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Anna Magnani

“Lasciamele tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una, che ci ho messo una vita a farmele!”

Figlia naturale di Marina Magnani, Anna è nata a Roma il 7 marzo 1908 (Deceduta a Roma il 26 settembre 1973).

Cresciuta dalla nonna materna in condizioni di estrema povertà, la Magnani ha iniziato molto presto a cantare nei cabaret e nei night-club romani e contemporaneamente ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica.

È considerata una delle più grandi attrici della storia del cinema italiano e mondiale. Fu una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo, insieme ad Aldo Fabrizi e Alberto Sordi.

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Un ricordo su Anna Magnani

Un ricordo personale su Anna Magnani
Scritto da Diana Pasetti
Roma, 7 marzo 1908 – Roma, 26 settembre 1973

Ero in Svizzera in collegio… Luca era nella mia stessa città ma ospite in una casa privata… ci facevano incontrare ogni tanto dove, insieme o separatamente i nostri genitori venivano dall’Italia per vederci… forse Luca non si ricorderà più di quella bambina rompiscatole che girava intorno alla sua carrozzina come una pulce noiosa… non importa… oggi so che sta bene che ha avuto una figlia dalla forte rassomiglianza con quella nonna che non ha mai conosciuto. Così riprendo in mano un ricordo lontano di Anna… visto che su questo sito se ne parla ogni tanto… un ricordo mio su quella signora… indotto probabilmente… da foto e racconti… ma non per questo meno caro.

Scriveva John (il papà di Diana n.d.r):

“Le doti artistiche ed il grande cuore di Nannarella costituiscono notizie di dominio pubblico. Le sue memorabili interpretazioni cinematografiche le hanno fatto assegnare il premio Oscar, la sua bontà verso i bisognosi, sempre da lei aiutati, le hanno attirato la simpatia del pubblico.
Anche gli animali trovano comprensione in casa Magnani: dal cane rissoso che le procurò molti fastidi, ai gatti e ad un merlo, che dopo una breve permanenza ha scelto la libertà.
Ma pochi sanno della pena segreta sopportata per lunghi anni da Anna Magnani, quando ha dovuto separarsi dal figlio, colpito da paralisi infantile.
“Cellino” dovette risiedere in Svizzera per seguire le cure di un celebre medico e venne alloggiato presso una modesta famiglia di operai italo-svizzeri a qualche centinaia di metri dalla stazione di Lausanne.
Così, ogni volta che gli impegni artistici lo permettevano, Anna prendeva il treno e correva in Svizzera, con le braccia cariche di giocattoli per suo figlio e per i ragazzi della famiglia che lo ospitavano. “Cellino” poteva scorgere dalla finestra l’arrivo della madre e salutarla con grida gioiose.
Una mattina d’inverno freddissima, trovai la Magnani seduta nel “Buffet de la gare” che aspettava suonassero le sette, poiché, giunta nella nottata non aveva voluto disturbare la vita a quella modesta famiglia.
“Loro lavorano, e non bisogna svegliarli troppo presto” mi disse l’attrice, che nessuno aveva riconosciuto e che se ne stava in un angoletto bevendo un caffé, dopo una notte insonne.
“Riparto stasera…é una visita breve…”