uno ce n’e’ che non ricordi con affetto la borgata e la natura che circondava la borgata.Gli amici, le capanne,le scorribande a Via delle Messi d’ Oro ( era bellissma..)e tra i campi,i prati,raggiungevamo la marana( non c’ e’ piu’..) e pure il Bottigone,i vasconi. D’ estate,soprattutto.Insomma ne portiamo le stimmate( si fa per dire) di quei lotti,case, marana,il burrone,pineta,scuole, non finisce qui la lista de luoghi..Noi anziani rimaniamo un po’ pure ragazzini. Grazie borgata Tiburtino Terzo per averci fatto incontrare,conoscere,riconoscere e restare buoni amici.

  16. Avatar Vladimiro Rinaldi( Rinaldi e Ranuzzi) ha detto:

    TIBURTINO TERZO

    Si fa presto a dire Tiburtino o Tiburtino Terzo,un po’ di piu’ ci vuole per dire ,o scrivere,borgata Santa Maria Del Soccorso. Incredibile ma vero esiste a Roma una borgata che di nomi e’ come se ne avesse tre,quelli appena riportati. Noi dicevamo,per la massior parte,che eravamo di Tiburtino. Tiburtino,e basta; al massimo..che eravamo di Tiburtino Terzo. Tutto quello che aveva di bello,e che Monte Del Pecoraro aveva di bello,e Via delle Messi D’Oro di bello aveva,quella natura stupenda,non esiste piu’. Addio natura,addio tradizioni popolari e mestieri tradizionali quali ,ad esempio,quello che esercitavano la venditrice di more,il ciabattino,il raccoglitore e venditore di cicoria,il venditore di pigne verdi,il venditore di aquiloncelli realizzati con carta velina colorata,e via dicendo.E addio natura bella,bellissima,ti amavo tanto e ancora ti penso,mi manchi tantissimo.Una natura dalla biodiversita’ variopinta, profumata, diversificata che permetteva la ricreazione forse piu’ gradita a noi ragazzini dei lotti. . Addio Tiburtino Terzo vecchio.Rimani nella memoria di chi e’ vivo. Siamo ,per i piu’ noi nativi di questa borgata che non esiste piu’ nella sua originale ,piccola,grigia,umida ma stupenda per la natura attorno e per le case che di bello avevano comuni lunghi ballatoi ed erano di un solo diano o due.Borgata con tre nomi , ma per me sei rimasta Tiburtino e basta. Eravamo ragazzini ed ora siamo diventati anziani ,molti di noi non ci sono piu’ sono morti. E l’autobus 309 non passa mai ,pure adesso,da quelle parti,pure se non e’ piu’ quella borgata che fu,l’ autobus 309 passa raramente,specialmente la domenica ” non passa mai quell’ autobus”. Il traffico asfissiante e rumoroso su quel tratto della Via Tiburtina che va da Portonaccio a quasi a Tivoli e’ il mostruoso risultato della speculazione edilizia e delle politiche mafiose di tutti i colori. Ora non piu’ borgate esistono i quartieri dove sono evidenti le desertificazioni ,la solitudine massificata,gli ecomostri ,quindi la mala urbanizzazione e la pessima edificabilita’ .Mai ci saremmo aspettati di dover rimpiangere quelle palazzine dei primi lotti dove abitavamo sia pure in un contesto di realizzata emarginazione dal fascismo .E questo perche’ la mentalita’ classista e borghese non e’ mai cambiata da parte di chi detiene il potere,della mala politica,del classismo borghese e piccolo borghese,finanche,mi dispiace ammettere, ” proletario”. E’ una stortura del pensiero,una malformazione della conoscenza.Lo si era capito sin dai primi anni dalla fine della guerra. E per chi ama la poesia legga Pier Paolo Pasolini e ascolti gli ultimi testimoni oculari non corrotti nativi della borgata .

  17. Avatar Vladimiro Rinaldi( Rinaldi e Ranuzzi) ha detto:

    Tiburtino Terzo vecchio fu per me che in questa borgata romana nacqui e crebbi,e per altri ed altre che nacquero e crebbero nella borgata medesima un piccolo mondo antico,un luogo magico indimenticabile,un luogo della memoria destinato a restar tale tutta la vita.Cosa rendeva speciale,diversa,questa borgata dalle altre,della cosiddetta Citta’ Eterna? Ogni persona nasce,vive e muore.Fu speciale per noi in quanto nascendoci,e nel periodo della guerra del dopo guerra,ne assumemmo i contorni,un misto di storia vera di gente vera in un luogo che beneficiava di natura spontanea e coltivata,una biodiversita’ meravigliosa andata purtroppo perduta.Ne’ la chiesa ne’ i pRtiti politici si sono mai impegnati nella difesa della ” nostra” borgata e la ” nostra’ natura.Ed era attraversata,la borgata,da un canale irriguo,la marana, questo nome,questo termine viene da Acqua Mariana( che veniva da Marino ) oppure dal francese.Roma fu pure sotto i francesi.Comunque sia Pier Paolo Pasolini,Enio Calabria e Renzo Vespignani( e tutti i registi impegnati nel filone neorealista) si sono interessati alle borgate romane,avevano qualcosa de le ringhiere di Milano,le favellas di Rio De Janeiro e delle banlieu di Parigi. Noi fummo unici nella nostra diversita’ data la storia di Roma post citta’ aperta.Ma in urbanistica,storia mana e sociale e storia degli eventi Tiburtino Terzo borgata la possiamo raccontare solo noi,perche’ la vivavamo per davvero. Nulla fu mai nostro e tutto fu vissuto come se fosse stato pure nostro,di quel po’ a noi consentito. Tante storie drammatiche e romantiche. Io ero sempre( sempre,si fa per dire) nella campagna,alla marana, per vasconi( cisterne idriche) ,il ” burrone “, le grotte,la campagna. Appartenevo alla natura,alla mia famiglia e a Dio,un Dio ctesciuto åute lui come noi e anche lui innamorato fella natura.Siamo cresciuti emarginati,riottosi,teneri e ribelli,o nsofetenti,allo stesso tempo,non eravamo tutti uguali e tutte uguali,ognuno ed ognuna e’ solo se stesso.Siamo gli ultimi testimoni e le ultime testimoni di un mondo andato via via irrimediabilmente perduto.I politici corrotti , i delinquenti di vario genete,i grossi proprietari terrieri e le istituzioni menefreghiste hanno ,insieme alla natura , le nostre arti e tradizioni popolani, la nostra cultura di popolani,e quelle casette umide,malcostruite ma che nel disegno avevano miglior senso dei palazzi brutti e come tutti accorpati …,ammazzato tutta la natura e noi non esistiamo che per raccoltarvi cio’.Hanno sfregiato oersino la nostra madonnona e Dio.

  18. Avatar Vladimiro Rinaldi( Rinaldi e Ranuzzi) ha detto:

    Chiedo scusa ai lettori e alle lettrici dei miei testi per gli errori ortografici o da battitura facilmente riscontrabili.

    La mia vista soffre di qualche problema , non e’ piu’ quella di una volta , e nemmeno so usare in modo corretto la tastiera .

  19. Avatar Fabio Moschini ha detto:

    Anche io sono nato a Tiburtino, nel gennaio del 1961. Dopo qualche anno ci hanno dato casa a Pietralata, via del Peperino, ma tornavamo sempre dai miei nonni che abitavano a lotto VI, dove ricordo c’era l’orologiaio Lillo. Mio zio invece credo abitasse al X, l’ultimo lotto verso la Collatina.

  20. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    L ‘ ACCIDIA, L’ EDITING E LA CORREZIONE DELLE BOZZE

    Scrivere non basta se si desidera il rispetto,e la comprensione,da parte di chi legge, e scrivere e non rivedere il testo , al fine di correggere gli eventuali sbagli ,prima di metterli in rete o altrimenti pubblicare e ‘ disdicevole. Confucio ,si dice ,espresse a tal proposito un concetto che equivale ad una illuminazione Zen. “Chi ha commesso uno sbaglio e non lo ha corretto ha commesso un altro sbaglio “. Come non dar ragione a Confucio ? Nessuno dovrebbe pubblcare un testo grammaticalmente scorretto. Ed io dei miei errori di ortografia o di battitura me ne assumo la responsabilita’. Dei miei sbagli ( me ne accogo sempre troppo tardi..) chiedo scusa.

    Perche’mi accade ? Cerco pra di fare un pi’ di onesta auto analisi . A parte per via della vista,che difetta alquanto, e della mia limitatissima conoscenza della videoscrittura; molto di questo negativo,ed autolesivo, adempiere male o poco attento ai doveri nella scrittura, lo devo all’ accidia.
    Cosa e’l’ accidia? Certamente non e’ una virtù’ ,e ‘una cosa penosa,una pigrizia strema,che non ti fa fare niente di buono. Ci si puo’ ammalare di tale ” sindrome”. Di tale negativita’ credo mnemonica o cerebrale ci si dovrebbe accogere e combatterla. Della pulsione ,inqusto caso, della pubblicazione senza le dovute correzioni. Ne sono ” corresponsabili” la memoria a corto raggio ,che puo’ difettar ancor di piu’con l’ eta’ avanzata, o del pensiero : come viziato da miopia di tipo sclerotico-psicologico. Dell’ eccidia come pccato o male divivere ne citano: Dante Alighieri ,Eugenio Montale,altri ed altre.Non assolvendo chi ne e’ artefice o ne soffre…
    Quindi cari e care autori e autrici miei simili,specialmente se sconosciuti e sconosciute ( vi voglio molto bene,voletemene pure voi,ne ho bisogno) , un consiglio ame stesso ed a voi: prima di premere quel tasto che riferisce alla pubblicazine, se non siete privilegiati da editing o correzione dell bozze, meglio scrivere prima in Word o note sevi servite del tablet, , correggete e correggete ancora i vostri scritti,poi ri- usate ilcopia e incolla. Per piacere non fate come faccio io (date retta a Confucio !)
    2
    Gli autori e le autrici fortunati godono dell’ editing e della correzione delle bozze in materia di loro scritti ad essere pubblicati, VIP che scrivono e qualcuno c’ e’ che paga , immagino,loro pure usufruire dell’ editing ,e via dicendo, ce ne stanno tanti, specialmente se di politici ignoranti e corrotti si tratta, e di editori importanti seppure poco e niente edici pure.
    Essi vengano pubblicati dall’ editore avveduto. – Mestiere duro quello del correttore di bozze..-
    per cui beneficiando di editing e correzione delle bozze non solo corrono meno rischi ortografici o di sintassi,e via dicendo..ma addirittura gli scritti divenendo ” abbelliti”, e talvolta sembrano come scritti da altri.I loro scritti prima di ssere pubblcati vengono comnque corretti,depurati delle scorie .Nessun serio,importante editore si sognerebbe di non contemplare l’uso dell’ editing e la seria correzione delle bozze.

    Ecco io di questo non dispongo ,mi farebbero prrio comodo.

    Mi scuso con i lettori e le lettrici dei miei testi,per gli eventuali errori ortografici o di battitura.

  21. Avatar Vladimiro Rinaldi Ranuzzi ha detto:

    PERSONE DI TIBURTINO TERZO ( GLI SPLENDORI E I DRAMMI
    DEL LUOGO E DELLLA GENTE DEL LUOGO )

    Essere nati in un luogo come Tiburtino Terzo ed aver avuto genitori partigiani,al tempo della guerra e della Resistenza…Ed essere io dopo la guerra cresciuto in quel luogo dei miei sogni belli e dei miei incubi,di meraviglie naturali e tradizioni popolari,tramandate ( si sarebbero perdute,purtroppo. .)e di degrado.

    Ricordo moltissimo del tempo della mia infanzia e della mia adol scenza alla borgata romana Tiburtino Terzo .

    Non posso non ricordare certi luoghi e certe persone. Le zone umide ( i canali,le marane, le maranelle,i vasconi,le cisterne idriche,ed il lercio fiume Aniene) e i prati e campi a noi resi “vietat” per la prepotenza e la stupidita’ di chi possedeva ( o la possedeva a mezzadria) le proprieta’ terriere ( il barone, la marchesa, ,i preti, il clero…).

    Io non posso ne’ voglio non ricordare sia quei luoghi sia i i miei cari genitori ,ne’ gli amici piu’ cari,quelli che non ti deludono ,tra essi l’ amico carissimo ( frequentavamo la stessa scuola) ,il compagno piu’ caro : Silvano Zanetti, il quale ,un giorno (purtroppo e con mio grandissimo dolore ) perse la vita nelle infide acque dell’ Aniene. Io quel giorno ero andato a Piazza Vittorio con mia madre che voleva acquistare per me nuovi abiti,alle bancarelle.

    Certi ricordi gioiosi e pure certi altri invece molto dolorosi ,di Tiburtino Terzo e i suoi abitanti, li portero’ con me finche’ vivo ,poi non so..Ma mi piacerebbe incontrare di nuovo , in un mondo migliore di questo ,chi mi ha tanto voluto bene e io a loro ho voluto bene, voglio loro ancora tantissimi mo bene. Eh,gia!
    Persone meravigliose. Perche’ Tiburtino Terzo ebbe pure abitanti meravigliosi e meravigliose, io li ho,e le ho, conosciuti e conosciute. Giganti d’ amore. Tiburtino Terzo Non ebbe solo stupidi e prepotenti bulli e bulle ,gente prepotente e vigliacca alle stesso tempo. E che Pier Paolo Pasolini forse sbagliava non poco a giustificare vittime della societa’. Erano, nel loro piccoli lo, dei fascisti e delle fasciste per come si comportavano.

  22. Avatar Vladimiro Rinaldi. (Rinaldi e Ranuzzi ) ha detto:

    Esiste la tecnica narrativa,apprenderla vuol dire : fare uso corretto della grammatica e dell’ordine del discorso, usare bene i concetti, evitare le ripetizioni quando esse sviliscono il testo ,correggere gli errori ortografici prima di pubblicare il testo,e via dicento. Tutte cose importanti che io ,pero’,non faccio. Non e’ un pregio il mio, ne’ una voglia di essere originale a tutti i costi. Ho avuto un attacco ischemico che mi ha reso precaria la vista,gli occhiali servono a poco o niente nel mio caso. Si tratta di altro. E finanche una sorta di pigrizia mi limita. Scrivo e “pubblico” i miei testi sgrammaticati,al loro stato di magma,di incandescenza.non potendo fare di meglio. Voi per i vostri scritti,per piacere,non fate come me.. Grazie per la vostra attenzione.

    • Avatar Maurizio de La Vallee ha detto:

      Maurizio de la Vallee
      Caro Vladimiro Rinaldi, non ho il piacere di conoscerti ma vorrei ringraziarti per l’onda di ricordi che i tuoi
      interventi hanno riportato a galla. Condivido con te la duplice sensazione di nostalgia per la natura che
      circondava Tiburtino Terzo, ( oggi la fermata recita Santa Maria del Soccorso ). Anch’io come tanti ragazzini, all’epoca ho fatto in maniera del tutto incosciente, il bagno nella Marana come Alberto Sordi nel film ” Un americano a Roma ” e mi dispiace che tu abbia perduto un amico in quell’ormai
      mitico luogo sparito. Ma come te ricordo anche la feroce umidita` di quelle case e la variegata umanita` che le popolava. C’erano si tante brave persone che hanno ispirato la poetica di Pasolini,
      ma era presente anche un sotto bosco a volte al limite della delinquenza e non sempre la convivenza con certi personaggi era semplice. Io sono nato nel 1952 e ho vissuto fino al 1973 al decimo lotto, o lotto 10 che dir si voglia. Mentre ero all’estero, se non ricordo male nel 1976 i miei
      genitori si spostarono al mitico Monte del Pecoraro ( oggi Monti Tiburtini ) e ricordo bene che durante gli anni della mia prima infanzia, di fatto un pecoraio vi pascolava le pecore, da li il nomignolo.
      Certi nomi di persone e luoghi menzionati in questo nostalgico blog, tipo padre Tarcisio, a cui confessai all’eta` di 9 anni di avere dubbi sull’esistenza del Dio con la barba, o il ” IL Buchetto ”
      dove se non ricordo male si vendeva il vino sfuso sono rimasti e rimarranno indelebili nella mia memoria e non potrebbe essere altrimenti visto che si tratta di ricordi d’infanzia.
      Per concludere, per quanto il nostro passato sia immutabile, a volte ho fantasticato su come avrei
      vissuto quegli anni se non ci fosse stato il decentramento da altre zone di Roma. Mia madre con
      struggimento mi raccontava di essere stata trasferita in maniera coatta da via Delle Zoccolette a
      Roma centro, alla borgata di Tiburtino e si e` sempre lamentatata di quella che le era parsa un’ingiustizia. Ora passo e chiudo ringraziando te e le altre persone che hanno lasciato traccia dei
      loro ricordi e auguro a tutti buona vita.

  23. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    I RICORDI DI UN EX RAGAZZINO DI TIBURTINO TERZO

    – di Vladimiro Rinaldi

    Prima della guerra io non c’ ero ma forse si’ nei geni dei miei genitori gia’ esistevo o ero. Mi formo’ l ‘ amore che mi diedero i miei amati nonni materni ,entrambi di Porta Metronia, famiglia romana fatta confluire ,a seguito dello sfollamnto da partt dei fascisti ,da acune parti del centro storico di Roma, alla borgata Tiburtino Terzo. Io nacqui al cndo lotto di quta borgata. I miei ninni erano il signor Rinaldo Ranuzzi e la signora Maria Maddalena Cruciani.

    E l’ amore che mi diede soprattuttom Imia madre : Anna Ranuzzi ,me mio padre ( fu un partigiano ) Albo Rinaldi . Ma pure grazie alle mie amate zie : Olga , Ada, Elena, e i miei ziiRoberto, Soprattutto. Famiglie che gia’ si conoscevano,di Porta Metronia,da dove provenivano, famiglie numerose,patentate o amiche. Ecco perche’ Tiburtino Terzo avvertivo come se eravamo tutta una damiglia. Ma nonsolo per questo. Almeno le famiglie di provenienza si conoscevano gia’ . Meno senso fell’ isolamento tra o. E poi le case,i fabbricati,i lotti,gli stabili,mi piacevano di piu’,permettevano migliore socializzazione. La chiamavano edilizia fascista ma ce la saremmo rimpianta poi. I costruttori palazzonari dell’ epoca democristiana,post,fascista,a tuttoggi, hanno costruito l’ inferno romano delle brutte,violen periferie di brutti palazzi come tutti appiccicati l’ uno all’ altro,e le mafiette camuffate da associazioni, cooperative e quant’ altro …hanno rubato gli ultimi respiri della natura. Io mi considero un sopravvissuto di Tiburtino Terzo vecchio,originale,un pezzo di storia da raccontare. La borgata come l’ ho,vissuta, nel bene e nel male. Era un piccolo mondo antico, per gli ultimi romani popolani,quelli che hanno fatto la storia di cui nesssuno raccontera’ ‘ ,forse,mai. Un patrimonio di cultura popolare,di tradizioni,persionale,familiare,di ” villaggio” andra’perduta. Ogni persona depositario o depositaria della propria storia. E di qulle connesse. Da prima della guerra alla guerra e del dopoguerra. Storia di Roma che non esiste piu’ . Non erano solo romani gli abitanti delle borgate e chi era siciluano ,,calabrese, ciociaro, e via dicendo…credo che per via purebdel loro disadattamento,il loro isolamento dialettale,culturale e d’ insime devono aver ancor piu’ sofferto. Chi lo sa ? Non eravamo razzisti, ne’ lo siamo dventati. Prima della guerra io non c’ ero ma fose si’ ,nei geni miei geitori. .

  24. Avatar Chiara Novelli ha detto:

    Che bello per me leggere tutto questo! Io ho scritto “Storie del Quadraro”, un libro di 18 racconti ambientato giustappunto al Quadraro negli anni 50 (fonte informativa: mia madre, che ci ha vissuto a lungo!); ma mi rendo conto che ogni luogo di Roma e soprattutto ogni zona di periferia o borgata che dirsi voglia, meriterebbe il suo libro di racconti… di storie, proprio, di vita vissuta, esattamente come quelle che trovo qui.
    Un caro saluto, Chiara

    • Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

      Carissima Chiara , sono Vladimiro e sono nato,cresciuto, amato e sofferto e morto) tante volte, giá….al paradiso bello e dolce delle lucciole e delle viole e gli uccellini cryancardellini,verzellini,passeretti, quando Tiburtino Terzo c’ era la marana ( marrana,canale …) e quindi le Rane che cracidavano di primavera. Ho avuto amici e amiche uoni e buone ( eravamo ragazzinie ragazzine) pure ebbi nonni meravigliosi e parenti buoni al lotto 8 e al lotto sette( e al lotto 17. Ma non erano tutte cose belle e dei mascalzoni e delle ragazze che sognavano l’ amore ma predilegevano i bulli,le canaglie. Tutto passa della vita. Solo gli animali che ebbi, una cagnolina di razza Boxer, un corvo dagli occhi azzurri( Corvus Moneduna) non mi delusero. Io amo molto la natura e l’ ambiente. E purele dolci,brave,leali,oneste persone. E tu ? Ora sono vecchio.

  25. Avatar roberto veneto ha detto:

    Ciao Maurizio de la Vallee, sono Roberto Veneto, quanti ricordi affiorano leggendo i racconti sulla nostra borgata.
    Ti ricordi le prove del nostro complessino dietro il telone del cinema all’oratorio di Padre Tarcisio, che se non andavamo a messa ci proibiva di suonare. le domenica..si andava a suonare a Monterotondo (tre stelle)

    Un caro saluto, Roberto

  26. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    Parlare di una borgata ,da veri protagonisti delfatti e dei luoghi, o scriverne,narrarne,meterebbe molto più spazio . E pure un luogo dove poterci incontrare,abbracciare,narrare. A nostra bella pinetae la costruzionedovele suore insegnavano il taglioed il cucito le hanno occupate strane persone per farne che ? La marana non esiste più, la ridussero prima a foglna a cielo aperto. Noi fummo quella gente nata con la borgata e la natura attorno, abitantidei lottidi Tiburtino Terzo. Ci tenevamo ai nostri luoghi d’ infanzia,alla natura circostante. Che era stupenda . E salvifica sul piano della salute fisica e mentale. Tutto è correlato. Io mi chiamo Vladimiro Rinaldi e sono nato al secondo lotto,poi ho vissuto ai lotti 7, 8 e 17. Ho frequestato la scuola elementare delle suore sacramentine. Mi piacerebbe molto se qualcuno coetaneo o comunque che mi ricorda e fu mio amico mi cintattasse.

  27. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    – ADDIO ROMANI POPOLANI DI TIBURTINO TERZO ED ALTRI SITI IN PERIFERIA, E ADDIO STUPENDANATURA DI ROMA PERIFERICA ; NON VI EDREMO PIÙ. .. – Quando si distruggono luoghi di origine che avevano un senso, una memoria ( quella degli abitanti autocton) , o diversamente li devastano ,li rendono squallidi , brutti,senza più natura né l’ identitá degli abitanti autoctoni , allora degradano parti importantissime delle cittá. La memoria si perde ,nulla può resistere al degrado ,al saccheggio,all’ incuria come è accaduto a molte borgate di Roma tra le quali la borgata dove sono nato ecresciuto; Tiburtino Terzo. La distruzione avviene in modi diversi,per via dell’ ottusitá politico – ingegneristica- storica, il bullismo dei : chi si presta allo scempio delle tuspe ed altri attrezzi del comune subdolo romano e colta unuversitaria mancanza di rispetto per la gente e gli ecosistemi…,il vandalismo,l’ appropriazione indebita da parte di bulli ,di vandali, di cosiddetti furbi e furbe che occupano luoghi come se tutto gli appartensse di diritto,somigliando,nel loro piccol,alla criminalitá organizzata…..gli appartamenti poi li rivendono illegalmente ne fanno affari, i locali, addirittura vengono pure occupati ( con la scusa diessersi formati in cooperativesociali ed in associazioniOnlus,e cetera, invece occupano e sfruttano con altre intenzioni che nulla o troppo poco hanno ache fare con il sociale e l’ albiente…..parchi pubblici naturali ( Il Parco della Cervelletta, Via delle Messi d’ Oro, la Cacciarella,e via dicendo…o è la speculazione edilizia e la corruzione che rilascia permessi e tralascia i controlli . La nostra i dignazione contro questi ulli,fanatici, furbi ed i loro”padrini”che glie lo co sentono è cel tuttogiustificata. Roma est cellanatura un tempo esistente,ubertosa,meravigliosa di fatto non esiste più. Non la vollero ai i colare e lroteggere si daci e giunte dicentro,di destrae disinistra.E nemmeno i preti. Dobbiamo riappropiarci dello spazio naturale e ricreativo che ci fu tolto. Non pissiamo essere tuttivigliacchi e tacere efarceli piacerei cosiddetti”fubi”. Da quarant’anniaspetto l’assegnazione di una casa popolare ,non e la danno e sonogrande invalido,romano nativo di Tiburtino Terzo. Forse se fossi un xtracomunitario o un bullo o un raccomandato me l’assegnavano la casa. Dellasifferenza dei romani delle leriferie si preferisce far finta di non sapere,non vdere,non ascoltare e non parlare

  28. Avatar Vladimiro ha detto:

    ELIGIO AD UNA GIOVANE RAGAZZA DI TIBURTINO TERZO,
    DAL NOME BELLO E GENTILE COME UN FIORE.

    Rosa dei miei ricordi belli .Chi siamo noi che gli altri ,e le altre”, dimenticano “.Passa il tempo dell’ adolescenza Dei sentimenti che sbocciano delicati e teneri come i fiori delle piante spontanee. Passa così velocemente il tempo della vita che pare una luce di flash. Fui un fotografo di arte e tematiche antropologiche e sociali.

    Un amore semplice bello sbocciò ,come un sogno che è impossibile poi da dimenticare. Delicato come un non ti scordar dime.

    . E PURTROPPO sfortunato come PER QUEI RAGAZZI BRAVA GENTE MA DISOCCUPATI.E QUELLE RAGAZZE SFRUTTATE,UMILIATE NEI POSTI DI LAVORO. i I genitori hanno sempre paura che i loro figli e le loro figlie possano un giorno diventare giramondo. Io lo diventai,non me ne sono mai pentito. Ho conosciuto brava gente e gaglioffi sia in Italiache all’ estero.
    Gente onesta e disperata per via soprattutto della loro emarginazione che i ricchi e falsi politici determinano . Non li posso soffrire,li reputo responsabiki. Di tutti i colori.

    Nasceva così un amore fatto di innocenza tra due giovani un ragazzi ed una ragazza,entrambi giovani. In una borgata umida ,di Roma.

    Aveva di bello solo la natura e il loro amore semplice,delicato. Fatto più di sguardi dolci che di parole. Attenti ai genitori delle ragazze che mai e pii mai avrebbero voluto per fidanzato o sposo della loro figlia un disoccupato.

    Sì fu storia semplice e molto delicata,bella, E la natura era rigogliosa e belka. La pineta,i prati,i campi. ne abbiamo beneficiato, io ero del lotto17. Quello suo non so, non lho mai saputo. Forse era del segno dell’ amore.E delke roselline che oltre ad essere belle e delicate profumano di semplicitá. amore . La malvagitá era in agguato. Non ci siamo più rivisti . Quel nostro sentimento dekicato e condiviso, ebbe la sfortuna di essere stato oltraggiato da chi non risoettò i sentimenti altrui e dalla disoccupazione che mi faceva vergognare di presentarmi al genitori con il dovuto rispetto . Semplice e delicato amore che fu bellissimo e durò loco come quei fiori celestrini dei prati anche detti Non- Ti – Scordar – Di Me . Buona fortuna ate che mi dinasti amore delicato e semplice,io lo ricordo ( e ti ricordo ancora ( sono diventato vecchio, ho moglie,figli e una meravigliosa nipote ) .

  29. Avatar Vladimiro Rinaldi ha detto:

    Commentatem,i pure ,cercatemi anche , senza malvagitá né finte amicizie . Cerchiamoci lá dove una volta ci amavamo e poi ( strana la vita) ci perse la vita. Elogio dei primi amori e delle prime belle,innocentiamicizie alla borgata romana Tiburtino Terzo,a Roma. A Rosa.

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