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Portico d’Ottavia

Portico d'Ottavia
Descrizione: Il Portico di Ottavia
Anno: sconosciuto
Autore: Pittore Bernardo Bellotto (1721-1780)
Aggiunta da Carlo Grossi

2 Responses

  1. Il Portico d’Ottavia deriva il nome da Ottavia Minore,sorella dell’Imperatore Ottaviano Augusto. Il Portico fu eretto per facilitare l’accesso del pubblico che andava ad assistere agli spettacoli che si tenevano nel vicino Teatro di Marcello,fatto erigere sempre da Ottaviano in onore di suo nipote Marcello.
    Si racconta che per volere di Quinto Metello nel Portico furono eretti due templi da due architetti spartani,Sauro e Batraco,dedicati a Giove e Giunone ( di quest’ultimo si vede ancora il resto di una colossale colonna all’angolo di una casa in Via S. Angelo in Pecheria). Vedendosi rifiutare il permesso di apporre la loro firma sui monumenti,i due architetti elusero il divieto facendo scolpire sui capitelli delle colonne due animali la denominazione dei quali corrispondeva precisamente ai loro nomi ,cioè la lucertola ( in greco “sauros” e la rana (“batracos”.
    Il Portico aveva più di trecento colonne con capitelli corinzi. Notevoli danni li subì a causa di un furioso incendio ai tempi di Tito Imperatore.
    Nel 1878 durante degli scavi venne alla luce un piedistallo di una statua con la scritta : “Cornelia Africani F. Gracchorum”. Si trattava della prima statua eretta a Roma in onore di una donna,esattamente Cornelia,figlia di Scipione l’Africano,madre dei fratteli Tiberio e Caio Gracco.
    Ottavianio Augusto fece erigere una biblioteca adiacente il Portico ,donandola poi al popolo romano . Di questa biblioteca divenne direttore Caio Melisso di Spoleto. Questo era nato libero ma in seguito a discordie
    con il padre ( “…ab discordiam perentum expositus”…) venne diseredato e divenne schiavo. Fu acquistato da Mecenate che lo destinò a suo grammatico e lo tenne come amico. La madre di Melisso venne a sapere della schiavitù del figlio e volle redimerlo,cioè liberarlo. ma egli rifiutò di tornare alla sua condizione originaria e rimase servo ( “…remansit in servitute….”. Finchè Ottaviano lo liberò,gli fece riordinare la biblioteca di Ottavia e lo nominò direttore.
    Fra i ruderi del Portico giaceva sepolta la statua in marmo della dea più leggiadra ,la Venere dei Medici. Sopra di essa gli ebrei del ghetto ci vendevano i pesci,esposti sopra lastre di marmo. La via venne detta “della Pescheria”.
    Nnelle adiacenze del Portico d’Ottavia sorgeva anche il Porticus Philippi,innalzato da L. Marcio Filippo,suocero di Ottaviano Augusto.

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