Roma Sparita - Milite Ignoto

Milite Ignoto

Milite Ignoto
Descrizione: Re Vittorio Emanuele III segue la salma del Milite Ignoto
Anno: 4 Novembre 1921
Fotografo: (?)
Fonte: Roma dalla Belle Epoque al Regime Gemika International
Aggiunta da Sandro Bardaro

4 Responses

  1. Claudio Montesano
    Sono uno dei tanti che, quando vogliono pregare ricordando il proprio nonno morto e disperso nella Grande Guerra, devono andare al Vittoriano.

    Sandro Bardaro
    Anch’io caro Claudio. E non disdegno, quale iscritto al CAI, di andare a visitare spesso e con sommo rispetto, le trincee sulle Dolomiti

    Claudio Montesano
    Devo decidermi a farlo anche io.

    Sandro Bardaro
    Nei pressi del Lago di Misurina, a sinistra del casello a pedaggio che porta alle Tre Cime di Lavaredo vi è un servizio di jeep xhe porta fino al Monte Piana. Una volta arrivati in cima, oltre ad
    ammirare uno spettacolo impareggiabile (forse il più bello imsieme a Pian dei Buoi sulle Marmarole), si potranno visitare gli alti campi di battaglia, le trinceee, i
    cunicoli, calarsi nei ricoveri sotterranei e affacciarsi da finestre aperte sul fianco della montagna in profondi strapiombi. Qui morì mio zio colpito da una granata. La mia bisnonna aveva tre figli (compreso mio nonno). Partirono tutti e tre, ne ritornarono due, di cui uno pazzo per ciò che aveva vissuto e un altro, mio nonno che, ferito ad una mano, dovette abbandonare il lavoro da cesellatore a Tor di Nona. Era il famoso fiumarolo postato in “Scene di Vita 1922/39. Gli fu riconosciuta una miserissima pensione di invalidità che lui, xhe aveva quattro figli da mantenere, con orgoglio rifiutò gettando i soldi in faccia ad un funzionario dell’epoca e per questo gesto si dovette difendere, a casa sua dal noto regime dell’epoca !!!

    Loredana Diana che commozione leggere le vostre parole e vedere queste foto….grazie Sandro per questo racconto !!!@ Claudio se vuoi raccontaci anche tu la storia di tuo nonno…ricordarli e’ una carezza che tutti noi che godiamo della liberta’ che ci hanno donato possiamo fargli…

    Stefano Sorbo
    Bellissima…colma di patos…

    Claudio Montesano
    Mio nonno era un bracciante calabrese, con due figlioletti e una giovanissima moglie. Fu arruolato e subito inviato in trincea. Si era nell’autunno del 1915. Lui come tanti altri neanche sapeva qual era la posta in gioco, insomma per quali obiettivi reali si combatteva. Scriveva alla moglie delle cartoline postali che abbiamo conservato. E’ toccante soprattutto l’ultima, quella nella quale annunciava alla “cara sposa” che di li’ a pochi giorni avrebbe avuto una licenza premio e sarebbe perciò tornato ad abbracciare i figlioletti, di cui uno era mio padre. Ma l’indomani, sul Monte Nero, fu colpito in pieno da una granata. Non trovarono nemmeno la sua medaglietta. E’ uno dei militi ignoti. Mio padre e il fratello sono cresciuti senza il loro papà. Mia nonna, con una pensione di guerra da fame, fu costretta a fare la raccoglitrice d’olive finchè i suoi figli, una volta trasferitisi a Roma, la vollero con loro. E io ho avuto la fortuna di crescere con lei, che mi ha insegnato le poche cose buone che conosco.

    Ornella Angrisani
    Io vi ringrazio tutti per quello che dividete con noi,anonimi ed estranei

    Sandro Bardaro Di mio nonno posso raccontarvi l’episodio che più mi ha appassionato. Era un tipo tosto, che odiava la prevaricazione e le ingiustizie. Un giorno, per difendere un suo commilitone dalla tracotanza di un capitano, sferrò un pugno a quest’ultimo. In quei tempi non si scherzava !!!Corte marziale e condanna a morte !!! In attesa che la sentenza venisse eseguita si creò un problema sul fronte del Piave. Un nido di mitragliatrice austriaca era posizionato su un isolotto lungo il fiume. Il comando era alla ricerca di un volontario per cercare di stanare “il nido”. Mio nonno Carlo, dalla prigione, lo venne a sapere e chiamò il comandante del reparto dicendo ” mi avete condannato a morte quindi se muoio fucilato o sul Piave sono comunque condannato quindi mi offro volontario” la proposta fu accettata e la notte seguente, da esperto “fiumarolo” passò all’azione. Riuscì a snidare la postazione senza uccidere nessuno ma portandosi dietro tre prigionieri austriaci. Per questa azione non gli fu riconosciuto nulla tranne i ringraziamenti e la commutazione dalla condanna a morte alla libertà…sempre rimanendo a combattere. Questo è quanto…immaginate un pò……

    Sandro Bardaro
    Ci sarebbe poi la storia dell’altro zio superstite ma non voglio annoiarvi oltre…..

    Loredana Diana
    no no ora l’hai detto e ce la racconti !!!!

    Loredana Diana
    @ Claudio…una storia struggente…grandi i nostri nonni ma che dire delle donne ? Vivevano la vita tra fame e paura ma non si arrendevano mai, crescevano i figli da sole e poi la Patria portava via anche loro…mia madre racconta sempre : andavamo alla stazione per vedere i nostri giovani partire..e poi sentivi le urla strazianti delle mamme che perdevano i loro figli…

    Maria Bonifazi
    Mia madre raccontava di mamme che piangendo gridavano: “Ci avete vuotato le braccia…!” Lei capiva bene la profondità di quell’espressione nata nel dolore, io pure.
    Per la storia.. [Continua a leggere…]

  2. Storia…………………………..

  3. Se avete voglia e tempo leggete “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu. Testimone oculare di molte altre storie.

  4. Da questo romanzo o reportage ne è stato tratto uno splendido film da Francesco Rosi, con G. M. Volontè. Mi ripeto: film splendido!

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