Roma Sparita - Piazza San Pietro

Piazza San Pietro

Piazza San Pietro
Descrizione: Piazza San Pietro vista dalla gradinata della Chiesa.
L’articolo 3 dei patti lateranensi dell’11 febbraio 1929 stabilisce che la piazza rientra nella Città del Vaticano. Il confine è segnato dal filo esterno – listone di travertino – del colonnato del Bernini; però il Concordato fu esplicito: «resta peraltro inteso che la piazza, pur facendo parte della Città del Vaticano, continuerà ad essere normalmente aperta al pubblico…».
La piazza ideata e realizzata dal Bernini tra il 1656 e il 1667 è un’ellissi larga 240 m, sulla quale prospetta la facciata della basilica di S. Pietro tra i due emicicli degli imponenti porticati, formati da una quadruplice fila di colonne doriche, per un totale di 284 colonne e 88 pilatri.
Al centro della piazza si vede l’obelisco che proviene da Eliopoli, l’egiziana città del Sole, da dove Caligola lo fece prelevare nel 37 d.C. per disporlo nel suo circo, che era nel campo Vaticano all’incirca nel luogo dell’attuale piazza; una volta costruita la basilica l’obelisco restò al lato della stessa. Nel 1586, Sisto V incaricò Domenico Fontana, di trasferirlo al centro con un’operazione complessa – che durò da aprile a settembre – con il lavoro di 900 operai, 140 cavalli e l’impiego di 44 argani. A questo proposito è pittoresco ricordare la storia di “acqua alle funi” urlo lanciato dal capitano Bresca, marinaio ligure, che ruppe il silenzio imposto da Sisto V nella fase finale dell’innalzamento dell’obelisco, ma che salvò lo stesso dal cadere rovinosamente in pezzi per terra.
Ci sono poi le due splendide fontane abitualmente dette “gemelle”, ma che tali in effetti non sono, essendo state costruite ad oltre mezzo secolo di distanza l’una dall’altra. La prima a sinistra della foto fu costruita da Carlo Maderno nel 1613; la seconda dal Bernini nel 1677.
Infine sullo sfondo si vedono ancora gli edifici della famosa “spina di Borgo” demoliti – sotto il fascismo – per costruire la via della Conciliazione. “Spina” che, una volta superata, dava appunto la sensazione di vedere improvvisamente qualcosa di meraviglioso: la piazza, il colonnato e la grande basilica.
(bromuro cm 21×27)
Anno: ?
Fotografo: Brogi 8472
Fonte: Archivi Alinari
Aggiunta da Mario Visconti

1 Response

  1. gli sventramenti fascisti di Roma in realtà iniziano molto prima, con l’avvento del Regno Sabaudo. Per la prima volta Roma assiste a uno spettacolo catastrofico, che la deturperanno per sempre, ma che non riusciranno a scalfirne minimamente il fascino. L’urbanistica dell’era fascista è devastante, ma è la diretta discendente della distruttiva politica sabauda.

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