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Fontane di Roma: La fontana di Piazza dell’Aracoeli

Fontana di Piazza del’Aracoeli: Fu realizzata nel 1589 da Andrea Brasca, Pietro Gucci e Pace Naldini, su progetto di Giacomo Della Porta e su commissione di Papa Sisto V. E’ costituita da un bacino di marmo, a pianta ovale e ornato da quattro mascheroni, che poggia su tre gradini circondati da una piscina di raccolta delle acque. Al centro della vasca si trova un blocco cubico di marmo con mascheroni e decori che sorregge un calice su cui poggia un catino, al centro del quale quattro putti sorridenti sorreggono con le spalle tre monti gentilizi e versano getti d’Acqua Felice, dalle rispettive anfore che sostengono con le mani. I putti furono un’aggiunta successiva, opera dell’intervento di Alessandro VII alla metà del 1600; altri interventi si ebbero sotto Papa Clemente XI nei primi del 1700 e la piscina di raccolta delle acque fu realizzata nel 1860.

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Fontana delle Api

La fontana delle Api fu realizzata nel 1644 da Gian Lorenzo Bernini e assolveva in origine la funzione di “beveratore delli cavalli”. Aveva la forma di una conchiglia bivalve aperta: la valva più in basso fungeva da catino, mentre l’altra, modellata per aderire all’angolo dell’edificio retrostante (originariamente la fontana si trovava addossata all’edificio all’angolo di Via Sistina), era decorata alla base da tre api, simbolo araldico della casata del Pontefice.

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La Fontana del Facchino

In Via Lata, sul fianco del Palazzo della Banca di Roma, Palazzo De Carolis, c’è una piccola fontana con le fattezze di un uomo, piuttosto rovinate a dire il vero, che tiene in mano una botticella da cui sgorga acqua: è la Fontana del Facchino.
In origine tale fontanella era situata proprio sulla fronte del palazzo, quindi su Via del Corso, ma fu spostata di lato nel 1872, probabilmente per proteggerla dal traffico che rischiava di danneggiarla.

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La fontana delle Tartarughe

Al Centro di Piazza Mattei si trova un vero e proprio gioiello: la fontana delle tartarughe.
Fu realizzata, tra il 1581 e il 1584, dallo scultore Taddeo Landini su progetto di Giacomo della Porta. Originariamente i quattro efebi avrebbero dovuto sorreggere dei delfini ma la soluzione non soddisfece la committenza (Gregorio XIII Boncompagni), probabilmente anche a causa della poca pressione dell’acqua in questo punto, e i delfini furono destinati alla prima versione della fontana della terrina (in Campo de’ Fiori, ora in piazza della Chiesa Nuova).

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La fontana della Terrina

In Piazza della Chiesa Nuova si trova una fontana dall’aspetto bizzarro: sembra una zuppiera con tanto di coperchio e questa forma le ha fatto attribuire il nome di “terrina”.

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La fontana del Babuino

La sua storia risale al 1571 quando il commerciante ferrarere Alessandro Grandi realizzò, a sue spese, una fontana ad uso pubblico. Secondo una prassi consueta a quei tempi, in cambio della concessione, da parte di Papa Pio IV, dell’erogazione dell’acqua direttamente nel suo palazzo il Grandi