Via della Consolazione


Descrizione: Case in demolizione per l’isolamento del Campidoglio comprese tra Piazza della Consolazione, Via di Monte Caprino, Foro Olitorio e Via della Consolazione
Anno: 1931
Fotografo: Ignoto
Fonte: Museo di Roma
Aggiunta da Loredana Diana

11 Responses

  1. Ma quanto erano antiche quelle case? Più le guardo e più è difficile non notare una somiglianza con le insule degli scavi di Ostia.

    • Romanticismo nostalgico a parte, bisogna ricordare che le condizioni igieniche di quei quartieri erano spaventose e che i loro abitanti vivevano ammassati in vere e proprie topaie. Il problema demografico di Roma cominciò dopo Porta Pia, con un aumento esponenziale della densità abitativa. Già sotto i Savoia si cominciò l’edificazione di una serie di nuovi quartieri (vedi Prati) ma durante il fascismo l’emergenza abitativa era diventata intollerabile. In più, la visione mussoliniana prevedeva la trasformazione di Roma in una città diversa dal ‘paesone’ che era, e l’edificazione sia di borghi cittadino-rurali che delle ‘borgate’. Queste borgate non sarebbero neanche state tanto male, dal punto di vista architettonico: Primavalle, per esempio, ha una struttura ordinata, un asse viario principale, palazzine suddivise in lotti con cortili chiusi, tutte con la corretta esposizione al sole, eccetera. Il problema era che fu edificata in mezzo al niente. Gli abitanti, con struttura sociale proletaria e artigianale, si trovarono a non avere più niente da fare: raggiungere il centro di Roma era impresa quasi impossibile (e lo è ancora, tra parentesi), in borgata non c’erano servizi sociali di aggregazione, ritrovi, tutto quanto costituisce la vita pubblica di un quartiere strutturato. Gli abitanti divennero dei veri e propri indiani nella riserva, costretti all’assistenza e conseguentemente al malaffare e alla vera e propria malavita, che costituirà il principale fattore identitario di quel (o quei) quartiere e dei suoi abitanti. Ancora negli anni Ottanta, i tassisti si rifiutavano di portarti a Primavalle e l’unico modo per convincerli era truffarli, dicendo loro di voler andare a Monte Mario, Torrevecchia, Boccea, e giunti in zona dire loro la giusta indicazione. Questo fu il crimine mussoliniano: aver edificato delle piccole ‘città ideali’ senza aver provveduto all’edificazione di un contesto sociale per coloro che vi avrebbero abitato.

    • Il fatto che fossero dei quartieri con evidenti problemi igienici non è un attenuante perché si trattava della stessa identica situazione di centinaia di borghi medievali di mezza Italia. In più il tutto va contestualizzato nella sua epoca. Quindi avremmo dovuto demolire anche Sermoneta, Tivoli o Lavinio. No, la verità è che Roma finì nelle mani di un gruppo di pazzi criminali che non aveva alcun interessa a preservarne la storia e la bellezza.

  2. Bella,Bella,Bella. Mio padre è nato qui e forse è tra quei bambini, all”epoca aveva nove anni.

  3. Piango… Mussolini era una criminale edilizio

    • Strano però, per gli sventramenti di Barcellona, Parigi e Vienna non si parla mai di crimini edilizi, anzi. Mai sentito parlare dei grandi piani urbanistici europei di fine Ottocento? In tutta Europa vennero fatti.

    • Secondo te non conosco le opere di sventramento Urbano di Haussmann con l’aiuto di Napoleone III? O il rinnovamento urbano della Londra Vittoriana?? In ogni caso si è trattato di veri e propri crimini urbanistici ( testimonianze architettoniche di secoli e secoli) ma quello che mi infuria di più è proprio quello diretto dal Duce e il regime fascista, per il semplice fatto che le testimonianze storiche e architettoniche erano uniche al mondo, comprendendo appunto periodi dal medioevo al Rinascimento. La cosiddetta “Roma papalina”fu distrutta da Mussolini, ma anche da quei cani dei Savoia.

    • E come se non bastasse, gli abitanti di questi luoghi vennero letteralmente deportati nelle nuove borgate, vere e proprie isole nel deserto, sradicati dal loro contesto umano, sociale e lavorativo e costretti di fatto ad esistenza di miseria, indigenza, assistenza sociale e conseguente delinquenza. Vedasi il caso di Primavalle, edificato su una collina in mezzo al niente.

  4. Un sogno… se solo non l’avessero fatta Capitale d’Italia…

  5. Non solo edilizio. Era un criminale. STOP.

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