Roma Sparita - San Gregorio Magno

San Gregorio Magno


Descrizione: Chiesa di San Gregorio Magno.
Gordiano, padre di Gregorio Magno, possedeva una domus patricia sul Celio, nel luogo ove secondo la tradizione, sorgerà la chiesa dedicata al suo grande figlio. Qui il prefetto Gregorio, lasciata l’alta carica, indossò il saio benedettino e fondò il proprio monastero. Cuore del monastero fu una chiesetta dedicata a Sant’Andrea, che fu il primo appellativo della chiesa chiamata appunto dei Santi Andrea e Gregorio al Celio. Poco distante è l’antico Clivus Scauri per cui la chiesa ebbe anche nome di San Gregorio in Clivo Scauri e persino, per errore di copista, ad Clavos Tauri. Dopo la morte di San Gregorio Magno, il monastero rimase deserto e si deve a Gregorio II l’edificazione
della chiesa in onore del suo grande predecessore ed il ritorno dei monaci sul Celio. La chiesa cambiò nel 1633, quando il cardinale Scipione Borghese ne fece rifare la facciata e l’atrio e più ancora fu rinnovata dall’architetto Ferrari nel 1725, assumendo l’aspetto attuale. Notevole la cappella Salviati, con un ciborio di alta artisticità, datato 1469; la cappella è opera di Francesco da Volterra e Carlo Maderno. Qui fu sepolta la famosa cortigiana Imperia, secondo i suoi desideri, esauditi dal suo amante più altolocato, Agostino Chigi. Questi le fece costruire un
sepolcro nell’atrio della chiesa con la seguente iscrizione: «IMPERIA CORTISANA ROMANA QUAE DIGNA TANTO NOMINE RARAE INTER HOMINES FORMAE SPECIMEN DEDIT VIXIT ANNOS XXVI DIES XII OLIIT MDXI DIE XX AUGUSTI». L’epitaffio non c’è più e la stessa salma di Imperia fu in seguito tolta dal sepolcro, quando in tempi controriformistici si gridò allo scandalo; vi fu sepolto un rispettabile canonico del seicento di Santa Maria Maggiore, Luigi Guidiccioni. E la tomba appare nella forma «adatta ad una regina» come si commentò allora, se non fu anch’essa mutata.
Anno: 1960 ca
Fotografo: (?)
Fonte: Newton Compton Editori
Aggiunta da Mario Visconti

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