Roma Sparita | Storia e Cultura - Pagina 2 di 29 - «Un popolo che non conosce il proprio passato, origine e cultura è come un albero senza radici» (Marcus Garvey)

Roma Sparita | Storia e Cultura

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Er Bacio

Nina, nu’ je da retta ar confessore,
lui se sbaja, perché, si m’hai baciato.
sta’ puro certa che nun hai peccato
e nun ciài perso un cinico d’onore.

Ninè, fatte capace, che l’amore
senza baci è ‘n amore sfortunato;
perché er bacio, p’un òmo innammorato
èun gran tesoro, è un barzimo der còre.

Di’ ar confessore che nun se confonna
e che, Ninetta bella, io t’ho baciato
perché tu arissomij a ‘na madonna.

Te bacerò ‘gnisempre in sempiterno,
a costo puro, vedi, l’ho giurato
d’annammene a scallà er coso giù all’inferno

Aquilante Ernesto (1884-1966)

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Perché sta a Roma lei, signor Meis?

– Perché sta a Roma lei, signor Meis?

Mi strinsi ne le spalle e gli risposi:

– Perché mi piace di starci…

– Eppure è una città triste, – osservò egli, scotendo il capo. – Molti si meravigliano che nessuna impresa vi riesca, che nessuna idea viva vi attecchisca. Ma questi tali si meravigliano perché non vogliono riconoscere che Roma è morta. [ Continua a leggere… ]

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Nasceva Trilussa

Il 26 ottobre 1871 nasceva a Roma Trilussa,
pseudonimo di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri.

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1943

“Il cancello era aperto: non c’era nessuno di guardia all’esterno, e nemmeno dal casotto della polizia, subito al di là del cancello, nessuno la richiamò. A forse una decina di passi dall’entrata, si cominciò ad udire a qualche distanza un orrendo brusio, che non si capiva, in quel momento, da dove precisamente venisse. Quella zona della stazione appariva, attualmente, deserta e oziosa; e le sole presenze che si scorgessero erano, al di là dal limite dello scalo, distanti entro la zona della ferrovia principale, due o tre inservienti del personale ordinario, dall’apparenza tranquilla.
Verso la carreggiata obliqua di accesso ai binari, il suono aumentò di volume. Non era, come Ida s’era già indotta a credere, il grido degli animali ammucchiati nei trasporti, che a volte s’udiva echeggiare in questa zona. Era un vocio di folla umana, proveniente, pareva, dal fondo delle rampe, e Ida andò dietro a quel segnale, per quanto nessun assembramento di folla fosse visibile fra le rotaie di smistamento e di manovra che s’incrociavano sulla massicciata intorno a lei. Nel suo tragitto, che a lei parve chilometrico e sudato come una marcia nel deserto (in realtà erano forse una trentina di passi) essa non incontrò nessuno, salvo un macchinista solitario che mangiavada un cartoccio, vicino a una locomotiva spenta, e non le disse nulla. Forse, anche i pochi sorveglianti erano andati a mangiare. Doveva essere mezzogiorno passato da poco.

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LA DOMENICA DELLE ROSE AL PANTHEON

LA DOMENICA DELLE ROSE AL PANTHEON
Domenica 15 maggio ore 12 al Pantheon

Il Pantheon è uno dei monumenti di Roma noti in tutto il mondo e che meraviglia ancora visitatori e romani ogni volta che si varchi la sua soglia. Eretto tra il 25 ed il 27 d.C da Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, per onorare tutti gli Dei conosciuti, fu completamente ripensato dall’imperatore Adriano, nel 118 d.C, ed è in questa forma che è giunto sino a noi, conservando però sulla fronte l’antica iscrizione dedicatoria di Agrippa.
Come molti monumenti romani cadde in abbandono con la fine dell’impero fino a quando l’imperatore bizantino Foca non decise di farne dono a Papa Bonifacio VIII, nel 608. E da questo momento in poi inizia per questo monumento straordinario una seconda vita. Il Papa trasformerà l’antico tempio pagano, dedicato a tutti gli dei, nella chiesa di santa Maria ad Martyres, dedicandola quindi a tutti i martiri. […]

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Vestigia di Roma

“Si trovano a Roma vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo tali, che superano l’una e l’altro, la nostra immaginazione” ( J.W. Goethe )

Gli amanti 0

Le corna so’ permesse

Ho letto propio jeri sur giornale
che l’adurterio nun è più un reato,
nun c’è più pena p’er concubinato,
lui te tradisce e tu fa’ tale e quale.

Mo co’ sta nova legge de lo Stato
che regola le corna cognugale
si scivola la moje pe le… scale,
come pe’ l’omo, lei nun fa peccato.
[…]

4

Er pane e’ bono co’…

Senza cita’ Bruschetta e Panzanella,
e’ bono in ogni tipo de spuntino,
a comincia’ dar classico crostino
fatto co’ buro, alice e mozzarella.

E’ bono cor guanciale a Panontella,(1)
co’ le noce, co’ l’uva, intinto ar vino,
cor miele, co’ la fava e ‘r pecorino,
e indorato cor buro a la padella.

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L’elezzioni pe’ le reggioni

Pe’ via dell’elezzioni
che se devono fa pe’ le Reggioni
li candidati in massa hanno da annà
tutti a la Bocca de la Verità

indove a uno a uno, poi je tocca
de metteje la mano ne la bocca,
ch’er mascherone, peggio de ‘na cagna,
si dicheno bucie je se le magna.