Via Veneto

Via Vittorio Veneto


Descrizione: Via Vittorio Veneto
Anno: post 1927
Fotografo: (?)
Fonte: archivio sconosciuto
Aggiunta da Michele Tedone

1 Response

  1. Avatar Loredana Diana ha detto:

    Daniela Conti
    il platano sulla dx adesso è enorme… ed è diventato uno spartitraffico! comunque dalle macchine dovrebbe essere anni ’30, non credo che allora ci fosse l’ambasciata americana

    Lorenzo Moneta
    infatti era ancora una villa privata. è diventata ambasciata dopo il ’45 perché quando hanno liberato roma, gli americani hanno stabilito lì il loro quartier generale.

    Annalisa Silvestri
    L’Ambasciata Americana si è installata in quello che noi romani chiamiamo tutt’ora Palazzo Margherita (la regina Madre Margherita di Savoia vi si installò alla morte del marito). L’attuale palazzo racchiude in sè, ortogonale rispetto alla facciata su strada e visibile solo dall’alto, l’antico palazzetto Ludovisi. A memoria di questa appartenenza, nell’edificio attuale furono posti dei frontoni che tutt’ora recano gli emblemi della famiglia Ludovisi (tre bande verticali) e Boncompagni (drago)

    Daniele Guantini
    e’ l’edificio sulla sinistra il Grand Hotel Palace

    Camillo Valentini
    Ora sulla sinistra ora c’e anche l’Hard Rock Cafe’.

    Carlo Grossi ‎
    @Annalisa-I Boncompagni furono sfrattati dal palazzo, Palazzo Piombino un dimenticabile edificio per cui nessuno, se non loro…pianse.che era un tempo al posto della Galleria Colonna (ora Sordi), fecero resistenza, ma persero e si dovettero trasferire in un’area di nuova lottizzazione della Villa Ludovisi, quello che costruirono fu l’Attuale Palazzo margherita, ecco perchè ha gli stemmi Boncompagni-Ludovisi.

    Annalisa Silvestri
    Sì,Carlo, ma non lo abitarono praticamente mai perché la lottizzazione della Villa Ludovisi e quindi la costruzione del palazzo, risale all’ultima decade dell’800 e la Regina Margherita vi si installò dal 1900 fino alla morte nel 1926.

    Lucia Colucci
    In fondo c’è l’hotel Excelsior quello con la cupola

    Carlo Grossi
    Per ospitare Ambasciata e Consolato gli Stati Uniti comprarono il palazzo dopo la II GM.

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