Roma Sparita - Fosso di Sant'Agnese.

Fosso di Sant’Agnese.

Baracche nei pressi del fosso di Sant'Agnese.
Descrizione: Baracche nei pressi del fosso di Sant’Agnese.
Anno: anni 70
Fotografo: (?)
Fonte: Archivio Unità
Aggiunta da Daniele Puddu

13 Responses

  1. Erano sparite e ora sono ricomparse le baracche sulle rive dell’Aniene……

  2. pensa che io le ho viste, erano un’infinità, la prima volta che venni a Roma, 1969

  3. vi consiglio “Il Tetto” di De Sica….

  4. dove si trova il fosso di s.agnese?

  5. Da ragazzo abitavo lì vicino. Al osso di S. Agnese hanno girato molti film quando c’erano le baracche. tra i più famosi “il tetto”, come ha detto Marco Valerio, e “Guardia e ladri”, la famosa scena dell’inseguimento tra Totò e Fabrizi.

  6. Il fosso di Santa Agnese si trovava lungo le sponde dell’aniene, all’altezza delle zone comprese tra viale Libia e viale Somalia. Le baracche del fosso furono abbattute negli anni ’70, al tempo delle prime giunte di sinistra a Roma.Ill “fosso” è stato per anni il primo luogo di residenza per chi veniva a vivere nella capitale e non aveva risorse economiche o lavoro per inserirsi nei quartieri “migliori”. Eppure malgrado quel luogo fosse così povero e malsano, nei miei ricordi di infanzia (passata nella borgata fidene che si trovava sulla salaria) c’è l’immagine di una signora che incontrò mio padre e con una espressione di felicità che non ho più rivisto nella mia vita gridò “aò sò diventata signora!!” spiegò che suo marito aveva segato dei cartelloni pubblicitari sulla via olimpica li aveva messi a forma di cubo al fosso di santa Agnese e poi, essendo muratore, aveva fatto all’interno un’intercapedine di forati, la loro prima casa a Roma.Era un luogo dove in tanti avevano problemi con la giustizia, ma era ricco di una umanità che oggi non esiste più. Quando arrivo a Roma con il treno, passo davanti al fosso, nessuno di quelli che non conoscono la Roma del dopoguerra , dei turisti, immagina le tante storie di quel paesaggio anonimo prima di approdare alla stazione termini.

  7. La scena dell’inseguimento fra Totò e Fabrizi fu girata nella zona dell’Acqua Acetosa. E’ invece corretta la citazione de “Il tetto” che purtroppo, forse proprio perchè affrontava un tema sociale assai scomodo nell’Italia democristiana degli anni ’50, non ebbe alcun successo. Anzi, fu un flop clamoroso.

  8. guardate bene la scena dell’inseguimento tra Totò e Fabrizi: inizia all’Acquacetosa, ma in seguito in un fotogramma si vede bene il ponte della ferrovia e poi si sente il treno con il fumo, si rivede la ferrovia, vicino al Fosso di S. Agnese

    • Avatar Stefano Tassone ha detto:

      Se si intende l’Acqua Acetosa vicino ai Parioli, però, c’è da precisare che lì passa la ferrovia Roma Nord, che fu fin dall’origine (1932) a trazione elettrica e non a vapore.

  9. Avatar Filippo Principe ha detto:

    negli anni 50
    abitavo a Via Chiana e avevamo una domestica che abitava al
    Borghetto ogni anno facevano la festa del Borghetto e lei ci invito’ ricordo scendemmo per via di Sant’Angela Merici attraversammo la ferrovia (quasi ogni anno qualcuno veniva spiaccicato dal treno) e arrivammo al Borghetto che stava in un’ansa dell’Aniene ho un ricordo bellissimo di quella giornata avevano messo un lungo palo insaponato obliquo che arrivava in mezzo all ‘Aniene con appeso all’estremita cibarie dolciumi e i ragazzi cercavano di arrampicarsi sul palo per raggiungere i regali ma quasi sempre scivolavano e cadevano nel fiume poi c’eeano altre giochi che non ricordo

  10. Avatar ANGELA DI BARTOLOMEO ha detto:

    io sono una di quelle persone che abitavano al fosso di S. AGNESE nel 59 che tempi.. ne venivamo da un disatro finanziario e non sapevamo dove andare per entrare nel portone di casa attraversavamo una lunga tavola sopra l”acqua molto precaria dormivamo in 5 in un letto che quando pioveva dovevamo aprire l”ombrello si stava con un solo sfilatino al giorno con 2 fette di salame e un formagino io soffrivo di una grave malattia che mi mobilizava una parte del corpo mia madre lavava i panni della signora x riparare ad un debito rimasto portava pochissimo a casa ..mio padre ricoverato in un ospedale stavamo con la carità delle suore di piazza vescovio che allora c ^era don ANGELO

  11. Avatar Angela ha detto:

    Dopo un disastroso
    fallimento mia madre ci portò qui, non sapevamo dove andare… se pioveva la notte dormivamo con un enorme ombrellone sopra il letto…la fanga arrivava ai ginocchio,per pranzo una rosetta con formaggino e salame e la sera qualcosa che mia madre buonanima chiamava minestrone ma che in verità erano verdure scartate, avariate lasciate x terra dai mercatini rionali. Io all’epoca signorina..16 anni mi vergognavo enormemente. Con le calze bucate e i tacchetti che mi ostinavo a portare andavo a trovare mio padre in un ospedale. Mia madre lavava i panni ad una ricca famiglia ma non prendeva una lira perché i soldi da restituirgli erano veramente tanti. Tempi veramente duri…che per fortuna sono passatii

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