Via Giulia

Via Giulia


Descrizione: Via Giulia – Chiesa di San Filippo Neri
Anno: (?)
Fotografo: (?)
Fonte: “Guida ai Rioni di Roma” edito dai f.lli Palombi nel 1979
Aggiunta da Mario Elia

1 Response

  1. Avatar Loredana Diana ha detto:

    Anna Zaneva
    spero che non ricostruiscano niente!!! il finto antico è terribile!!!! Roma non lo merita!

    Roberto Pagani
    E’un partito preso che,secondo me,non ha fondamenti.Perche’ e’ terribile?Ci offende la vista?Meglio uno squarcio come quello esistente,allora?Roma merita una campagna epocale di restauri,scavi e ricostruzioni di ambienti preziosi scomparsi,invece…

    Maurizio Polidori
    questa chiesa era ridotta a magazzino..circa 20 anni fa era iniziato un restauro..ma credo mai terminato… è una di quelle chiese che purtroppo non si può visitare!

    Roberto Pagani
    C’e’il progetto di Paolo Marconi che prevede la ricostruzione integrale e fedele dell’isolato distrutto davanti la chiesa,ricostituendo l’ambiente originario di Via Giulia…sembrava in procinto di partire,ma,attualmente, se ne parla poco …

    Lucilla Montanucci
    Sì, e poi dove lo fanno il mercatino delle scemenze la domenica?… che poi mi sa che lì ancora ci fanno il mercato ortofrutticolo la mattina…lasciamo stare, va, quello squarcio a vicolo della moretta è sempre stato orribile, solo che uno dopo un po’ si abitua anche alle cose brutte… :(

    Lucilla Montanucci
    http://www.tesoridiroma.net/galleria/via_giulia/foto/chsfilipponeri01.jpg

    Luigi Nappi
    Le ricostruzioni in finto antico lasciamole a Diseneyland, allora perche’ non ricostruire la Roma imperiale cosi’ com’era, era bella. Il tempo passa e le cose hanno un significato nel tempo in cui sono, ricostruirle finte non ha senso, cosi’ come un Picasso vero e’ un opera d’arte e un falso no anche se quasi pefettamente identico.

    Roberto Pagani
    Qui non si parla di ricostruire il Circo Massimo o il Tempio di Venere e Roma.Si parla di ricostruire quell’edilizia “minore”che,a Roma,costituisce il TESSUTO CONNETTIVO della citta’.E’ un procedimento che e’ stato ampiamente seguito in Europa,nei centri storici distrutti dalla guerra.Il” finto antico” e’ un concetto che non regge.Hai compreso il razionale del mio discorso?Ed allora,quando a Roma vediamo palazzi restaurati e tirati a lustro che sembrano confetti,cosa facciamo?Sono finti?Troppo puliti?Li lasciamo con
    gli intonaci cadenti?Io non capisco questa avversione ideologica al ripristino filologico dei quartieri antichi…

    Emiliano Guarneri
    Il TESSUTO CONNETTIVO della città è la vera città, quella di tutti, quella che fa da scenografia alle vite reali… Sono due approcci culturali legittimi, ma io penso che l’opera di Guarini (per fare un esempio…) ha senso nella fatica e maestria dello “scalpellino”, se dobbiamo “ingegnerizzare” un cantiere per fare una chiesa rinascimentale, forse ci possiamo impegnare per tirare fuori dal nostro tempo qualcosa che esprima la cultura del nostro tempo come lo scalpellino del Guarini faceva al suo, e restituire alla vita quotidiana qualcosa di “attualmente” suo e non un fondo da cartolina..

    Luigi Nappi
    Roberto non condivido una parola di quello che dici, e invece sono d’accordo con Emiliano. Se come dite quella piazza e’ orribile (a me non pare ma vabbe’) allora se proprio ci vogliamo mettere qualcosa dovrebbe essere qualcosa che e’ figlia del nostro tempo il resto e’ Disneyland. Anche gli esempi di ricostruzione europea di cui parli lo sono. Tra l’altro non stiamo parlando di un opera unica e inegualiabile come il campanile di San Marco a Venezia, ricostruendo in finto antico perderemmo una occasione, UNICA a Roma, di fare qualcosa che riflette la cultura contemporanea nel centro storico. Che senso avrebbe poi costruire con le forme antiche e il cemento armato? Guarda
    che la mia non ideologia come ti sei permesso di dire tu, ma e’ una convinzione formatasi con anni di studio, di pratica e di insegnamento dell’architettura con accento sul rapporto tra il contesto e l’oggetto architettonico. Rispetto le tue convinzioni ma non le condivido assolutamente e spero che non si faccia mai quello che mi appare come
    uno scempio.

    Roberto Pagani
    Luigi,se sei Architetto,si spiega tutto…hai la (sincera)convinzione di lasciare la tua impronta…Conosco perfettamente il vostro modo di pensare.Probabilmente sei acerrimo nemico delle idee di Paolo Merconi.E’la lotta tra due modi di concepire Roma e la modernita’…”Finto Antico”,non mi dice nulla…Nell’architettura minore di Roma sono importanti le volumetrie e le (semplici)forme architettoniche.Nulla di personale contro di te,beninteso,ma anche io lotto per le mie convinzioni.
    Lapsus calami…

    Emiliano Guarneri
    Si può dire anche che se sei medico si spiega tutto… Lavorare per lasciare un’impronta rovina QUALUNQUE professione e mi sembra un’affermazione che potrebbe essere offensiva. Dubito fortemente che ci possa essere il modo di conoscere PERFETTAMENTE il modo di pensare del proprio fratello, figuriamoci quello di chi non si conosce. “Finto antico” significa che non contiene contributi concettuali contemporanei (“ogni forma d’arte è stata contemporanea…”), la “modernità” è un’altra cosa . Nell’architettura
    SEMPRE sono importanti volumetrie e forme, alla pari di tutto il resto. Paolo Marconi è un bravo restauratore e probabilmente anche un buon docente. Ma tutto ciò è forse inutile….

    Roberto Pagani
    Visto che conosciamo bene i meravigliosi contributi dell’architettura moderna a Roma(dal 1945 in poi,salvo lodevolissime eccezioni),il nuovo traguardo puo’ essere quello del “recupero della bellezza”attraverso la REPLICA ARCHITETTONICA.Il teatro della Fenice testimonia quante capacita’,professionalita’,amore ci siano negli artigiani italiani.Le capacita’ ci sono,io non mi scandalizzo per le ricostruzioni;ripeto,non voglio ricostruire il Settizonio o il Circo Massimo,ma l’architettura minore,che e’ il tessuto
    connettivo di Roma.Le cose moderne,nel 2010,vanno nella citta’ moderna.Al centro,credo si debba RISPETTARE gli antichi tessuti urbanistici.Io non offendo nessuno,prendo atto delle tendenze culturali predominanti.Non penso che un paragone con la mia professione sia proponibile…io non faccio quello che mi pare,applico la legge e le
    regole…se no vado in galera.

    Anna Zaneva
    non volevo scatenare un putiferio… era e resta la mia opinione. la Fenice è la Fenice (anche se reputo orrenda anche la sua ricostruzione- fintissima) ma forse in questo punto di Roma che concordo ha bisogno di una bonifica sarebbe meglio uno spazio di verde (avete idea di quanto invivibile sia per i bambini e i vecchi
    questo quartiere?!?) piuttosto che che un edificio vorrei-ma-non-posso- o- non-sono- vecchio. attorno sono sono palazzi del 400 o 600!!!! e persino la casa ricostruita attorno a san Filippino (quella sopra la chiesa x intenderci) ha conservato la facciata su via Giulia e una porzione di edificio dell’epoca! non l’hanno rifatta!!!! la zona
    rifatta è sul retro ed è brutta! vogliamo via Giulia così??? Personalmente trovo quella fetta di edificio rimasto bellissimo, sembra una vela, una quinta teatrale! suno spettacolo dal lungotevere!!!!
    PS: la chiesa dentro è ristrutturata. solo che essendo sconsacrata è privata… ci sono stata, ad una mostra. forse chiedendo al portiere…
    PPS: hanno finalmente buttato giù la baraccopoli davanti all’edificio in questione!!! pare faranno un parcheggio sotterraneo e giardinetto! magari!!!!!

    Alfonso Feola
    Io invece mi ritengo d’accordo con Roberto…… che senso ha quello squarcio in piena Via Giulia? Meglio una ricostruzione che, sebbene “storicamente falsa” dia comunque l’idea dell’insieme…… azzarderò di più, adeguerei stilisticamente anche l’orribile palazzo moderno che staziona accanto alla Chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani….. secondo me è un obbrobrio.
    P.S. PROVOCAZIONE: Allora, se voi siete così contro il cosidetto “falso antico”, allora la ricostruzione dell’intero centro storico di Dresda in Germania è una gigantesca cavolata? Fatemi sapere come la pensate.

    Andrea Cammarota
    Cmq hanno chiuso la parte antistante la chiesa che dà al Lungotevere… ho visto che hanno fatto degli scavi… chissà che non combinino qualcosa d’interessante, anche perché questo slargo di Roma è veramente rovinato,con quel palazzone di epoca fascista ed il palazzo della chiesa praticamente “tagliato”…!!!

    Antonio Sorrentino
    Si, per fortuna sette grandi architetti contemporanei (Aldo Aymonino, David Chipperfield, Stefano Cordeschi, Roger Diener, Paolo Portoghesi, Franco Purini e Giuseppe Rebecchini) sono stati chiamati ad elaborare un progetto per risolvere il vuoto lasciato dagli sventramenti. Ricostruire quello che ormai è andato perduto è un
    falso storico ed architettonico. La città è una creatura che nasce, cresce, si evolve, e risente delle mode e dei gusti di ogni epoca. Se questa presa di posizione (di
    mantenere o ricostruire ciò che è stato) i romani l’avessero avuta sin dalla nascita dell’Urbe, Roma a quest’ora sarebbe un groviglio di capanne lasciate a marcire come una reliquia storica.

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