Roma Sparita - Battiserci

Battiserci

Battiserci
Descrizione: Battiserci al lavoro
Anno: Anni 70′
Fotografo: (?)
Fonte: Archivio Unità
Aggiunta da Carlo Galeazzi

42 Responses

  1. …ma non era chiamato serciarolo?

  2. oggi si cercano questi artigiani e non si trovano ecco dove erano una volta

  3. manco piu’ i serci tras un po’

  4. I serciaroli erano coloro che estraevano dalla cava…

  5. A Roma dicasi ” Serciaroli” ne sono rimasti pochi, i sampietrini sono un pò pericolosi molto sdrucciolevoli in caso di pioggia o perdita di olio e/o nafta … certi scivoloni con le moto …

  6. è Via Nazionale angolo Via Firenze

  7. sampietrini: e delle donne romane che sanno camminarci con i tacchi a spillo … ne vogliamo parlare??? ;-)

  8. …dici? Io mi ricordavo che il battiserci era lo strumento che usavano per assestarli, ma che l’operatore era chiamato serciarolo, i cavapietra a Roma non c’erano e non vedo il motivo per cui dovevano nominarli…può darsi che tutti i miei conoscenti sbaglino…boh…

  9. Tecnicamente questi sarebbero “posatori”. Le altre due figure classiche legate ai sampietrini erano lo “squarcione” (quello che prendeva a mazzate il blocco di basalto e lo rompeva in frammenti) e lo “scoccione” (quello che con un martello scheggiava a mano ciascun frammento per dargli la forma prismatica del sampietrino).
    Ovviamente questa tecnica artigianale non si usa più da tempo, anche perchè sarebbe molto costosa. Ho sentito che adesso il comune li compra bell’e fatti da ditte …in Estremo Oriente. :/

  10. non lo so di certo, l’ho letto da qualche parte ma ora mi informo meglio…

  11. Credo che abbiamo ragione entrambi, il serciarolo e’ si quello che inseriva il sampietrino, ma chi lo batteva per conficcarlo era il battiserci…

    http://www.sampietrino.it/racconti/2006/07/09/ricordi/

  12. …se vivi a Roma da quando sei nato e guidi il motorino da quando avevi 14 anni (e prima la bici), i sampietrini ed i binari del tram sono li da prima di te e fanno parte del viaggio; tutte le volte che sono caduto era per colpa mia, non dei sampietrini o dei binari. Il problema sono le parti dissestate (quindi variabili), gli idioti a piedi che camminano ed attraversano come pecore e che andiamo tutti troppo di fretta e non guidiamo con prudenza senza rispetto delle regole (mi ci metto anche io). Ho 43 anni, con l’ultimo Majesty 400 sono a quota 50000 km in 4 anni tutti dentro Roma, in passato ne ho fatti 57000 km in 26 mesi con un 250, motorino, moto e scooter a partire dal 1984, se mi faccio tatuare il nome della strada dove sono caduto su ogni cicatrice divento uno stradario, la colpa non è mai stata dei sampietrini o dei binari ma mia che andavo troppo forte o non ho calcolato fattori esterni (lo stronzo che ti stringe quando sei a filo binari del tram lo trovi sempre). Se ricordate, qualche anno fà utilizzarono le strisce pedonali e altra segnaletica orizzontale formata da un film in plastica, anche quello era pericoloso.

  13. I sampietrini erano Utiliti contro la Celere:)

  14. Lucia Cedola, comincia tu…

  15. I posatori di sampietrini a Roma si chiamano “serciaroli”,lo strumento che usavano per conficcarli nel letto di sabbia gialla si chiama “mazzabecco”.Quelli della foto sono “serci”,i sampietrini sono più piccoli,sono quelli con cui è lastricata piazza S.Pietro e altre piazze di Roma(poche)e sono di “porfido”,i serci di basalto.I serciaroli iniziavano a lavorare molto presto,staccavano mezzogiorno in punto, venivano pagati giornalmente.

  16. I Sampietrini sono storici nelle strade di Roma, ma molto scomodi per poterci camminare non solo con i tacchi alti tanto di moda ora ma anche con scarpe basse non è meglio. Comunque apprezzo il lavoro che fanno gli operai per rimetterli al loro posto e sotto il sole per giunta.

  17. A me i sampietrini o i serci piacciono molto, mi ricordano la mia infanzia, vissuta in centro e le volte che stavo a guardare ammirata i battiserci, che riuscivano a farli collimare perfettamente. Gli interstizi erano riempiti con terra mista sabbia, compattata innaffiando. Poi cominciarono a buttar ci in mezzo il catrame e quello è stato l’inizio della fine. Ora provate a girare con scarpe che abbiano la suola meno spessa degli scarponi da montagna per il centro, rischierete la slogatura della caviglia: sono tutti dissestati, nessuna o troppo scarsa manutenzione. Mi chiedo perché quando eravamo l’Italietta del dopoguerra il Comune poteva permettersi squadre di operai per la mantenerli come si deve e ora, con tutti i turisti in più che circolano, li lasciamo andare in malora

  18. non dimentichiamo i cordoli delle preferenziali… maledetti

  19. buche, binari, sanpietrini, segnaletica orizzontale, automobilisti disattenti, dura la vita dei motociclisti ma la prudenza dipende da noi, mentre noi abbiamo la nostra vita nelle mani , gli altri hanno la vita altrui nelle loro

  20. Non esistevano più già negli anni ’70. Se ci fate caso i sampietrini sono più corti del dovuto in quanto venivano spezzati dai “battiserci” che non sapevano maneggiarli come avrebbero fatto i veri “serciaroli” degli anni precedenti.

  21. ce manca solo er mazzapicchio…..

  22. lo strumento che usavano si chiamava incarcaserci…

  23. Purtroppo (per età)me li ricordo sti pori cristi lavora’in ginocchio cor sole e co la pioggia???

  24. I “Serciaroli” questo era il loro nome lavoravano dalle 7 alle 12 e poi volevano essere pagati. Il perchè dell’orario ridotto era ch con parte dei soldi andavano all’osteria e si ubriacavano e il pomeriggio ti saluto serci.

  25. qualcuno mi disse che venivano pagati giornalmente a mezzogiorno, se no, non riattaccavano….

  26. qua penso che ci sia anche la mano di zio Nunzio

  27. Avevano un mazzapicchio a due maniglie,con cui assestavano i sanpietrini.

  28. Mio Nonno era un “SERCIAROLO” lo strumento che veniva usato si chiamava il “MAZZABECCO”, confermo che dovevano essere pagati prima dell’ora di pranzo alle 12.00, dovrei avere foto d’epoca se le trovo le posto.

  29. Quando c’era ancora gente che lo sapeva fare…ora quando li rimettono sono una pena.

  30. Al 99% quel povero cristo in ginocchio con il cappello, alto 1,90, peso 115 kg, soprannominato dagli amici ” Giggetto”, è mio nonno materno Luigi Mari. Cmq bella foto.

  31. Il mestiere di mio nonno, er serciarolo…

  32. I serciaroli hanno appena rifatto la mia strada ed è venuta benissimo! Via della Fossa vicino Navona

  33. Avatar Fabrizio ha detto:

    I serciaroli venivano per la gran parte dall’Abruzzo montano, soprattutto la zona dell’odierna Parco Nazionale d’Abruzzo. Alfedena (AQ), piccolo paese di 900 abitanti a 990 metri d’altezza, era detto il “Paese dei Serciaroli”.

  34. Condivido la definizione data da Mario Testa “Mazzabecco”, ma ricordo il nome di questi artisti erano la famiglia Catenacci.

  35. Li battevano e non se li rubavano come adesso sostituendoli con sampietrini cinesi

  36. Quanti ricordi!!! Erano artisti a mettere i sampietrini!!!

  37. venivano pagati al mattino ed in più un fiasco di vino e una pagnotta di pane e se nel mentre che lavoravano iniziava a piovere staccavano e ritornavano il giorno dopo

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