Roma Sparita - Ferrovie Vicinali

Ferrovie Vicinali

Ferrovie Vicinali
Descrizione: Originaria stazione delle Ferrovie Vicinali a Roma, Via Re Boris di Bulgaria (oggi Via Giolitti)a fianco della Stazione Termini. Nel 1940, per la costruzione della nuova Stazione Termini, la stazione della SFV è demolita e la linea corre un serio rischio di chiusura; il capolinea è arretrato all’altezza di via Gioberti, con una sistemazione precaria al centro della strada, prevedendosi la demolizione ddei circostanti edifici e la definitiva sistemazione del capolinea in un secondo momento; in realtà le demolizioni non saranno, al momento, avviate e la sistemazione del capolinea della SFV sarà rinviata a data da definire. La situazione resta stabile per circa dieci anni, fino al 1950 quando, per l’abbassamento del livello stradale all’altezza del previsto sottovia Cappellini, il capolinea SFV subisce un ulteriore arretramento da via Gioberti fino all’altezza della stazione delle Ferrovie laziali (via Mamiani), dove è costruita la struttura tuttora esistente
Anno: Ante 1940
Fotografo: (?)
Fonte: Tratta da tramroma
Aggiunta da Roma Sparita

1 Response

  1. Avatar Stefano Tassone ha detto:

    Va precisato che le Ferrovie Vicinali erano, in pratica, la denominazione data alla ferrovia a scartamento ridotto Roma-Genazzano-Fiuggi-Alatri-Frosinone e diramazioni, gestita in origine dalla SFV (Società Ferrovie Vicinali) e poi dalla STEFER dal 1941 circa, quindi dall’ACOTRAL, dal COTRAL e così via, fino all’attuale gestione ATAC per il rimanente tratto Roma Laziali-Giardinetti. Tale ferrovia fu attivata nel 1916-17 e chiusa definitivamente, nella tratta extraurbana oltre Pantano Borghese, nel 1983-84, nonchè ulteriormente tolta, in epoca recente, anche nel tratto Pantano Borghese-Giardinetti a causa della costruenda metropolitana linea C, che a questo punto ci si chiede come mai, nella tratta Alessandrino-Pantano, non sia stata realizzata su un tracciato distinto dalla Roma-Pantano mantenendo quest’ultima, anzichè coincidente con la medesima, chiudendola nel tratto in comune. Da notare come, tra le varie cause che portarono (purtroppo) alla chiusura del servizio ferroviario per Fiuggi, ci fu anche questo arretramento del capolinea romano, che dall’ottima posizione originale della foto fu, appunto, in seguito arretrato di circa 700 metri, dove tuttora oggi si trova il capolinea del residuo moncone per Giardinetti. Questi 700 metri mancanti furono (e sono) forse più importanti del resto della ferrovia; si pensi che, al tempo dell’arretramento, la stessa STEFER fu costretta ad istituire servizi automobilistici integrativi della ferrovia, i quali arrivavano, ovviamente, fino a piazza dei Cinquecento. Ci furono, in seguito, alcune proposte e progetti vari di riportare il capolinea della ferrovia in oggetto all’incirca dove si trovava in origine, ma purtroppo è rimasto tutto sulla carta, compreso il mantenimento ed ammodernamento dell’intera ferrovia Roma-Fiuggi, cosa quest’ultima che è stato un errore non realizzare. A titolo di confronto, la Svizzera è piena di ferrovie a scartamento ridotto simili alla ex Roma-Fiuggi, che vengono ben tenute e ben gestite, e non ci pensano neanche lontanamente a chiuderle.

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