Roma Sparita - Piazza di Spagna

Piazza di Spagna

Piazza di Spagna
Descrizione: Piazza di Spagna
Come ancora oggi, già ai tempi di Piranesi piazza di Spagna costituiva una delle immagini di Roma più celebri nel mondo.
Posta ai piedi della scenografica scalinata di Trinità dei Monti, prende il nome dall’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Al centro della piazza si trova la Fontana della Barcaccia di Pietro e Gian Lorenzo Bernini, edificata a ricordo dell’alluvione del Tevere del 1598.
Anno: 1751
Autore: Giovanni Battista Piranesi
Aggiunta da Mario Visconti

3 Responses

  1. Non c’era ancora il Mc Donald’s! :D

  2. La didascalia parla di fontana edificata “a ricordo dell’alluvione del 1558”. Ma diversi elementi contrastano con questa interpretazione:
    (1) la Barcaccia risale a una settantina di anni dopo la suddetta alluvione (commissione dell’opera nel 1627, ultimazione nel 1629);
    (2) nel 1558 Pietro Bernini non era ancora nato, quindi non aveva alcun ricordo dell’evento;
    (3) la fontana è priva di qualsiasi riferimento alla suddetta alluvione, contrariamente alle numerose targhe esistenti, sparse nei rioni storici, che ne riportano la data (24 dicembre) e il livello raggiunto dai flutti.

    In realtà, una fontana in quel luogo avrebbe dovuto trovarsi già da poco dopo il 1570. In quegli anni, mentre stava venendo ultimato il restauro e la riattivazione dell’Acquedotto Vergine (che riportò a Roma l’acqua corrente dopo più di mille anni), una commissione di cardinali aveva ricevuto il compito di stabilire in quali punti topici della città il fontaniere Giacomo Della Porta avrebbe dovuto realizzare le prime fontane pubbliche; tra questi, come recita un documento, era incluso “Il loco del aquedutto sotto la Trinità”, cioè l’attuale piazza di Spagna (il condotto principale dell’Acqua Vergine passa infatti sotto il Pincio). Tuttavia, in conseguenza dei vari rami secondari che raggiungevano altre parti di Roma, a cui si allacciavano anche moltissime utenze private, nella piazza l’acqua disponibile arrivava con una pressione troppo bassa per costruirvi una fontana, per cui Giacomo della Porta alla fine desistì dal progetto. Solo una cinquantina di anni dopo Pietro Bernini, incaricato da Urbano VIII di fare un nuovo tentativo, risolse il problema ideando una fontana dalla forma molto bassa e per di più incassata sotto il livello stradale, così da sfruttare al massimo la scarsa pressione idrica.
    L’unico ipotetico riferimento alle alluvioni della Barcaccia potrebbe essere la forma della fontana: secondo alcuni, infatti, Pietro Bernini l’avrebbe scolpita così in ricordo di un’imbarcazione alla deriva arenatasi nella piazza dopo uno straripamento del Tevere (all’epoca erano frequentissimi).

  3. Avatar Mario Visconti ha detto:

    Sostengo sempre che prima di parlare o scrivere bisognerebbe leggere bene e riflettere. La data scritta da me è 1598 e non 1558 a cui si fa erroneamente riferimento; quindi le “dotte” disquisizioni potevano essere evitate! Ristabiliamo la successione cronologica. Il grande Piranesi attribuisce l’ispirazione della “barcaccia” all’alluvione del 24 dicembre 1598 che è stata la piena più alta mai registrata, Durante questa piena crollarono tre arcate di ponte Senatorio che non fu più ricostruito e quindi ribattezzato dai Romani “ponte Rotto”. L’acqua giunse fino a piazza di Pasquino, entrando nelle abitazioni lì presenti fino al piano terra e raggiunse le falde del Pincio. Per tradizione si racconta di una vecchia barca che si arenò in quella zona e che, quindi, ispirò la forma della fontana. Concordo con il Piranesi anche se, in realtà: in quel luogo l’Acqua Vergine aveva la pressione bassa quindi Pietro Bernini costruì la “Barcaccia” a livello del suolo per adeguarsi alla bassa pressione.

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