Roma Sparita - Porta Salaria

Porta Salaria

Porta Salaria
Descrizione: Il Caffè Gran Concerto “Alla Torre di Belisario” a Porta Salaria, uno dei locali più importanti di Roma.
Anno: 1900 ca.
Fotografo: (?)
Fonte: Tratta da ebay Archivio sconosciuto
Aggiunta da Carlo Galeazzi

9 Responses

  1. Questa proprio non la conoscevo. Grazie.

  2. Piazza Fiume sarebbe dietro la porta credo

  3. sì, è appena al di là degli archi

  4. Avatar Daniele ha detto:

    Nel 1871 quando sotto la direzione di Virginio Vespignani vennero demoliti i resti Onoriani della Porta Salaria gravemente danneggiati dai cannoneggiamenti del 1870. La torre orientale della porta inglobava due sepolcri che, smontati e rimontati più volte, furono finalmente sistemati all’incrocio tra via Piave e via Sulpicio Massimo, all’interno del circuito delle Mura Aureliane.

  5. In questo locale esordì Lina Cavalieri.
    Da http://www.treccani.it

    …. viterbese, fu condotta a Roma ancora in fasce e trascorse i primi anni di vita nelle viuzze del vecchio Trastevere, ove ben presto le condizioni familiari men che modeste contribuirono a fortificarne il carattere naturalmente ribelle e protervo. Costretta a guadagnarsi da vivere, cominciò dapprima a vendere violette, poi a soli tredici anni lavorò come piegatrice di giornali alla Tribuna di Roma. Trasferitasi con la famiglia in una modesta casa del rione Esquilino, cominciò a frequentare il luna park di piazza Guglielmo Pepe, ove quasi per gioco fece le sue prime esperienze canore esibendosi tra i numeri del “baraccone delle meraviglie”; la naturale disposizione musicale indusse un maestro di canto, vicino di casa, a impartirle qualche lezione di musica e ad avviarla alla carriera di canzonettista che ebbe inizio in uno dei tanti caffè concerto della città, “La Torre di Belisario”,ove “la signorina Lina Cavalieri, cantante italiana”,senza contratto e costretta a passare tra il pubblico con il piattino, fece il suo debutto.
    Nel 1887, favorita dalla straordinaria bellezza più che da effettive qualità interpretative, fu notata da Nino Cruciani mentre si esibiva nei capannoni di porta Salaria e immediatamente scritturata per il caffè concerto di piazza Esedra. Fu questa la sua prima vera affermazione e l’inizio d’una carriera imprevedibile, che la portò dapprima sulle scene del Grande Orfeo, ove si esibivano artisti già affermati e di fama internazionale e quindi al Diocleziano, in cui, con una paga di quindici lire giornaliere, conobbe i primi successi contribuendo con la naturale grazia e la prorompente femminilità all’affermazione delle più belle canzoni di Mario Costa, come La Ciociara, Funiculi-Funiculà e La Francesa. Divenuta in breve uno dei personaggi più popolari della Roma umbertina, non poteva non approdare a quello che veniva considerato il tempio del café-chantant, cioè al già celebre Salone Margherita, dove per vari anni si esibirono i più grandi esponenti del cosiddetto teatro minore italiano. Passò poi a Napoli e, ormai definitivamente affermata, decise di affrontare il pubblico parigino; scritturata infatti dalle Folies-Bergères riportò un successo entusiastico.

  6. Avatar stefano ha detto:

    tutto quello che si vede nella foto è stato demolito, è rimasto soltanto il tratto di mura Aureliane con gli archi che si vede sulla destra dove per intenderci ora si trova il locale ”friends”

  7. Avatar gelsomina ha detto:

    Avevo sentito dire che la porta era stata demolita per permettere un migliore scorrimento del nascente traffico urbano. Ne ero rimasta scandalizzata.

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