Stazione Laurentina della Metropolitana

Stazione Laurentina Metro
Descrizione: Stazione Laurentina della Metropolitana
Anno: 1968
Fotografo: (?)
Fonte: Tratta da ebay.it archivio sconosciuto
Aggiunta da Carlo Galeazzi

56 Responses

  1. Papa’….ti ricordi? tu la guidavi…..ciao ovunque tu sia

  2. Il fratello di mio padre era un macchinista della metro e poi dopo della lido, il famoso “PECORINO”

  3. toh….niente scarabocchi dei graffitari, era proprio vero che se stava meglio quando se stava peggio!!!!!!!! :D

  4. Ammazza che foto, sembra contemporanea! Pelle d’oca!

  5. Che bel treno immacolato, dico immacolato, da nessun writer, molto meglio dei Caf di ultima generazione che li hanno subito battezzati!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Quanti viaggi da questa stazione verso Termini: bastava mezza piotta, da introdurre nella macchinetta col tornello. Sarebbe bello avere una foto anche di quella !

  7. Elettromotrici STEFER della serie MR 100

    • Stefano Tassone ha detto:

      La prima elettromotrice è una MR 100. Le altre visibili dietro potrebbero essere MR 200, perchè sembrerebbero avere, almeno da quel che si vede, un solo pantografo per motrice.

  8. La prima cosa che balza agli occhi è la pulizia, non solo del mezzo ma anche dell’ambiente circostante

  9. era già la mia stazione abitavo sopra

  10. In quegli anni non c’era ancora la moda dei writers ma come è avvenuto a New York passerà. Passerà. Quel che intristisce che al tempo la zona di Roma Sud era una trincea per i perenni lavori per la Linea “A”, inaugurata solo dodici anni dopo. Quaranta minuti di tram per prendere la Linea “B” inaugurata venti anni prima della Linea “A”.

  11. qualcuno sa quali palazzi si vedono nella foto?

    • Stefano ha detto:

      sulla destra è colle di mezzo invece a sinistra ci sono i missionari comboniani (ottavo colle), si riconosce perfettamente dall’edificio arancione, non è cambiato.

  12. Credo siano i palazzi di via dei corazzieri e via radiotelegrafisti. Colle di mezzo dovrebbe essere più a sinistra…

  13. La città era bella e vivibile!

  14. Arrivava la sera carica carica di soldatini di leva (le cosiddette spine) diretti alla cecchino la per il contrappello……

  15. E le vetture erano pulite non imbrattate con le bombolette.

    • Stefano Tassone ha detto:

      Sì erano pulite, ma poco tempo dopo il 1968, purtroppo questa linea soffrì (caso unico a Roma, all’epoca) di un certo vandalismo. Le pareti interne delle vetture venivano scarabocchiate, e i sedili delle stesse, all’epoca imbottiti in gommapiuma, venivano tagliati a pezzi, tanto che la allora STEFER dovette cambiarli tutti con altri in plastica rigida.

  16. Me li ricordo ancora con la giacca corta grigio verde e la bustina invece del basco.

  17. le vetture erano belle pulite gli zozzoni ancora non esistevano………..

    • Stefano Tassone ha detto:

      Beh, insomma. Fino al 1968 sì, ma dopo, negli anni settanta, i treni di questa linea venivano internamente scarabocchiati e tagliati a pezzi i sedili. All’epoca fu un fenomeno isolato a questa linea, fortunatamente, ma i danni che ignoti vandali fecero a quei poveri treni furono ingenti. Dovettero cambiare progressivamente tutti i sedili, mettendone altri in plastica rigida, per evitare almeno che li tagliassero.

  18. A destra della banchina c’era il campetto dove si giocava a pallone e il “boschetto”. La fine di via dei radiotelegrafisti si raggiungeva tramite una scalinata con gradoni di terra e assi di legno.

    • Claudio ha detto:

      Io abitavo angolo via De Berti e via Divisione Torino, li avevamo un altro campetto, tra la scoscesa di via Divisione Torino e la marana, però qualche partitina l’ho fatta anche li, al boschetto, e forse avremo giocato insieme, chissà !

  19. Meglio dello schifo in cui è ora

  20. Giorgio Franceschetti ha detto:

    Dieci anni dopo quelle stesse vetture erano piene di scritte (ancorché intellegibili) su vari argomenti dal calcio alla politica a… Lasciamo perdere… E i sedili di gomma piuma erano bucatino sfondati a coltellate. I writer dovevano ancora nascere ma era già uno schifo.

  21. Io ho lavorato all’ edicola che stava li in stazione

    • Stefano Tassone ha detto:

      Da bambino (anni settanta) mi ricordo un bar, adiacente all’edicola, che vendeva all’epoca dei maritozzi con la panna da leccarsi i baffi!

  22. E come era bella e PULITA la metropolitana! Mi ricordo… quante volte l’ho presa!

  23. Per me qui finiva Roma, poi proseguivo fino a casa di un amico di famiglia a Ceccjignola dove avevo la bicicletta per andare a casa a Trigoria dove ora sono i campi della Roma.

    • Complimenti! Ma rispetto ad oggi com’era la Laurentina? Più o meno pericolosa? Cioè io la faccio in bici ogni giorno fino a fonte Laurentina

    • dall’odierno semaforo che verso fuori incrocia la grande via che porta al s. Eugenio a SX poche case a DX una fattoria con molte mucche . all’inizio di via della Cecchignola la via Laurentina restringeva a SX tutta campagna, area militare con esercitazioni di carri a DX, campagna fino alla fonte San Paolo poi il nulla fino alla fonte Laurentina e le cave di selce di via di valeranello poi mucche, mucche ed ancora mucche, a Valerano fabbricavano scale in legno, ed eravamo già in via di Trigoria…..era il 1963 …. in bici da trigoria arrivavo fino al mare al mitico villaggio Tognazzi, a Castel Romano, ho visto girare alcune scene della Bibbia presso gli studi de laurentis….m,a sarebbe troppo lunga la storia ….. ciao.

  24. L’ho sempre detto, erano le mejo

  25. E c’era allora, (ma ancora c’è) “Checco allo scapicollo” ristorantino e pizzeria dove si spendeva pochissimo.

  26. Capolinea della Metro, ancora oggi (Linea B). Sono stato una volta, ma… credo che mi ha mancato tornare…

  27. La prendevo sempre per tornare da scuola! Via di Vigna Murata, a destra c’era un boschetto che attraversavamo a piedi per raggiungere la metro. Ora non c’e’ piu’

    • Erminia Rizzo ha detto:

      Che nostalgia!Ho lavorato al bar della metropolitana negli anni 70/71/72 ricordo si chiamava “Bar Toselli”proprio lì alla stazione Laurentina, ricordo l’edicola e tanti macchinisti che entravano al bar e la casetta che si vede in primo piano vi abitava la mia amica Daniela e la sua famiglia..Quanti militari scensevano dalla Cecchignola per prendere la metro.!

      • Steve68 ha detto:

        Caspita! Allora mi avrai probabilmente servito! All’epoca ero bambino, e mio nonno mi portava spesso il pomeriggio a prendere un maritozzo con la panna, che era sempre buonissimo, proprio in quel bar!

  28. vecchi ricordi … indimenticabili …

  29. Senza zingari è meglio…

  30. Questa foto piace molto a me. I miei genitori vivevano a Via delColle dI Mezzo.

  31. Ricordo con nostalgia quella che ci portava al lido, fermata Cristoforo Colombo.Il lunedì mio padre, barbiere, era chiuso e noi andavamo “in ferie” al mare, anni ’70.

  32. carlo ha detto:

    Bei ricordi di quando eravamo ragazzi e l’uso della metro era fatto con rispetto! E’ vero il sabato si riempiva di giovani soldati che tornavano alla Cecchignola. Io vivevo nella palazzina rossa di fronte a via dei Corazzieri. Vi ricordate quando c’era solo una galleria? I palazzi a SX è l’ottavo colle e in fondo a DX colle di mezzo.

  33. Bruno ha detto:

    Il palazzo a sinistra, rosso, dovrebbe essere quello dei Missionari Comboniani (ma chi sono?) su via Luigi Lilio.
    quello lontano in fondo dovrebbe essere un palazzo di via Cerulli a Colle di Mezzo.
    La casetta gialla a sinistra invece non esiste più. Forse stava dove ora sta quel palazzone circolare che incombe sulla metropolitana.
    Comunque mi sembra che la fermata era spostata più verso l’EUR.

  34. Steve68 ha detto:

    Mitica stazione Laurentina, inizialmente concepita solo come scalo merci (non dimentichiamoci che la metro B discende dalla Ferrovia dell’E42). Me la ricordo molto bene, da bambino. Purtroppo va anche detto che proprio su questa linea, a partire dagli anni settanta, c’era un certo vandalismo, fortunatamente (all’epoca) circoscritto ad essa: scarabocchi e scritte internamente alle vetture e, peggio ancora, sedili imbottiti tagliati a pezzi, tanto è vero che la allora STEFER fu costretta a sostituirli, progressivamente e totalmente, con altri in plastica rigida. Non fu mai presa in considerazione (o comunque mai attuata) l’istituzione di una assai opportuna vigilanza contro questi fenomeni, purtroppo.

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