Visita guidata con Roma Sparita alla Basilica alla Chiesa di Santa Maria della Pace

Chiesa di Santa Maria della Pace

Chiesa di Santa Maria della Pace

Foto di Carlo Grossi

In precedenza sul luogo della chiesa attuale ne esisteva un’altra, S. Andrea o S. Maria in Acquarenariis dal nome della corporazione degli acquaioli, che fornivano Roma con acqua del Tevere filtrata con sabbia. Roma, che un tempo disponeva di numerosi acquedotti, beveva da secoli l’acqua del fiume, dopo che le scorribande degli invasori, per fiaccare la resistenza dei romani ne danneggiarono gli acquedotti.

Chiesa di Santa Maria della Pace

Foto di Carlo Grossi

Ariosto parla, in una lettera al fratello, dell’acqua filtrata che desiderava trovare arrivando a Roma e, come risulta da una lapide sull’edificio abitava all’Albergo del Sole a piazza della Rotonda. Papa Sisto IV, nato Francesco della Rovere, era devoto di un’immagine della Madonna di quella vecchia chiesa degli acquaioli e fece voto di costruirne una magnifica a lei dedicata qualora si fosse potuta evitare la guerra minacciata durante la Congiura dei Pazzi, a Firenze.
Scongiurata la guerra il papa mantenne il voto e ordinò la costruzione di S. Maria della Pace, siamo nel 1480.

L’architettura interna della chiesa della Pace fu affidata all’architetto Baccio Pontelli, è su una limitata area e dispone di una sola navata.
La chiesa ha forma ottagonale, con grandi quadri a olio alle pareti e sull’arco della prima cappella a destra, la cappella Chigi progettata da Raffaello, si trova il suo affresco dedicato alle Sibille. Il bassorilievo di bronzo è di Cosimo Fancelli, sull’architrave affreschi di Rosso Fiorentino
La seconda cappella, della famiglia Cesi, fu disegnata da Michelangelo.

Chiesa di Santa Maria della Pace

Foto di Carlo Grossi

Le statue sono ricavate da marmi provenienti dal tempio di Giove Capitolino.
Notevoli gli affreschi di Baldassarre Peruzzi e le grottesche di Simone Mosca. E’ soltanto nel 1655 che papa Alessandro VII Chigi intervenne rifacendo l’odierna facciata su progetto di Pietro da Cortona.
L’elegantissimo chiostro e convento annesso, col più bel cortile rinascimentale Romano cui si accede da via Arco della Pace, è opera di Donato Bramante, ospita una sede di pregevoli mostre d’arte. Salendo al piano superiore troviamo che il vecchio chiostro dei religiosi ospita un bar ristorante piuttosto insolito. Da una sala su questo piano ci si può affacciare sulla navata della chiesa e godere delle pareti scolpite e affrescate da un’insolita, se non unica, angolazione.
Nel convento e chiostro ripetuti stemmi e l’iscrizione dedicatoria tra i due ordini di colonne del cortile ricordano a tutti che la costruzione fu eseguita sotto il cardinale di Napoli e vescovo di Ostia Oliviero Carafa nel 1504.

Per Roma Sparita, testo a cura di: Carlo Grossi


Al momento la visita non e' in programma, effettuabile a richiesta

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