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Da Piazza Navona al Ghetto: La città antica nella città contemporanea


Bellissima passeggiata da Piazza Navona al Ghetto Ebraico alla ricerca delle tracce e delle forme della città antica nella città contemporanea (dott. Elisa Mancini)

Una passeggiata insolita per leggere e ritrovare la città antica attraverso gli isolati e palazzi e le piazze e le strade della città contemporanea, al di sotto di questi o leggendo la loro forma, orientamento e andamento. E prestando anche attenzione ai nomi delle strade, dei vicoli e dei palazzi, muovendoci sempre, con ricostruzioni e piante alla mano. Perché la città che ogni giorno ci vede andare a lavoro, a passeggiare, a fare shopping tra traffico e sprazzi di enorme bellezza, conserva ancora le tracce di ciò che è stato, alcune più evidenti, altre meno. Si partirà da queste per leggere la città che è stata: dalla Roma Antica con la splendida area del Campo Marzio alla città medievale, fino all’istituzione del Ghetto Ebraico che è stato modificato nel corso nei secoli, agli interventi di Mussolini. Si partirà da Piazza Navona, la cui forma ricalca quella dello Stadio dell’imperatore Domiziano. Lo stesso imperatore, a breve distanza, aveva costruito un altro edificio da spettacolo, un odeion per le audizioni musicale e un’unica colonna in marmo cipollino resta visibile in Piazza dei Massimi. Del teatro in primo teatro di Roma antica in muratura di Roma Antica costruito da Pompeo, nel 55 a.C. non resta invece traccia? Eppure a guardare il semicerchio descritto dalle facciate delle case di Piazza dei Satiri e di Via di Grottapinta se ne legge perfettamente la forma. E si proseguirà sul lato opposto del Portico di Pompeo c’era invece la Curia, proprio il posto in cui è stato ucciso Giulio Cesare, ancora sotto il piano della città attuale non appare visibile: mentre un vero e proprio buco archeologico nella città modera rivela l’importantissima e antichissima Area Sacra di Largo Argentina, tornata visibile in occasione di una fase di rinnovamento urbanistico, negli anni Venti, sacrificando un intero isolato di palazzi. E ancora alla ricerca delle colonne del grandioso tempio di via delle Botteghe Oscure che si chiama così perché nel Medioevo c’erano delle botteghe al livello della strada bordata da alti palazzi … E in tutta la zona si lavoravano tessuti, si fabbricavano corde (Via dei Funari) e si producevano utensili e recipienti in bronzo (Via di Santa Maria de’ Calderari). Mentre il Mercato del Pesce si teneva nella zona del Ghetto dove si concluderà, non prima di aver parlato dell’affascinante Crypta Balbi.


Al momento la visita non e' in programma, effettuabile a richiesta

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