Teatro di Marcello


Descrizione: Scorcio delle rovine del Teatro Marcello
Data: 1925 ca
Fotografo: (?)
Fonte: Archivio Alinari
Aggiunta da Trombetta Massimiliano

2 Responses

  1. Loredana Diana ha detto:

    ROMA SPARITA
     le botteghe furono smantellate tra il 1926 e il 1932; il piano di calpestio abbassato, e i fornici resi visibili in tutta la loro interezza. (lucia)

    Tuco Pancho Minisievic 
    gasperino!

    Graziella Halfon 
    e si e’ proprio gasperino il carbonaro hahah

    Antonella Fabriani Rojas 
    Ho conosciuto un uomo che lavorava per il Comune, il massimo esperto di percorsi sotterranei in Roma, che mi diceva di essere nato e vissuto in uno di questi archi dove la sua famiglia aveva nel contempo il ‘negozio’ come cordai.

    Fabio Trabucchi 
    Il grande Alberto Sordi… il carbonaio=gasperino :-)

    Aldo Micci 
    tutte quelle nicchie sul muro,risalgono al rinascimento.chi mi risponde?

    ROMA SPARITA 
    Intendi i fori?Come nel Colosseo,furono fatti nel medioevo per recuperare le grappe metalliche che tenevano insieme i blocchi di travertino.C’era una “fame”perenne di metalli(Roberto)

    Aldo Micci 
    mi era stata detta la stessa cosa.E me l’hai confermata grazie.

    Roberta Bonini 
    che bella foto

    Rina Cimei 
    IL NEGOZIO D GASPERINO!!!IL CARBONARO!!!

    Patrizia Monti
     La mia infanzia i miei ricordi..la mia vera ROMA!!!!

    Loredana Diana 
    ecco che sono quei buchi che vedo in alcuni edifici antichi…a Robe’ ne sai una piu’ del diavolo :)) io credevo, ignorantissima, che fossero segni delle guerre passate !! Me parevano troppo squadrati…:))

    Sandro Bardaro
     la maggior parte dei buchi sono la testimonianza dello strappo delle grappe che dovevano tenere le pietre di travertino così come giustamente afferma Roberto. Lo scempio avvenne soprattutto nel Medioevo ma c’è di più considerando che i blocchi di pietra non erano cementati ma appoggiati millimetricamente uno sopra l’altro: si può notare che non tutti i buchi sono superficiali ma alcuni raggiungono il centro dellla sovrapposizione delle pietre stesse. Per dare stabilità al manufatto, infatti, i Romani incastravano in un foro creato appositamente un grosso pomo in metallo al di sotto della pietra. Questo pomo, una volta fissato e una volta calata la pietra sopra quella sottostante andava a collocarsi in una nicchia creata appositamente. Questa nicchia era collegata ad una scanalatura che dal centro della pietra raggiungeva la parte esterna. Una volta posizionato il tutto veniva fatto colare nella scanalatura il piombo fuso che raggiungeva la nicchia ed andava a saldare e bloccare il pomo della pietra sovrastante.In questo modo si dava la stabilità all’intera struttura. Come non rimanere esterefatti davanti a tanto genio ? Nel foro stesso si notano molte pietre che presentano queste scanalature e queste nicchie a testimonianza di quanto spiegato.

  2. Loredana Diana ha detto:

    Sandro Bardaro 
    Nel caso di questa foto quelli a cui ti riferisci potrebbero essere sicuramente quelli di forma quadrata, così ben allineati e quindi adatti ad inserire travi di legno, ma tutti gli altri di forma rotonda e sbrecciati e soprattutto tutti queli del Colosseo si riferiscono a quanto da me spiegato.

    Guido Brigido
     ‎…in alcuni palazzi, cmq di epoca più recente, i buchi erano, effettivamente, una conquista dell’ingegneria e della lungimiranza umana…ed infatti in questi casi citati, si trattava di buchi messi apposta per permettere l’inserimento dei “legni” per una sorta di impalcature, per manutenzione, strutture provvisorie, e quant’altro…

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