Roma Sparita - Osteria del Curato

Osteria del Curato

Osteria del Curato
Descrizione: Via Latina altezza Osteria del Curato. Scolari delle scuole rurali al lavoro nella tenuta di Roma Vecchia, sullo sfondo Villa dei Sette Bassi
Anno: Anni 20′
Fotografo: (?)
Fonte: Archivio Fotografico Capitolino – Fondo Agro romano – da Lando Bortolotti “Roma fuori le mura – L’Agro romano da palude a metropoli” Editori Laterza 1988
Aggiunta da Carlo Galeazzi

13 Responses

  1. Che generazione!!!!… In fondo però anche quella di adesso coltiva…… Le mele!… Della apple! #_#

  2. Ma questa è via di Capannelle tra Tuscolana e Appia

  3. via latina in zona Osteria del Curato, mi suonava strano.. probabilmente è stato effettuato un cambio toponomastico.

  4. Non credo che Via Latina c’entri qualcosa con la storica Osteria del Curato. Mio padre me ne parlava da piccolino e mi raccontava che in quella trattoria avesse un sacco di vecchi amici del tempo di guerra. Si trovava in Via Tuscolana,all’altezza dell’attuale svincolo del raccordo anulare.
    Neanche via di Capannelle c’entra molto. La trattoria che si trova al bivio di Vi aTuscolana e via di Capannelle non è storica e si chiama ” L a Cascina” ( bastona sui prezzi,ma si mangia bene).

  5. Ma via Latina con Osteria del Curato che c’entra ?

  6. Foto interessante , ma via Latina non c’entra proprio niente

  7. Solo un inciso, confermo che resti dell’antica via Latina sono emersi durante l’amplimanto dell’impianto di Osteria del Curato della metropolitana di Roma linea A.

  8. A differenza della maggior parte delle strade romane, non porta il nome del costruttore, suggerendo così che si tratti di una delle strade più antiche; infatti, nonostante il suo percorso sia stato tracciato definitivamente tra il IV e il III secolo a.C., veniva già percorso in età preistorica e gli Etruschi lo attraversarono per colonizzare la Campania tra i secoli VIII e VI a.C.[2]

    Itinerario[modifica | modifica sorgente]
    Tratto della via Latina (II secolo a.C.) nel parco archeologico delle Tombe di via Latina.Iniziava a Roma, da Porta Capena, assieme alla Via Appia.[1] Le due vie si separavano molto presto tanto che nelle Mura Aureliane ebbero ognuna una porta propria, Porta Latina e Porta Appia (poi Porta San Sebastiano).

    Dopo essere salita per un po’ attraverso il Monte Tusculano, tra la città di Tusculum ed il Monte Albano, scendeva verso la piccola città di Algidum (oggi presso Cava dell’Aglio)[1], nei pressi del passo dell’Algido, che fu impA differenza della maggior parte delle strade romane, non porta il nome del costruttore, suggerendo così che si tratti di una delle strade più antiche; infatti, nonostante il suo percorso sia stato tracciato definitivamente tra il IV e il III secolo a.C., veniva già percorso in età preistorica e gli Etruschi lo attraversarono per colonizzare la Campania tra i secoli VIII e VI a.C.[2]

    Itinerario[modifica | modifica sorgente]
    Tratto della via Latina (II secolo a.C.) nel parco archeologico delle Tombe di via Latina.Iniziava a Roma, da Porta Capena, assieme alla Via Appia.[1] Le due vie si separavano molto presto tanto che nelle Mura Aureliane ebbero ognuna una porta propria, Porta Latina e Porta Appia (poi Porta San Sebastiano).

    Dopo essere salita per un po’ attraverso il Monte Tusculano, tra la città di Tusculum ed il Monte Albano, scendeva verso la piccola città di Algidum (oggi presso Cava dell’Aglio)[1], nei pressi del passo dell’Algido, che fu importante nella prima storia militare di Roma; inoltre deve aver preceduto la Via Appia come itinerario verso la Campania, poiché la colonia latina di Cales è stata fondata nel 334 a.C. e doveva essere accessibile da Roma per una strada, mentre la Via Appia è stata realizzata solo ventidue anni più tardi. Segue anche una linea molto più naturale di comunicazione, senza le difficoltà ingegneristiche che dovette affrontare la via Appia. Nella parte iniziale ha senza dubbio preceduto la Via Labicana, con la quale poi si congiunge,[1] anche se questa fu preferita in seguito.

    Dopo il loro ricongiungimento, la via Latina continuava seguendo la valle del Trerus (Sacco), nello stesso percorso moderno della ferrovia che va a Napoli via Cassino, e rasentava in pianura le città collinari degli Ernici: da Anagnia, a Ferentinum,[1] passando per Frusino (presso il fiume Cosa),[1] Fabrateria,[1] etc. A Fregellae scavalcava il fiume Liris,[3] attraversava quindi Aquinum (presso la quale scorre il fiume Melpis)[1] e Casinum (ultima città dell’antico Latium), città che si trovano in pianura. Quindi passava nel varco fra gli Appennini ed il gruppo vulcanico di Rocca Monfina ma la strada originale, invece di attraversarlo, girava bruscamente(all’altezza di San Pietro Infine) verso nord-est sopra le montagne verso Venafrum, mettendo così in comunicazione diretta con l’interno del Sannio e, tramite altre strade, con Aesernia, Cubulteria, Alifae e Telesia.
    ortante nella prima storia militare di Roma; inoltre deve aver preceduto la Via Appia come itinerario verso la Campania, poiché la colonia latina di Cales è stata fondata nel 334 a.C. e doveva essere accessibile da Roma per una strada, mentre la Via Appia è stata realizzata solo ventidue anni più tardi. Segue anche una linea molto più naturale di comunicazione, senza le difficoltà ingegneristiche che dovette affrontare la via Appia. Nella parte iniziale ha senza dubbio preceduto la Via Labicana, con la quale poi si congiunge,[1] anche se questa fu preferita in seguito.

    Dopo il loro ricongiungimento, la via Latina continuava seguendo la valle del Trerus (Sacco), nello stesso percorso moderno della ferrovia che va a Napoli via Cassino, e rasentava in pianura le città collinari degli Ernici: da Anagnia, a Ferentinum,[1] passando per Frusino (presso il fiume Cosa),[1] Fabrateria,[1] etc. A Fregellae scavalcava il fiume Liris,[3] attraversava quindi Aquinum (presso la quale scorre il fiume Melpis)[1] e Casinum (ultima città dell’antico Latium), città che si trovano in pianura. Quindi passava nel varco fra gli Appennini ed il gruppo vulcanico di Rocca Monfina ma la strada originale, invece di attraversarlo, girava bruscamente(all’altezza di San Pietro Infine) verso nord-est sopra le montagne verso Venafrum, mettendo così in comunicazione diretta con l’interno del Sannio e, tramite altre strade, con Aesernia, Cubulteria, Alifae e Telesia.

  9. Per avere tutti un ‘idea chiara della Via Latina ho copiato dei dati sul WEB.
    Se FABRIZIO BALDINI intende la Via Latina antica forse ha ragione. Però la Via Latina attuale termina molto prima dello svincolo antico che si accostava alla Tuscolana.

  10. Facciamo un po’ di chiarezza. Penso che negli anni venti la via Tuscolana si chiamasse via Latina. I vecchi frascatani la chiamano ancora così. L'”osteria del curato”, che ancora esiste ed funzionante, si trova a non più di 200 metri dal luogo fotografato e sulla stessa via.Nel 1920 era l’unico manufatto della zona che appunto si chiamava “osteria del curato”, cinecittà non esisteva ,il G.R.A. nemmeno. L’attuale via Tuscolana ,dopo aver attraversato Frascati, riprende il nome di via Latina, perciò la mia ipotesi. N.B. Afinche si sappia : Mario Elia, detto il” PERFIDO, è scappato, ovviamente senza pagare, dal ristorante che cita nel suo post, “la cascina”, e ha anche il coraggio di dire che si paga troppo! Che faccia di pietra!

  11. Avatar roberto lanciotti ha detto:

    Potrebbe essere che in quegli anni la via Tuscolana si chiamasse via Latina, tant’è vero che i vecchi frascatani la chiamano ancora così. Comunque “l’osteria del curato”, che ancora esiste ed è tuttora in attività, si trova sulla stessa via a nemmeno 150 metri, e tutta quella zona allora era chiamata “osteria del curato” perché era l’unica costruzione della zona. Nel venti cinecittà non esisteva e, ovviamente nemmeno il G.R.A. Da notare che la via Tuscolana, dopo aver attraversato frascati, prende il nome, attualmente, di via Latina, e ciò mi fa pensare al cambio del nome. Tra l’altro, è bene che si sappia che Mario Elia, detto il “perfido”, è scappato, senza pagare il conto, anche dal ristorante “la cascina”…. e va dicendo che si paga troppo. Faccia di pietra!

  12. IL COMMENTO CHE SEGUE – TRATTO DAL WEB -TESTIMONIA L’ESATTEZZA DELLA DESCRIZIONE DELLA FOTO,NELLA QUALE BASTAVA AGGIUNGERE “ANTICA VIA LATINA” PER TOGLIERE OGNI DUBBIO.
    LA FOTO E’ STATA SCATTATA ESATTAMENTE TRA LA VIA DI CAPANNELLE E VIA TUSCOLANA,TRA I RUDERI VISIBILI QUASI DI FRONTE AGLI STUDI DI CINECITTA’,POCO DOPO I QUALI SULLA DESTRA – ANDANDO FUORI ROMA – SI TROVA L’OSTERIA DEL CURATO.

    << In fondo alla Via del Casale Ferranti troviamo il deposito-officina Cotral per le vetture della Metropolitana, costruito quasi esattamente sull' ANTICA VIA LATINA, i cui resti sono rimasti tra i binari di sosta. Dopo il deposito, Via del Casale Ferranti piega a sinistra, mentre la VIA LATINA rimane sulla destra, obliqua e in avvicinamento rispetto a noi: nei campi vicini, protetti dal vincolo archeologico, c’era anticamente un villaggio. Cisterna del III secolo Per questo motivo alla nostra destra troviamo una cisterna del III secolo [foto sopra], che era a sinistra della Via Latina: rinforzata da speroni in mattoncino, ha due finestrelle alle estremità dei lati lunghi e una sul lato corto a sud. La porta invece è moderna, essendo stato l'edificio utilizzato come abitazione. Colombario del II secolo Poco più avanti troviamo un colombario del II secolo d.C. [foto sopra], che era anch'esso a sinistra della VIA LATINA. E anche questo è stato utilizzato come abitazione. Sepolcro laterizio Procedendo sempre obliquamente, la Via Latina attraversa Via del Casale Ferranti e passa quindi alla sua sinistra. Infatti poco più avanti, in vista del G.R.A. si erge un alto sepolcro laterizio, in precedenza rivestito di marmo, di cui restano solo lacerti inglobati nella muratura [foto sopra]. Poche centinaia di metri più avanti, la Via Anagnina, in uscita dalla capitale, si sovrappone all’ ANTICA VIA LATINA >>.

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