Roma Sparita - Centocelle

Centocelle

Centocelle
Descrizione: Wilbur Wright e Sidney Sonnino – Areoporto di Centocelle. Nell’anno 1909 a Roma veniva fondato il Club degli aviatori, il quale si prodigò subito per acquistare un aeroplano, e allo scopo avviò delle trattative con Wilbur Wright. Il costo di tale operazione si aggirò attorno alle 50000 lire dell’epoca, 25000 lire per l’acquisto dell’aeroplano, altrettante come compenso per l’istruttore. Per dare quindi avvio ai primi voli, si affittò un prato a Centocelle, compreso tra le vie Casilina e Tuscolana, e sul quale fu costruito un capannone che servì da aviorimessa. Servì anche come dimora per Wright, almeno fin quando non fu invitato a Villa Celere, dalla contessa Macchi di Cellere. L’aeroplano, un Wright n. 4, fu costruito dalla Ditta Bariquand et Marre di Parigi, e disponeva di ala biplana, timone di profondità a due piani orizzontali, doppi timoni di direzione posteriori, eliche posteriore e controrotanti di legno, con trasmissione a catena. Era lungo 10 m. e aveva un’apertura alare di 12,50 m. La velocità massima che poteva raggiungere era di 58 km. orari. Il 15 aprile 1909, davanti ad una gran folla di spettatori, il Wright compì il primo volo su Centocelle, alzandosi a trenta metri dal suolo, per circa 10 minuti. Era la prima volta che i romani alzavano la testa al cielo per ammirare un oggetto volare, guidato dall’uomo. Questo “privilegio” oltre che ai rampolli della nobiltà, toccò agli abitanti di Centocelle. Il 1 maggio del 1909 il sottotenente di vascello, Mario Calderaia, si alzò in volo da Centocelle e compì il primo volo completo nel cielo di Roma (che fu anche il primo volo vero e proprio con un aeroplano che si compì in Italia). (da prenestinoweb.it)
Anno: 16 Aprile 1909
Fotografo: (?)
Fonte: archivio sconosciuto
Aggiunta da Carlo Galeazzi

2 Responses

  1. Questa splendida immagine e la lettura delle note storiche ci suggeriscono una riflessione: alcuni vecchi Romani ebbero il privilegio di applaudire il primo volo sperimentale pagando il biglietto come al circo e “soltanto” 60 anni dopo hanno avuto l’opportunità di assistere alla conquista della Luna accendendo la televisione. Anche noi viviamo in un’epoca di rapidi e grandi progressi, ma la diversa apertura culturale, la diffusione dell’informazione e soprattutto la sua accessibilità ci fanno trovare meno impreparati alle sconvolgenti innovazioni tecnologiche.

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