Roma Sparita - Piazza Venezia

Piazza Venezia

Piazza Venezia
Descrizione: Piazza Venezia, la distruzione di Palazzo Torlonia è in corso
Anno: 1902 ca
Fotografo: (?)
Fonte: BNCR Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Aggiunta da Fabrizio Antonelli

23 Responses

  1. Palazzo Torlonia, si dice fosse il più bel palazzo di Roma…

  2. questa è una foto rara!
    sulla sinistra il palazzo che sarà demolito e solo una piccola porzione diverrà il palazzo delle assicurazioni mentre a destra il palazzetto di venezia poi traslato (prima di una sua definitiva demolizione decisa ma non attuata) sul lato di via di san marco dove sta oggi.

  3. Stendhal nel suo diario “Passaggiate Romane” ne ricorda le sontuose feste che vi si facevano,

  4. quindi il palazzo venezia occupava la posizione che oggi sarebbe di fronte al vittoriano? Ma come si fa a “traslare” un’intero edificio???

  5. Rosario: non si tratta di Palazzo Venezia, ma del Palazzetto: ossia di quella appendice di Palazzo Venezia attualmente situata su un lato di Piazza S.Marco. In origine occupava il lato opposto della piazza. Fu demolito nel 1910 e ricostruito nella posizione attuale, ma con una forma lievemente differente.

  6. Ma come si fa a “traslare” un’intero edificio???
    Ebbene si’!Fu un’operazione “Abu Simbel” in forte anticipo sui tempi.
    Va detto che tutto cio’ che fosse barocco & dintorni(Palazzo Torlonia) non godeva,allora,della minima considerazione,a differenza del medievale(per cui impazzivano tutti).Cio’ spiega l’ambaradam per “salvare” il palazzetto Venezia.Anche prima dell’arrivo dei bersaglieri si era cominciato(e duro’ sino ai Trenta del XX secolo)a scrostare gli “orpelli” barocchi dalle Chiese.Pio IX provvide per Sant’Agnese,San Lorenzo fuori le Mura,San Lorenzo in Damaso,Nostra Signora del Sacro Cuore.Il governo italiano prosegui’ con lo SCEMPIO di Santa Sabina,Santa Maria in Cosmedin,San Giorgio al Velabro.E’ il cd.”purismo”,la mania del “ritorno all’antico che piu’ antico non si puo'”,un antico mai esistito perche’,con buona pace dei puristi,si e’ scoperto,documenti alla mano,che le chiese paleocristiane e romaniche era decorate cento volte piu’ delle barocche,con tessuti e con apparati effimeri,ma non erano comunque quelle grotte umide che certo misticismo adombrava.Credo,salvo miglior altrui giudizio, che le Catacombe,allora in gran voga,abbiano suggerito alle menti dell’època questo pauperismo minimalista.

  7. Bellissime foto e ghiotte notizie

  8. Giusto Achille Togna, c’era il revival medioevale e paleocristiano. Demolizioni sono state fatte anche per aprire via del Tritone dove si trovava la chiesa con l’oratorio degli angeli custodi, per aprire corso Vittorio e venne dustrutta anche villa Ludovisi, dove c’erano gli unici affreschi che Caravaggio avesse mai dipinto, per aprire via Veneto.

  9. Si i sabaudi con il pretesto di unire un paese che non sentiva nessun bisogno di esserlo hanno saccheggiato e distrutto dalla Sicilia in su tutta l’Italia come cavallette fameliche

  10. Beh, ora abbiamo una bellissima rotatoria, vuoi mette’? :D

  11. in realtà non è proprio così non sono stati solo i sabaudi… il ceppo originale dei torlonia che fu committente di quella meraviglia si era esaurito e il marito dell’unica figlia di Alessandro ( un Borghese) aveva preso il loro cognome per non far sparire la dinastia,ma di certo none ra affezionato al palazzo. Si trasferì in quello di via della lungara e si tenne la villa sulla nomentana; poi si dice anche che fossero creditori di mezza Roma papalina e dunque ci fu una sorta di class action occulta per distruggere il loro simbolo. La cosa più incredinile è che solo una piccola percentuale delle opere d’arte che il Palazzo conteneva è rimasta a Roma, ( tra Gnam e Palazzo Braschi) il resto fu venduto all’asta da un tale Tancredi di Napoli e partì per gli stati uniti dove adesso ancora dovrebbe essere. si tratta di affreschi strappati, mobilio, quadri riportati e piccola statuaria.

  12. in realtà non è proprio così non sono stati solo i sabaudi… il ceppo originale dei torlonia che fu committente di quella meraviglia si era esaurito e il marito dell’unica figlia di Alessandro ( un Borghese) aveva preso il loro cognome per non far sparire la dinastia,ma di certo none ra affezionato al palazzo. Si trasferì in quello di via della lungara e si tenne la villa sulla nomentana; poi si dice anche che fossero creditori di mezza Roma papalina e dunque ci fu una sorta di class action occulta per distruggere il loro simbolo. La cosa più incredinile è che solo una piccola percentuale delle opere d’arte che il Palazzo conteneva è rimasta a Roma, ( tra Gnam e Palazzo Braschi) il resto fu venduto all’asta da un tale Tancredi di Napoli e partì per gli stati uniti dove adesso ancora dovrebbe essere. si tratta di affreschi strappati, mobilio, quadri riportati e piccola statuaria.

  13. Avatar Mario Visconti ha detto:

    Palazzo Torlonia a piazza Venezia
    Palazzo Bolognetti – Torlonia era considerato uno dei palazzi più fastosi d’Europa. Sorgeva su piazza Vene-zia, al civico 135, sull’area in parte poi coperta dal nuovo palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia. Fatto edificare dalla famiglia Bolognetti con architet-tura di Carlo Fontana, fu acquistato all’inizio dell’Ot-tocento dal duca Giovanni Torlonia che lo abbellì, ma ancor più lo rese splendido suo figlio, il principe Ales-sandro, con l’arredo curato da Sigismondo Carretti. Pieno di opere d’arte e di lusso era luogo d’incontro privilegiato per la ricca aristocrazia romana, e non so-lo. I Torlonia avevano chiamato, per la sua ristruttura-zione, i migliori artisti dell’epoca.
    Stupenda era l’ala dedicata al famoso “Braccio di Canova” o “Galleria dell’Ercole”, che prendeva il nome dal grandioso gruppo statuario dell’Ercole e Lica, scol-pito da Antonio Canova e ora alla Galleria Nazionale di Arte Moderna.
    Il palazzo aveva un teatro, un ippodromo e una galleria con grandi capolavori, e le sale erano tutte decorate con ricchezza sorprendente.
    Il palazzo fu abbattuto nel 1903, nel corso delle de-molizioni che interessarono la creazione di Piazza Ve-nezia, per permettere un’adeguata visione del Vitto-riano.

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