Roma Sparita - Ponte Vittorio Emanuele II

Ponte Vittorio Emanuele II

Lungotevere
Descrizione: Ponte Vittorio Emanuele II. Filobus ATAG
Anno: (?)
Fotografo: Società Ercole Marelli
Fonte: Beni culturali lombardia
Aggiunta da Carlo Galeazzi

17 Responses

  1. Non era meglio avere i filobus?

  2. C’è scritto ATAG; ma non è un errore! La foto è di prima della 2° guerra mondiale Azienda Tranvie Autobus Governativa

  3. Chissà se era in deficit come adesso???

  4. Avatar luigi ciani ha detto:

    Non transita sul lungotevere ma” sul ponte Vittorio Emanuele II

  5. Quante volte preso al volo e altre volte atteso a lungo la mia linea il 62 che da S.Pietro terminava a P.za Bologna attraversando tutto il centro.

  6. Avatar Stefano D'Amico ha detto:

    Questa vettura è ATAC,è la vettura n°6831 precisamente una FIAT 672F/133 carrozzata STANGA con equipaggiamento elettrico MARELLI facente parte di un gruppo di vetture entrate in servizio a Roma nel 1951/’52 (fonte TRAMROMA).
    Dietro al filobus si intravede chiaramente una Fiat 1100 che non è certamente un’auto costruita prima della 2° guerra mondiale.

  7. Oggi la chiamano: Metropolitana di superfice…..

  8. Silenziosi, ecologici capienti….

  9. Lungotevere Altoviti??
    È ponte Vittorio Emanuele II: c’è Castello sullo sfondo e si vede anche una delle piccole steli a forma di obelisco sulla spalletta, all’estrema sinistra.

    • ma il ponte che collega Castello NON è ponte Vittorio, secondo me confondi prospettiva … credo …

    • … e, almeno ad oggi perche per allora non posso certo parlare, dovrebbe essere Lungotevere Tor di Nona …

    • A destra si vedono i pilastrini della spalletta del ponte: già questo esclude trattarsi di un lungotevere.
      Che sia Ponte Vittorio lo confermano, come scrivevo, la presenza del Castello (che ovviamente non è all’altra estremità del ponte, altrimenti in foto non sarebbe stato inquadrato!), una delle piccole steli (sono elementi decorativi che solo Ponte Vittorio ha), e si intravede addirittura la parte sommitale di uno dei gruppi scultorei del ponte, appena al disopra dell’ultimo e penultimo finestrino del veicolo, trovandosi l’altro gruppo immediatamente a destra del margine della foto (quindi fuori quadro).
      A conferma di questa ipotesi, sono andato in Google maps, e aprendo la street view su Ponte Vittorio ho constatato che la prospettiva coincide perfettamente, oltre alla coincidenza della forma dei pilastrini della spalletta. Purtroppo non c’è la possibilità di allegare immagini, altrimenti avrei mostrato il punto esatto da dove la foto è stata scattata.

    • Sarebbe uno scempio dal punto di vista estetico: basti vedere quant’è brutta quella ragnatela di cavi a 5 metri da terra. Esistono i veicoli elettrici: si usino quelli.

    • Ma i veicoli elettrici non sono idonei per la loro autonomia quindi fanno tratte relativamente corte. Quindi… meglio avere i palazzi luridi e neri per gli scarichi che avere una ragnatela di cavi?

    • Se parliamo del centro storico, dove l’inquinamento da traffico rappresenta una seria minaccia per monumenti ed edifici, una rete ben organizzata di veicoli elettrici sarebbe più che sufficiente a coprire il fabbisogno dell’utenza.
      Fuori del centro storico il problema non si pone; sarebbe però opportuno tracciare per i veicoli a gasolio o a metano degli itinerari sufficientemente lontani dai monumenti.
      Ma come tutti sanno, il carico inquinante maggiore non è quello prodotto dai mezzi pubblici, bensì quello legato ai veicoli privati. Senza un serio piano di pedonalizzazione del centro storico, qualsiasi misura presa sarebbe puramente palliativa.

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