Visita guidata con Roma Sparita alla Fonte di Anna Perenna

Fonte di Anna Perenna

Durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio in via Guidobaldo del Monte, nel 1999, a circa 10 metri di profondità fu rinvenuta una fontana di età romana, che captava acqua da una polla sorgiva ancora vitale.
Lo scavo ha messo in luce il fronte della fontana con alcune epigrafi che riportavano la dedica ad Anna Perenna, antichissima divinità che veniva festeggiata alle Idi di Marzo, secondo le fonti al I miglio della via Flaminia (e la zona di piazza Euclide/via Guidobaldo del Monte corrisponde più o meno al I miglio della via Flaminia Antica), con riti propiziatori in onore dell’anno nuovo (che per i romani iniziava appunto a marzo), balli, libagioni, pernottamenti all’aperto sotto tende fatte di frasche, in cui i giovani avevano il permesso di amarsi liberamente. Lo scavo all’interno della fontana, svolto in condizioni particolarmente difficili perchè l’acqua sorgiva era ancora presente, ha restituito centinaia di reperti che testimoniano l’attività, in età tardoantica, di una fattucchiera,”strega“, o maga, che, su commissione, presso questa fontana, praticava maledizioni e malocchi.
Sono state rinvenute decine di lucerne senza segni di usura, probabilmente gettate nella fontana a scopo propiziatorio, centinaia di monete, pigne, e soprattutto una serie di contenitori in piombo, più o meno delle dimensioni di un rullino fotografico, che, una volta aperti in laboratorio, ne hanno svelati altri al loro interno. Ogni contenitore in piombo ne conteneva altri due più piccoli, e all’interno di quello più piccolo era stata infilata una figuretta antropomorfa, realizzata con ossa animali su cui erano incise maledizioni, rivestiti di materiale organico plasmabile (resina, cera, caseina, pasta di pane) per dargli le fattezze dell’uomo, o della donna, su cui scagliare la maledizione.
Sui bossoletti in piombo erano incise maledizioni, così come invettive erano incise su numerose altre lastrine di piombo rinvenute nella fontana: si tratta delle defixiones, iscrizioni su lamine di piombo, già note dagli archeologi perchè rinvenute in altri contesti, che venivano commissionate dai privati a indovini, maghi, fattucchiere, che provvedevano a infilarle poi in sepolture di morti di morte violenta, o in corsi d’acqua, laghi o fontane, per poter assicurare che la maledizione andasse a buon fine.

Si sono trovate, nella fonte dedicata ad Anna Perenna, invocazioni ad Abraxas, dio con il corpo di uomo e la testa di uccello, divinità malevola, forse perpetuata nella formula magica ancora diffusa “abracadabra”, richieste di maledizioni, dolori o morti violente per nemici e rivali in amore, nel gioco, negli affari.Si sono incredibilmente anche trovate defixiones con invocazioni, oltre che a divinità pagane, anche a Gesù Cristo, nazareno, figlio di Dio. E’ un’incredibile testimonianza di un periodo, la tarda antichità, di passaggio tra la religione pagana classica, e quella cristiana, un periodo di crisi economica, politica, di instabilità militare, in cui aumentava il ricorso anche alle pratiche nere, di magia praticata nascostamente, e aveva luogo un sincretismo, fusione, e quasi “confusione” tra le vecchie religioni e la nuova, quella cristiana. I reperti della fonte di Anna Perenna, le lucerne, le maledizioni incise sul piombo, i bossoletti con le figurette umane, compreso il “pentolone” (caccabus) della “strega”, gli utensili, gli amuleti, sono tutti esposti in una magnifica sezione al museo delle Terme di Diocleziano. La fonte di Anna Perenna in via Gudobaldo dal Monte è visitabile due giorni al mese su prenotazione

Fotografie scattate durante le visite guidate di Roma Sparita da Lucia Prandi, Carlo Grossi, Irene Isopi, Fabio Costa, Massimo Meli.

Testo a cura della dott.ssa Lucia Prandi


Visualizza la Galleria


Al momento la visita non e' in programma, effettuabile a richiesta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *