Roma Sparita - Santa Maria della Pietà

Santa Maria della Pietà

Ospedale Santa Maria della Pietà
Descrizione: Manicomio di Santa Maria della Pietà a Sant’Onofrio (Monte Mario) Padiglione XV, inizialmente riservato ai militari che durante la Prima Guerra Mondiale avevano sviluppato patologie psichiatriche. Successivamente venne occupato da donne “agitate”, secondo la definizione nosografica dell’epoca, con l’aggiunta di un secondo piano. Ristrutturato per ospitare pellegrini disabili in vista dell’Anno Santo 2000, è attualmente occupato da uffici dell’ASL Roma E.
Anno: secondo decennio del XX secolo
Fotografo: sconosciuto
Fonte: Biblioteca Alberto Cencelli – Ospedale Santa Maria della Pietà
Aggiunta da Bruno Caracciolo

4 Responses

  1. ROMA SPARITA – Negli anni ’50-’60 , i padiglioni riservati ai veri e propri alienati mentali maschi ,ossia bisognosi di ricoveri prolungati , erano il 12 ° e il 16°,mentre il 18° era riservato ai cosiddetti “criminali”,ossia a uomini già conosciuti come violenti e pericolosi per l’altrui incolumità, ma non sottoposti a perizia legale e a procedimenti giudiziari. Infatti,il carcere romano di Regina Coeli ha sempre avuto una sezione psichiatrica,in cui venivano ricoverati i detenuti imputati di reati di sangue e in osservazione di un direttore medico (per molti anni era il Dott. Marcello Della Rovere,da molti ritenuto più scocciato dei detenuti ricoverati).
    Quando entrò in funzione il carcere romano di Rebibbia,la sezione psichiatrica,diretta dal Prof. Fontanesi,fu adibita agli esami clinici,quali gli elettroencefalogrammi.
    Con l’approvazione della legge 180, la legge Basaglia del 1978 (per l’esattezza,Ongaro-Basaglia,dal nome dei due coniugi studiosi di Psichiatria) gli ospedali psichiatrici – i volgari manicomi – vennero chiusi in tutta Italia.

  2. fortunatamente oggi di respira un’aria nuova

  3. Sarebbe una struttura molto adatta per un campus universitario. I giardini sono bellissimi con esemplari vegetali unici e rari.

  4. Lucia PROTO – Anche quando la struttura funzionava pienamente come ospedale psichiatrico il verde era ben curato . Le vie interne erano abbastanza pulite. Si vedevano i malati affacciarsi alle reti di recinzione che gesticolavano per chiedere una sigaretta o una domanda qualsiasi. Il Padiglione 18° ,quello cosiddetto “criminale”,era ovviamente il più sorvegliato ed era l’unico che avesse le sbarre alle finestre. Non se ne diceva un gran bene. Si mormorava che i poveri degenti venissero quasi torturati a furia di “santantoni”,cioè di pestaggi di squadra,oltre che con i famigerati elettroshok.

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