Roma Sparita - Piazza Montanara

Roma sparita – Piazza Montanara

A Roma c’era una piccola piazza molto pittoresca di cui non rimane più alcuna traccia: Piazza Montanara. Si trovava a ridosso delle strutture del Teatro di Marcello, tra via Montanara e vicolo del teatro di Marcello, si allungava fin quasi alla chiesa di San Nicola in carcere, da cui la separava solo un piccolo isolato, e con un sistema di viuzze era collegata a quella che è ora Piazza Bocca della Verità.

Era una piazza alquanto pittoresca. Vi arriva gente delle campagne: i fattori, i capoccia, i bifolchi, i massari i caporali… tutta la gerarchia delle campagne era rappresentata da una variopinta umanità fatta di donne vestite con il busto, il grembiule rosso e la camicetta a righe, e di uomini in abiti più goffi ma con l’immancabile cappello. Non mancavano poi i guitti, i braccianti che venivano a cercare lavoro stagionale, che spesso si accampavano durante la notte negli anfratti della piazza per essere pronti alla mattina presto ad essere ingaggiati e partire con i loro badili e zappa in spalla, cantando.
La voce popolare romana, con quel senso di superiorità che sempre l’ha contraddistinta verso il mondo intero, li definiva senza mezzi termini “burini”. E si crede che la piazza derivasse il suo nome proprio da questo tipo di frequentazione. In realtà “Montanara” è il nome della famiglia quattrocentesca, poi estintasi, che per prima cominciò ad edificare nella piazza.

Con tanta frequentazione non potevano mancare nella piazza anche fiorenti piccoli commerci come la drogheria, la merceria, lo spaccio di alcolico, la vendita di stoffe e cappelli, le ferramenta. Mentre preferivano esercitare all’aperto i cerusici e i cavadenti o gli scrivani.
Famoso era il “barbiere della meluccia” che usava mettere in bocca ai clienti una piccola mela, sempre la stessa, durante la rasatura, per tendere le guance. L’ultimo cliente della giornata aveva diritto a mangiarsela.
Il Belli ci ha lasciato poi nei suoi versi il ricordo indelebile di alcune figure della Piazza: dello scrivano che esercitava nella piazza chiamando e declamando le sue capacità, ma anche della “Santaccia” una prostituta alquanto famosa.

Tutto questo mondo fu del tutto distrutto tra il 1926 e il 1934 con i lavori per la realizzazione di quella che era chiamata la Via del Mare (oggi Via del Teatro di Marcello) il riordino di tutta la viabilità e la valorizzazione del colle Capitolino. Tutta questa zona, compresa l’attuale Piazza della Bocca della Verità, subì un radicale stravolgimento ed è ora alquanto complesso riuscire a capire come doveva essere questa zona.

Di questa piazza rimane oggi solo l’elegante fontana opera di Giacomo della Porta inizialmente posta nel Giardino degli Aranci (1932) e poi definitivamente spostata (1973) in Piazza S. Simeone

7 Responses

  1. Laura Capri ha detto:

    sapete la storia della bocca della verità? o letto varie origini……

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