Aforismi Archivio - Roma Sparita | Storia e Cultura

Category: Aforismi

Renato Nicolini 66

Non guido la macchina

“Non guido la macchina, giro molto a piedi ed è una città che solletica il mio lato surrealista. Arrivo sempre tardi agli appuntamenti perchè lungo il cammino trovo sempre qualcosa che mi incuriosisce”.

Renato Nicolini

Anna Magnani 11

Gli errori

“Di errori ne ho fatti parecchi, di cattive azioni mai.
Non dimentico i torti subiti, spesso non li perdono, ma non mi vendico: la vendetta è volgare come il rancore.
Questo mi dà una tal forza da leoni.
Una forza che non mi fa avere paura di nulla.”

Anna Magnani

Anna Magnani 45

Una vita per piacerti

“Ce metti una vita intera per piacerti, e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perchè sei tu, e perché per piacerti c’hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta… e a chi no, mejo così. Anche se lo ammetto, è più raro trovà un uomo a cui piaci, che te piace, che beccà uno ricco sfondato a Porta Portese!
Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno.
Quante volte me sò guardata allo specchio e me so vista brutta, terrificante.
Co sto nasone, co sti zigomi e tutto il resto. E quando la gente me diceva pe strada “bella Annì! Anvedi quanto sei bona!” io nun capivo e tra me e me pensavo “bella de che?”.
Eppure, dopo tanti anni li ho capiti.
C’ho messo na vita intera per piacermi.
E adesso, quando me sento dì “bella Annì, quanto sei bona!”, ce rido sopra come na matta e lo dico forte, senza vergognarmi, ad alta voce “Anvedi a sto cecato!”.”

Anna Magnani

Monica Vitti 8

Un consiglio ai romani?

“Restare a Roma e soprattutto volere bene alla propria città e trattarla come se fosse il salotto della propria casa.”

Monica Vitti
(Intervista di Gianfranco Gramola)

H.G. Hosmer: Beatrice Cenci 8

Beatrice Cenci

“Questa mattina poi finalmente hanno fatto morire in Ponte quelle donne de’ Cenci; et la morte della giovane, ch’era assai bella et di bellissima vita ha commosso tutta Roma a compassione” (lettera dell’11 settembre 1599 con cui Baldassarre Paolucci, agente del duca d’Este, comunica al suo signore l’esecuzione di Beatrice Cenci)

Ettore Petrolini 60

Le città

La città più piena: Sto…colma
La città più luminosa: Lucerna
La città più rumorosa: Chiasso
La città più potente: Potenza
La città più dolce: Crema
La città più ghiotta: Lecco
La città più religiosa: Monaco
La città più verde: Prato

Ettore Petrolini

Il basolato dell'appia 4

Il basolato dell’Appia

…quando si giunge al lucido basolato dell’Appia, un’improvvisa, necessitata lentezza, un silenzio misterioso e misterico ci circonda estraniandoci, facendoci entrare in una dimensione lontanissima rispetto ai tempi di velocità concitata, esagerata in cui siamo sforzati a vivere….

Vittorio Emiliani

Veduta di Roma 2

Roma, vecchia di oltre duemila anni

Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo tracce dell’antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino.

Johann Wolfgang Goethe

Alberto Sordi 23

L’indolenza

“E’ più l’aria di chi ne ha viste tante. L’indolenza è una filosofia che raccomando a tutti: oggi il cittadino romano non esiste più, siamo presi da una vita convulsa, tutti vanno di fretta. A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «’Ndo’ scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi. Ma l’indolenza era anche un aspetto della voglia di ragionare sulle cose, di non accettare in maniera ottusa, di non seguire le mode. Oggi non riflettiamo più sulle nostre azioni, trasgrediamo o commettiamo delle crudeltà anche per mancanza di riflessione. Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava ad essere più umani.”

Alberto Sordi