Roma Sparita - Osteria

Osteria

Osteria
Descrizione: Trastevere. Osteria come le tante altre che erano nei pressi di Regina Coeli, era chiamata “degli uccelli in gabbia” perché qui si cucinavano e preparavano i pranzi per i detenuti. L’oste e gli avventori più affezionati brindano al vino nuovo. Al tavolo di destra si gioca a carte, dietro due uomini giocano a morra, l’oste siede davanti a una botticella, sulla porta un uomo fuma la pipa e sulla destra un altro versa del vino in un bicchiere da una brocca. Tutti gli altri hanno il bicchiere in mano. All’osteria si beve e si gioca, si discute e si fa la “passatella”, quasi tutti infatti avranno avuto il coltello a serramanico in tasca. L’osteria è un mondo di uomini e rappresenta con i suoi tavoli e il vino lo spazio sociale maschile popolare.
Anno: Fine sec. XIX-inizi sec. XX.
Fotografo: Ferd. Pugnaloni fotografo, Lungara 166, Roma
Fonte: archivio sconosciuto
Aggiunta da Carlo Galeazzi

18 Responses

  1. Che cos’era la “passatella”?

  2. è il passarsi la bottiglia x bere a turno…

  3. la passatella era un gioco tipico delle osterie romane. Si sceglieva a sorte un “capo” che faceva girare il vino in un ordine che decideva lui, tra i presenti intorno al tavolo, tranne uno che veniva escluso dalla bevuta. Con battute e canzoncine per ogni bevitore. E` ovvio che spessissimo il giro finiva in rissa e a coltellate. Mio padre mi raccontava che fino alla Seconda Guerra Mondiale ancora si praticava, a San Giovanni, Trastevere, Trionfale, Testaccio, Monti

  4. quante sbornie con la passatella ciaooooooo grazie delle bellissime foto e ricordi

  5. Che bello vedere queste foto!
    Ricordono quando Roma era dei romani………

  6. ROMA SPARITA – La ” Passatella” fa parte dei giochi proibiti,insieme alla “Morra”,oltre ai giochi di azzardo con le carte. Tra questi rientrano tre giochi tipicamente romaneschi,cioè “Zecchinetta”, “Concia” e “Picchetto”.

  7. Non ci giurerei che l’osteria in questione cucinasse i pasti per i detenuti del carcere di Regina Coeli. Già è poco probabile che una cosa del genere potesse accadere nei minuscoli carceri “mandamentali” ,figuriamoci in un grande carcere giudiziario. Semmai,dei pasti cucinati dall’osteria poteva usufruirne qualche particolare benestante. Il vitto che l’Amministrazione Penale passa ai detenuti è rigidamente compreso in una tabella che indica il valore minimo delle proteine e delle calorie. Poi se un detenuto vuole qualcosa in più può acquistarlo con i propri soldi ma sempre cucinato all’interno del carcere. In casi rari (per esempio quando fu arrestato Cragnotti) il Direttore può concedere acquisto di cibi cucinati all’esterno del carcere.

    • Avatar Laura ha detto:

      Ma potrebbe anche essere che cucinasse i pasti destinati ad essere inseriti all’ interno dei pacchi per i detenuti.
      Come non so,e comunque a Roma venivano preparari numerosissimi “cibi di strada”,dei quali potevano fruire anche i meno abbienti.
      L’ unico dubbio riguarda le mogli/massaie e casalimgje dei detenuti,le quali erano di sicuro abili nel cucinare.
      Ammesso che ne trovassero il tempo,dato che dovevano lavorare…

  8. Mai sentita nominare l’osteria degli “uccelli in gabbia, sicuri che sia mai esistita? In quanto poi al fatto che ci si cucinava il vitto per i carcerati a ragione Mario Elia che dice che non è vero, per me,invece è una vera “baggianata”. I giochi di carte che indica Mario non si praticavano nelle osterie ma nelle bische clandestine, nelle osterie si giocava a briscola, scopetta, tresette, scopone, bazzica e bazzichetta.

  9. Roberto,se non erro ho parlato di giochi d’azzardo proibiti,quindi che non possono essere fatti in nessuna parte ,tantomeno nelle osterie. Te li figuri il Cupillo,con Slim e Scandaletto giocare a zecchinetta da ” La Vedova ” ? : < < De quattro nun sfilo perchè è na barella>> ; < < de sei nun sfilo perchè porta male >> . Che nottate ho passato co quei matti !

  10. Pina “il cane”diceva: il seie e il novo? che ci fai? sono di latto.(sic)

  11. La cosa più importante che il vino rigorosamente sfuso e attinto alla cannlla della botte era profunato d’uva e buonissimo

  12. Avatar Marcello ha detto:

    Scusate se rompo l’incantesimo, ma di sicuro era un luogo per gentaglia, come nei tempi più recenti…

  13. Avatar Marcello ha detto:

    Sono d’accordo con l’altro Marcello mio omonimo: l’osteria era proprio un posto per brutta gente da tenere alla larga…

    • Avatar Laura ha detto:

      Un posto per gente meno fortunata;preferisco dire così piuttosto che giudicare dei poveri cristi dei quali non so nulla…e anche se ne sapessi qualcosa,non dovrei.

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