Curiosità Archivio - Roma Sparita | Storia e Cultura

Category: Curiosità

11

LA DOMENICA DELLE ROSE AL PANTHEON

LA DOMENICA DELLE ROSE AL PANTHEON
Domenica 15 maggio ore 12 al Pantheon

Il Pantheon è uno dei monumenti di Roma noti in tutto il mondo e che meraviglia ancora visitatori e romani ogni volta che si varchi la sua soglia. Eretto tra il 25 ed il 27 d.C da Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, per onorare tutti gli Dei conosciuti, fu completamente ripensato dall’imperatore Adriano, nel 118 d.C, ed è in questa forma che è giunto sino a noi, conservando però sulla fronte l’antica iscrizione dedicatoria di Agrippa.
Come molti monumenti romani cadde in abbandono con la fine dell’impero fino a quando l’imperatore bizantino Foca non decise di farne dono a Papa Bonifacio VIII, nel 608. E da questo momento in poi inizia per questo monumento straordinario una seconda vita. Il Papa trasformerà l’antico tempio pagano, dedicato a tutti gli dei, nella chiesa di santa Maria ad Martyres, dedicandola quindi a tutti i martiri. […]

2

Il viaggio aereo della “Trasfigurazione”

“La nostra curiosa istantanea riproduce il viaggio aereo di quarantadue metri compiuto giorni addietro dal capolavoro di Raffaello “La Trasfigurazione” calato da un finestrone della vecchia Pinacoteca Vaticana fino al cortile del triangolo. Si trattava di trasportarlo nella nuova Pinacoteca, che è ormai pronta. Non era possibile fra passare il grande quadro per le porte e le scale piuttosto anguste; e si preparò allora con estrema cura l’imballaggio della “Trasfigurazione” per farla scendere senza danno. Quando al cassone furono legate due carrucole, sulle quali giravano grossi canapi, venne il momento critico, e ai rumori degli operai successe un silenzio che aveva qualche cosa di solenne e di emozionante. Poco dopo il capolavoro di Raffaello, sospeso nel vuoto a quella non lieve altezza, cominciò a discendere senza urti, senza incidenti di sorta, e giunse così nel cortile.”

23

La Panzanella

LA PANZANELLA
Aldo Fabrizi

E che ce vo’
pe’ fa’ la Panzanella?

Nun è ch’er condimento sia un segreto,
oppure è stabbilito da un decreto,
però la qualità dev’esse quella.

In primise: acqua fresca de cannella,
in secondise: ojo d’uliveto,
e come terzo: quer di-vino aceto
che fa’ venì la febbre magnarella.

Pagnotta paesana un po’ intostata,
cotta all’antica,co’ la crosta scura,
bagnata fino a che nun s’è ammollata.

In più, per un boccone da signori,
abbasta rifinì la svojatura
co’ basilico, pepe e pommidori.

2

Il Tesoro di Via Alessandrina

Il Tesoro di Via Alessandrina
Il 22 febbraio del 1933 nel corso della demolizione di un caseggiato al 101 di Via Alessandrina, per la realizzazione di quella che è oggi Via dei Fori Imperiali, accadde un fatto clamoroso: un manovale fece cadere, con una picconata, una lastra di ferro nascosta da una doppia fila di mattoni e da questo foro cominciarono a fuoriuscire monete d’oro e gioielli.

1

Sepolcro dei Platorini

Sepolcro dei Platorini

Durante i lavori per la realizzazione dei muraglioni del Tevere, a monte di Ponte Sisto, a ridosso dei giardini della Farnesina, vennero alla luce i resti di un sepolcro romano. In un primo momento, stranamente, nessuno sembrò interessarsi a questo monumento, forse credendolo già depredato e vuoto. Di fatto fino al momento in cui si provvide a smantellare la sepoltura non ci si rese conto che era intatta e inviolata. Probabilmente la sepoltura si salvò perché rimase nascosta dalla sopraelevazione del terreno ad opera della realizzazione delle Mura Aureliane. La tomba non fu distrutta dalle mura ma risparmiata, in quanto luogo sacro. Questo fino alla sua messa in luce tra il 1879-1880.
(continua a leggere)

4

Lasagne ar biondo Tevere

LASAGNE AR BIONDO TEVERE
Aldo Fabrizi

‘Sto piatto è proprio ‘na consolazione;
‘gni gracioletto rissomja a ‘na fravola
che appena messo in bocca ve se sfravola
come si fusse panna ar zabbaione.

75

Santa Pupa

SANTA PUPA

A Roma c’è una Santa preposta alla protezione dei bambini: Santa Pupa.

I pupi sono i bambini e questa santa infatti la si ringrazia soprattutto quando i piccoli scampano a qualcosa di pericoloso, una brutta caduta, un grande spavento. In realtà è una santa inesistente e non compare nei martirologi cristiani. Ma la fede nelle sue capacità è stata talmente forte nella cultura popolare che questa figura è stata santificata. Probabilmente questa santa racchiude in sé tutta una serie di divinità romane, pagane, che erano invocate per la protezione e la cura dei bambini: la dea Edusa per far mangiare i bambini inappetenti; la dea Cuba per farli dormire; la dea Pavenzia per fargli superare gli spaventi e altre divinità minori. Tutti i momenti dalla nascita ai primi vagiti, primi passi, sonno, veglia, cibo, erano sotto la tutela di divinità chiamate in aiuto. Tutte queste figure divine si sono poi fuse in Santa Pupa.

1

Il mercato del pesce e il cottìo di Natale

IL MERCATO DEL PESCE E IL COTTIO DI NATALE

Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre si svolgeva a Roma uno spettacolo che costituiva un’attrattiva irresistibile per signore, signori, popolani e forestieri: il cottìo di Natale o vendita all’asta del pesce.
La tradizione imponeva che la cena della vigila di Natale fosse a base di pesce e verdure e proprio per organizzare il cenone si cominciava la vendita del pesce, il cottìo (dal latino medievale coctigium) già dalle primissime ore del mattino del 23 dicembre fino a tutto il 24, o meglio fino alla vendita totale di tutto il pesce che proveniva da Anzio, Nettuno e Civitavecchia. La vendita si svolgeva in forma di asta secondo modalità tradizionali e con termini comprensibili solo ai cottiatori e agli acquirenti che erano venditori al minuto, gestori di trattorie, o i cuochi delle grandi famiglie romane. Da un sonetto del Belli del 1845 sappiamo alcuni dei rezzi del pesce:
Eh, ll’aliscette e la frittura a nove, / Li merluzzi e le trije a diesci e mmezzo / Le linguettole e rrommo a ddù’ carlini, / A un papetto la spigola e r’dentale; / E su sto tajjo l’antri pesci fini.
……

2

Antichi mestieri: Lo Zampognaro

Antichi mestieri: Lo Zampognaro

Il giorno di Santa Caterina, il 25 novembre, dall’Abbruzzo, ma anche dal Lazio, Campania, Lucania, Calabria e perfino dalla Sicilia arrivavano a Roma gli zampognari a riempire l’aria delle loro melodie in attesa del Natale. Il loro abbigliamento tipico era caratterizzato da pantaloni corti, giacca di fustagno, ampio mantello o un pelliccione, berretto a calza con fiocco e cioce ai piedi. Solitamente arrivavano in coppia o in trio, il più anziano con la zampogna vera e propria, un altro con la ciaramella o altri strumenti a fiato e un altro ancora con il canto e tradizionalmente si trattava di pastori o contadini che si trasferivano temporaneamente in città per il periodo natalizio. Continua a leggere…