Roma Sparita - Via Mirandola Roma Sparita - Via Mirandola

Via Mirandola


Descrizione: Foto di famiglia. Il 9 giugno il mio papà avrebbe compiuto 101 anni. Mi piace ricordare di lui il coraggio, lo spirito di sacrificio, la tenacia pubblicando questa foto nella quale è ritratto, probabilmente alla metà degli anni ’30, davanti alla chiesa dell’Istituto Antonio Maria Gianelli in via Mirandola, oggi diversa perché ricostruita dopo la distruzione durante i bombardamenti del 1943. Ringrazio tutti gli amici del gruppo Roma Sparita che, con proficuo entusiasmo hanno individuato il luogo.
Anno: 1935 ca
Fotografo: (?)
Fonte: Archivio personale
Aggiunta da Lucia Cedola

8 Responses

  1. Carlo Galeazzi ha detto:

    La chiesa si trovava molto vicino alla ferrovia, allo scalo e alla stazione Tuscolana, tutti
    obiettivi dei bombardamenti alleati del 1943.

    Sul libro “Venti Angeli sopra Roma” di Cesare De Simone, si dice: “In via
    Mirandola una bomba prende in pieno la chiesa di Santa Maria dell’Orto, che ha
    annesso un convento ed un istituto di suore: tutto crolla tra dense nuvole di
    polvere. Una ventina di suore, che si trovavano in preghiera nel tempio,
    riescono a fuggire per pochi secondi; l’ultimo a varcare la porta della chiesa
    viene travolto nel crollo; è l’anziano sacrestano Mario Tidei. Sulla prima
    pagina del “Giornale d’Italia, il giorno dopo, appare una foto del parroco
    inginocchiato tra le rovine dell’altare mentre cerca di raccogliere tra i
    calcinacci le sacre particole, assistito da una suora e due vigili del fuoco.
    Soltanto l’abside è ancora in piedi, e nella notte le monache vi trascinano
    quattro travi mettendo insieme un altare improvvisato sul quale adagiano un
    crocefisso ed una tovaglia candida, rimasta intatta chissà come nell’intero
    blocco di edifici distrutto.”

  2. Emilia D'Aprile ha detto:

    io ci abito di fronte… adesso ha un bel giardino..

  3. Bruno fioretti ha detto:

    su questro blog: http://appiotuscolano.blogspot.it/2010/10/il-bombardamento-di-roma-del-13-agosto.html

    ci sono i filmati del bombardamento della Chiesa. Le mie zie, con gli altri bambini di via Mirandola e dintorni, passarono mesi a raccogliere il mosaico che componeva la volta-altare della Chiesa. Fu ricomposto pressochè totalmente, ma non fu più apposto e la Chiesa ricostruita proprio come la conosciamo ora. Il palazzo difronte, il civico 30, perse quasi tutte le imposte in seguito al bombardamento, ma, fortunatamente, a differenza di s.Lorenzo (pare) non ci furono vittime

  4. susanna schimperna ha detto:

    io sono stata in quella scuola per tre anni, dalla prima alla terza elementare: dal 1960 al 1964. era bellissima, con grande palestra, teatro, sala per le lezioni di pianoforte, parco.

  5. Paolo Manili ha detto:

    io ho abitato li per 38 anni proprio a via sant’antonio Maria Gianelli dal1963,anno di nascita fino al 2001. Ho fatto elementari e medie nell’istituto Gianelli da bambino ho fatto anche il chirichetto in quella chiesa ho giocato anche a basket sempre al Gianelli posso dire che era la mia seconda casa

  6. Mauro Conti ha detto:

    Ho vissuto in via mirandola al n° 30 dal 1961 al 1983. il mio cuore è rimasto sempre lì. Al Gianelli ho fatto il chirichetto.

  7. Patrizia Mancini ha detto:

    Ho fatto le elementari e le medie al Gianelli dal 62 al 70, la scuola era bella, ma ancora di piu’ il teatro per quei tempi… ho dei ricordi bellissimi, anche il mio cuore e’ rimasto in quella zona

  8. Loretta De Paolis ha detto:

    Anche io ho passato una gran bella fetta della mia vita a Via Mirandola 30 ed ho avuto il privilegio, insieme a mio fratello Maurizio ed a mia sorella Luisella, di frequentare l’Istituto Gianelli che era esattamente di fronte a casa. Abbiamo scivolato nei corridoi per raggiungere le rispettive classi a partire dal 1964, attenti a non farci scorgere e riprendere da Suor Assunta. Siamo stati seduti sulle panche a cantare e presenziare nella Chiesa dell’Istituto ascoltando Padre Viser. Nelle tante aule distribuite sui tre piani, abbiamo studiato, danzato, giocato a pallacanestro, cantato, recitato o soltanto ci siamo ritrovati tante volte con i compagni di classe, che come noi abitavano nel quartiere, a chiacchierare nel giardino a fianco alla scuola. Il tempo passava senza accorgecene e mia madre spesso era costretta a chiamarci dalla finestra e alle volte – proprio per questo – ci posizionavamo in modo tale che non potesse vederci per attardarci qualche minuto in più. Quante scarpe rovinate nel ghiaino, per non parlare dei grembiuli sporcati a scivolare sopra i mattoncini rossi del corrimano delle scale antistanti il portone o nel marmo delle scale della chiesa …

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