Porta Pia

Porta Pia


Descrizione: Veduta della famosa Breccia di Porta Pia, affollata di visitatori. Immagine probabilmente scattata nei giorni immediatamente successivi il 20 settembre 1870, data dell’apertura della breccia
Anno: settembre 1870
Fotografo: (?)
Fonte: Collezione Malandrini – Archivio Alinari
Aggiunte da Maurizio Rauco

13 Responses

  1. Avatar Loredana Diana ha detto:

    Sergio Gamberale
    Aridatece li sesterzi!

    Damiano Mastroiaco
    Aridatece la Guardia Palatina, aridatece la Guardia Nobbile, aridatece lo Stato ontificio, aridatece la dignità de cittadini der Papa, invece che sudditi della Repubblica.

    Daniela Conti
    ‎”Riteniamo opportuno far notare come le mura aureliane, costruite 1600 anni prima,fatte per reggere ai colpi di ballista, d’ariete e di qualche altra diavoleria del genere, ressero per oltre cinque ore ad un cannoneggiamento, e non perchè i cannoni piemontesi piazzati all’altezza di s. agnese fossero vecchie spingarde,bensì semplicemente perchè il muro era fatto benissimo: incassava colpo su colpo senza che la struttura ne risentisse. Ne abbiamo ancora una prova con una palla conficcata nella trama del laterizio d’una torre posta fra via romagna e via puglie.’
    (fonte: Le porte di Roma – M. Quercioli. ed. Newton)

    Mare Maggio
    mancano proprio delle “radici comuni” in questo paese…..In qualsiasi altro paese europeo (anche nei paesi dell’est europeo…) nessuno, dico nessuno, oserebbe dileggiare un momento così importante della storia nazionale. Neanche se non lo condividesse.Noi, popolo italico, certo non ancora italiano, commentiamo – con toni da stadio e livello da terza liceo – una pagina fondamentale, anche se forse non proprio gloriosa, della nostra “patria”…..E poi parliamo di Padania, di Identità, di via gli zingari….
    Che tristezza ragazzi…..

    Claudio Rossi
    onore ai Gloriosi Bersaglieri !

    Adolfo Viola
    L’ultimo di una tragedia conosciuta come Risorgimento ed invece null’altro che l’aggressione dello Stato Sabaudo nei confronti di altri stati sovrani …. altr oche lotta per l’Unità … ai piemontesi nun je ne fregava gnente dell’Unità volevano solo i soldi degli Stati più ricchi di loro !!!!

    Giovanni Ristori
    non vogliamo, non dobbiamo, non possiamo!Personalmente sono pienamente d’accordo con queste sante parole. Se poi, come al solito, chi legge la storia sui libri scritti dai vincitori si erge e moralista e detentore della Sacra Verità.. Beh, fatti suoi. L’invasione piemontese di Roma sempre di una invasione violenta si è tratato, se poi i sacri libri dicono che è stata fatta in nome del Bene, del Progresso, e del Sol dell’Avvenire… Buona lettura delle favolette.
    Io penso solo a quanto sarebbe rimasta bella Roma senza le mostruosità edilizie, gli sventramenti e gli scempi conseguenti all’essere stata imposta, di forza e sine iure, capitale d’Italia.

    Filippo Severini
    perchè, pensi non ci sarebbero stati comunque sventramenti scempi etc etc col passare degli anni?…..volete lo stato pontificio ma scordate sisto V che voleva distruggere il colosseo, e chiese fatte con i marmi saccheggiati dalle vestigia……..nemmeno i papi dovreste volere allora…..

    Roberto Carisio
    Certe cose bisognerebbe ricordarle per il significato che hanno avuto.Per l’Italia è stata una svolta. Che poi le cose siano andate sempre per il verso giusto è un’altra questione
    Volevo poi fare una notaSte battute sui piemontesi mi lasciano parecchio perplesso.E’ anche un pò una moda direi spesso un alibi per nascondere proprie magagne. Specialmente al Sud, in certi siti spesso si fa la fantastoria .
    .Il re c’ha guadagnato diventando il monarca di un stato molto più grande, forse anche qualche politico e affarista , ma i piemontesi tra morti in guerra e poi la perdita della capitale tutto sto guadagno mica lo vedo tanto. Torino poi essendo una città non ancora industriale, anche se era sulla buona strada, aveva avuto una mazzata perdendo il giro economico che c’era attorno ai ministeri e cose varie tipiche di una capitale.Praticamente aveva fatto la fine di Napoli.Nessuno parla poi dei morti dovuti alla rivolta che ci fu a causa di questa decisione, che comunque era doverosa per vari motivi , forse il primo era quello di non passare per colonialisti. A dire il vero alcuni politici di altre regioni erano per lasciare la capitale a Torino.Comunque. Secondo una testimone dell’epoca (la moglie dell’ambasciatore americano) ci furono in 2 o 3 giorni un centinaio di morti nella rivolta di Torino del 1864. La capitale passo provisoriamente a Firenze.
    Non ho idea se ai romani interessasse unirsi all’Italia, è probabile che molti s’infischiassero della cosa, è possibile però che le traversie della repubblica romana li avesse resi un pò freddini, infatti i tentativi garibaldini poco prima di Porta Pia non ebbero successo.

    Orazio Guandalini
    ‎@Robbè..te possino. guarda che se lasciavano a Torino la capitale d’Italia e non ci riempivate di ministeri e di burocrati..Roma con la sua storia e con i suoi musei.. le sue Ottobrate ..(famose in tutto il mondo) con i suoi Laghi..e I Castelli Romani..campava benissimo e alla grande con il turismo..e non avremmo avuto nenanche il fenomeno del’urbanesimo per riempire i Ministeri..quindi non ci toccare sto tasto.. c’avete arruvinatoooooooooooooo..altro che cavolo..
    ..da qualche parte ho una guida di Roma del 1860..se capitava in mano ad un tedesco..ad un’Inglese..Svedese..Americano..quello preparava er fagotto e correva prima che poteva per vedere quello che Roma offriva…(briganti ciociari compresi!)….

    Roberto Carisio
    A per me sfondi una porta aperta.Ho anche detto spesso che forse Napoli era meglio per una serie di ragioni , forse la vicinanza dei governi alla situazione meridionale avrebbe equilibrato la situazione del paese.Ma a volere Roma capitale erano un pò tutti: Mazzini, Garibaldi, Cavour (che all’epoca era morto da circa 10 anni e comunque a quest’idea c’era arrivato tardi) ecc.Garibaldi poi era una mina vagante da questo punto di vista.Combinava solo guai.Il parlamento che aveva deciso che Roma doveva essere la capitale definitiva d’Italia non era praticamente più piemontese, era italiano.Bisogna dire che i parlamentari erano stati eletti solo dal 1% della popolazione dello stato. Ma comunque questa è un’altra storia.
    Pure i capi di governo non erano più sempre piemontesi. Per es. Riccasoli era toscano. Sembrava dovesse essere una specie di secondo Cavour ma invece fece fiasco. Per puro caso mi pare che fosse un piemontese al governo quando ci fu l’occasione d’occupare Roma. ma è stato un caso. E poi dopo 10 anni si poteva ancora parlare di esercito piemontese?
    Tralasciando Roma ho notato che su internet c’è chi inventa pure la storia. Uno ha scritto pure che nelle guerra contro il brigantaggio morirono 500.000 morti, praticamente come la I Guerra Mondiale. :-DDDDD
    In realtà furono, anche se non c’è un’esatta contabilità, circa 7000 civili i militari non si sa. Comunque si è molto distanti dalle sparate di certi.Dimenticano poi che la guerra al brigantagio ha avuto un connotato politico anche ai tempi di Mura che uso modi forse ancora più spicci dello stato italiano.

    Orazio Guandalini
    ‎.@Roberto .l’ignoranza in internet impera…cmq…sarebbe da rivedere tante pagine nascoste ad arte come quelle del brigantaggio..troppe falsità o storielline da fumetto.su queste .una cosa è certa..che la popolazione del Sud..fu maltrattata ben benino dalle truppe piemontesi.anche vero che sotto queste c’erano gli avanzi dell’esercito borbonico…che insieme non si coprirono di gloria..anzi..

    Maria Enrica Giralico
    E’ stato comunque un momento storico e anche simbolico!Fino ad una certa età credevo che gli italiani si sentissero tutti italiani, tranne qualche eccezione, con l’età e l’esperienza mi sono dovuta ricredere, la questione è inversamente proporzionale grazie anche alle tristemente note camicie verdi, ridateci le camicie rosse!
    Marco Sponti si, forse era meglio lasciare capitale d’italia firenze e far si che roma diventasse altro, potere politico disgiunto da quello economico.
    daltronde oggi roma quante citta’ e’ ? potere politico, economico, religioso, cultural-egemonico ( cinema, moolta tivu’ ), turistico…

  2. Avatar Pierluigi ha detto:

    Per essere qualche giorno dopo il 20 settembre, mi sembrano tutti un po’ troppo imbacuccati!

  3. Avatar G. Francesco Pugliese ha detto:

    Sulla unità d’Italia c’è ancora da scrivere molto…solo pochi parlavano l’italiano…la massa solo il dialetto e un calabre se ed un piemontese neppure si capivano

  4. Avatar guido ha detto:

    Tutte queste chiacchiere col senno del poi lasciano il tempo che trovano. Questo oggi abbiamo e sarebbe meglio tentare vivercelo nel miglior modo possibile. Basta con i regionalismo del piffero che alla fine si assomigliano tutti.

  5. Avatar Mario Visconti ha detto:

    Municipio Roma 2 – Quartiere IV Salario
    Foto scattata davanti la breccia di Porta Pia il 21 settembre 1870.
    Poco prima della piazza di Porta Pia c’è il tratto della famosa breccia per la quale le truppe italiane entrarono a Roma il 20 settembre 1870. L’aprì l’artiglieria piazzata dalle otto del mattino di quel fatidico 20 settembre 1870 a Villa Patrizi, antistante la Porta Pia, con pezzi da nove che tirarono con estrema regolarità; una volta aperta, si doveva conquistarla andando all’attacco. L’incarico fu riservato al XII Bersaglieri, alle dieci, quando appunto il cannone smise di colpire; avanzarono di corsa e, proprio sotto il fuoco degli Zuavi, mentre avanzavano, caddero morti il maggiore Pagliari e il tenente Valenziani; ma alle dieci e trenta la breccia era conquistata e un parlamentare pontificio annunciava la resa. Ora il tratto delle mura è ricostruito, chiuso in una cortina di marmo disegnata da Adolfo Apolloni e qui messa nel 1920, con un’epigrafe di Giovanni Bovio; davanti è la colonna commemorativa, con antico fusto, sormontata da una Vittoria di bronzo dorato, opera di Giuseppe Guastalla. Non c’è più traccia delle cannonate; tutto ormai è un ricordo.
    Eppure una reliquia è rimasta, anche se lontana dal tratto della breccia; è di fronte a via Po. Nella torre che precede il sottovia è conficcata una palla di cannone, rimasta lì, nel fondo del cratere piccolo da lei stessa creato nell’impatto contro la cortina in laterizio.
    Mario Visconti da “Le strade di Roma ” ed. Newton & Compton Editori

  6. Per l’esattezza la breccia era fra Porta Pia e Porta Salaria

  7. Soltanto ROMA SPARITA offre queste foto. Bravi ,ragazzi

  8. La vidi sul mio libro sussidiario delle elementari e sembrava recente, non di cento anni prima.

  9. Qui sono iniziati i problemi dell’Italietta di oggi.

  10. L’inizio del disastro – dell’invasione – del sacco di Roma

  11. Avatar Gabriele ha detto:

    Aridatece er Papa Re

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