Porta Maggiore Porta Maggiore

Porta Maggiore


Descrizione: Porta Maggiore – Tram ATAC serie 8000 sulla linea 14
Anno: Settembre 1963
Fotografo: Jean Robert
Fonte: archivio sconosciuto
Aggiunta da: Carlo Galeazzi

4 Responses

  1. Fabrizio Domiziani ha detto:

    Di seguito due foto della stessa vettura (fisicamente la stessa) al momento della costruzione nel 1958 nella
    fabbrica OM di Brescia:
    In seguito alla consegna all’ATAC, quest’ultima applicò per questa serie la numerazione 8000 e non 7200, e dunque
    8001 per la vettura in questione.

    http://win.solotreni.net/public/data/AnnyPan/20043623931_1.JPG

    http://win.solotreni.net/public/data/AnnyPan/20043623107_2.JPG

  2. Fabrizio Domiziani ha detto:

    Ecco un’altra foto della stessa vettura, probabilmente nel giorno dell’entrata in servizio (1958):

    http://win.solotreni.net/public/data/AnnyPan/200436231124_4.JPG

  3. Carlo Galeazzi ha detto:

    Purtroppo questa serie 8000 è stata prematuramente radiata nel 2003.

  4. Stefano Tassone ha detto:

    Questi tram, come impostazione tecnica, erano praticamente la versione italiana dei tram tipo PCC, di progetto americano, che ebbero all’epoca ampia diffusione non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Erano un gruppo di 20 unità, numerate da 8001 a 8039 con solo numeri dispari, costruite dalle officine OM di Milano (con parte elettrica della CGE) tra il 1956 ed il 1957, ed immesse in regolare servizio viaggiatori a partire dal 1958, principalmente usate sulla linea 14 (Via Lucera, poi Viale Palmiro Togliatti-Stazione Termini), tuttora esistente. Erano chiamate anche “all electric” (tutto elettrico), poichè erano caratterizzate dalla totale assenza di impianto pneumatico. Erano silenziose e scattanti, anche perchè avevano tutte le ruote motrici, ma qui a Roma erano poco gradite al personale di guida, a torto o a ragione, principalmente per le particolari caratteristiche del sistema di frenatura, diverso da tutti gli altri tram all’epoca esistenti, il quale era, appunto, totalmente elettrico, ed infatti le vetture erano prive di motocompressore, dal momento che anche le porte per i viaggiatori erano azionate da motorini elettrici e non ad aria compressa. Furono anche i primi tram di Roma ad avere l’illuminazione interna realizzata con lampade a fluorescenza anzichè ad incandescenza, nonchè dotati di indicatori di direzione, che divennero obbligatori anche per i tram verso il 1958 circa. Nel 1981-82, l’ATM di Milano cedette all’ATAC romana altri due tram di questo tipo, identici nella parte elettrica e meccanica a quelli ATAC ma differenti nella forma della cassa, i quali furono immessi in servizio verso il 1985-87 con i numeri di matricola ATAC 8041 ed 8043, dopo una totale ricostruzione della cassa eseguita presso le Officine Centrali ATAC di via Prenestina.
    Interessante notare che nei piani dell’ATAC si prevedeva l’acquisto di almeno altre 50 vetture dello stesso tipo, forse addirittura 100, sostanzialmente analoghe a queste ma dotate della possibilità di accoppiamento in multiplo di due unità; purtroppo ciò non avvenne, probabilmente perchè si era ormai nel periodo in cui nel tram si puntava molto poco, ed infatti, a partire dalle Olimpiadi del 1960, la rete tramviaria romana venne drasticamente (ed erroneamente) ridotta.
    Il totale accantonamento di queste ottime vetture tramviarie, ex milanesi comprese, avvenuto intorno al 2003, secondo me è stato un errore, anche perchè si trattava di tram validi ed ammodernati da poco tempo; tra l’altro, come già accennato, erano anche molto silenziosi, quindi con essi si otteneva una totale assenza di inquinamento, sia atmosferico che acustico. Certo, non erano tram articolati a grandissima capacità, ma avevano comunque una buona capienza, essendo lunghi quasi 15 metri, e quindi avrebbero potuto essere benissimo impiegati, ad esempio, come sussidi nelle ore di punta, e comunque tenuti come validi mezzi di riserva, considerando anche le noie che hanno dato i nuovi jumbo tram Cityway del tipo “Roma 2” (serie ATAC 9201-9252).
    Sono comunque tuttora esistenti un paio di vetture, non facenti più parte del parco tramviario ATAC, che verranno sicuramente conservate a fini storici.

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