Roma Sparita - Piazza Venezia

Piazza Venezia


Descrizione: Piazza Venezia chiusa, nel lato dove sorgerà il monumento a Vittorio Emanuele II, dal Palazzetto Venezia, il quale fu smontato e rimontato sul fianco di Palazzo Venezia, sulla sinistra della Basilica di San Marco
Anno: 1870
Fotografo: (?)
Fonte: Tratta da un album del Comune di Roma.
Aggiunta da Irene Virgili

20 Responses

  1. Ma non se po buttà giù il cassone e ricostruire tutto com’era?!

  2. questo è grave…abbattere un quartiere per costruire un monumento che non cìentra niente con Roma…per giunta dedicato ai savoia…orrore italiano!

  3. Che delitto sventrare il centro di Roma, l’hanno snaturata

  4. So che farò inorridire molti “puristi”, ma ricordiamoci che una città non è un reliquario, è una cosa viva, e come tale evolve, cambia, cresce. La mentalità della conservazione da museo è una cosa recente, e se fosse sempre stato così non avremmo avuto il baldacchino di San Pietro perché non sarebbero stati tolti i bronzi del Pantheon, forse non avremmo avuto neanche l’attuale basilica: chi avrebbe avuto il coraggio di radere al suolo l’edificio originale e tutta la sua illustre storia millenaria (se non un mezzo pazzo come Giulio II)? Non avremmo chissà quanti palazzi romani perché non sarebbero stati saccheggiati i marmi del Colosseo.

    Il Vittoriano può non piacere (a me personalmente non dispiace, nonostante quel bianco abbacinante che col travertino romano non c’entra nulla), ma fa parte della storia di Roma e dell’Italia, così come ne fanno parte i Savoia, che rimangono una delle più antiche case reali europee, con oltre mille anni di storia, che certo non possono essere cancellati dalle scelte sciagurate dell’ultima parte del regno di Vittorio Emanuele III. Ricordiamoci che anche Parigi, come la vediamo e l’amiamo oggi, è frutto degli sventramenti ottocenteschi del Barone Haussman. Ogni città è frutto della storia che ha attraversato e che in essa si è riflessa.

    • Peccato che lo stesso Haussman, primo interpellato a redigere il primo PRG di Roma neo-capitale dello staterello sabaudo, propose un piano di conservazione pressochè totale e fu perciò scartato. Inoltre all’epoca molte città vennero rinnovate, e solo Parigi fu sventrata. Piani non meno celebri di quello di Parigi sono ad es. il piano Cerdà per Barcellona, che lasciò intatto il centro e anche il sobborgo di Gracia e prevedeva l’espansione al di fuori del vecchio abitato, o il piano dei Ring viennesi con l’abbattimento delle mura e la realizzazione di boulevard con gli edifici di rappresentanza lungo questi ultimi, a legare centro storico (lasciato intatto) e abitato fuori le mura. Bisogna saperle le cose, se no va bene tutto

    • Carlo Simotti a parte la gratuia e francamente inutile maleducazione della sua frecciata finale, forse le converrebbe leggere tutto il discorso che una persona fa, invece di fissarsi si un singolo esempio e usarlo per dare dell’ignorante a chi ha di fronte. Ha capito il senso del mio intervento? Pare proprio di no. Quindi non vedo il costrutto di ciò che dice. È proprio così necessario dover sempre polemizzare con chiunque abbia un’opinione diversa e trattare come analfabeta chi la pensa in un altro modo? Mi pare davvero fuori luogo.

    • Il senso quale sarebbe, che “il mondo è bello perchè è vario”? Rispondo come mi pare, se ha la coda di paglia peggio per lei. Il politically correct non rientra nel mio linguaggio. Non mi pare di vedere insulti in ogni caso. A proposito, la pagina si chiama “Roma Sparita” non “Meno male che i Savoia in 20 anni hanno demolito mezza città”

    • Carlo Simotti, se lei non riesce a cogliere la differenza fra “educazione” e “politically correct”, allora non vedo come possa pretendere di parlare di arte e storia, visto che in quei campi le sfumature sono ancora più sottili. Peraltro ha dimostrato (di nuovo) di non aver capito il senso del mio intervento, cosa che però non le ha impedito di sbruffoneggiare una seconda volta. Mi dia retta: si limiti ad occuparsi di calcio, gli argomenti più complessi non sembrano essere pane per i suoi denti grossolani. E non tema: lei non ha né le capacità né lo spessore di provocare la “coda di paglia” in chicchessia.

      Ora penso che smetterò di darle attenzione, i maleducati come lei non andrebbero considerati troppo a lungo, si rischia di illuderli facendogli credere di avere una qualche importanza. Buon proseguimento.

    • Se qua c’è uno che fa lo spocchioso è lei, dopo aver scritto una serie di banalità. Io mi sono limitato ad argomentare, vada ad informarsi sui piani regolatori che ho menzionato invece di fare il finto erudito, e li confronti con le porcherie fatte a Roma dai burini francesi, e con gli stessi loro ridicoli piani regolatori ad eccezione di quello di Ernesto Nathan (non a caso l’unico fatto da romani e ispirato a quelli europei) del 1909. Non mi dilungo sullo scempio storico e urbanistico causato dalla macchina da scrivere nè sul fatto che ci mangiò sopra un marmista bresciano amico di Cavour, si informi anche su questo invece di illuminarci su come il tempo passa e i boulevard di Haussman, il quale come le ho già detto propose per Roma l’esatto opposto che per Parigi e fu perciò messo alla porta. Perchè demolendo poco non si potevano mettere le mani sulle ricchezze e le speculazioni edilizie. Parlate di tutto e non sapete niente, aveva ragione Eco

    • È chiaro che le cose possono cambiare semmai in meglio…togliere antichi palazzi o la casa di michelangelo a roma o ancora chiese o il torrino di san paolo per costruire un ammasso di marmo esagerato…fa capire che molti errori urbanistici sono stati fatti..come distruggere villa boncompagni…sempre negli stessi anni

    • L’urbanistica romana e la sua storia sono un tema complesso, ci hanno scritto volumi su volumi e non se ne va a capo. Piuttosto che pensare ai “danni” del diciannovesimo secolo, pensiamo a quello scempio che stanno facendo nell’interland dove un tempo c’era l’agro romano…

  5. il vittoriano è uno dei monumenti più belli di Roma. non capisco perchè alcuni lo criticano..giusto per screditare..

  6. L’estetica di un monumento non è l’unico elemento valutabile, il contesto gioca un ruolo fondamentale nello scopo di esso. Direi che, seppur gradevole, il vittoriano è totalmente fuori contesto, inoltre la piazza è praticamente un’autostrada, ma questa è un’altra storia.

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