Via Appia Nuova Via Appia Nuova

Via Appia Nuova


Descrizione: Via Appia Nuova, incrocio con via Veturia
Anno: (?)
Fotografo: (?)
Fonte: Tratta da appiotuscolano
Aggiunta da Amenofi Tibere

3 Responses

  1. Loredana Diana ha detto:

    Grazia Beccaceci
    L’entrata della gelateria petrini non c’è!!!!

    Cristiano Curzi
    infatti come l’hanno ricavato Petrini?

    Amenofi Tibere
    Guardando le foto di molti palazzi “storici”confrontandole con le attuali è abastanza usuale scoprire finestre che diventano porte,porte che spariscono,porte che compaiono,portoncino che diventano portoni.é si,anche i palazzi hanno una loro vita che li porta a trasformarsi

    ValeRi Eta
    vivere in questo luogo oggi è davvero problematico….rumore..rumore..rumore ..giorno e notte!!

    Marco Di Ferrante
    Chi si ricorda il mitico KAILUA. Con tutte le magliette e gli accessori metallari!!!!! Se non sbaglio l’ingresso era nell’arco al centro del palazzo Mauro Latini il mio palazzo che bello!!! cmq l’arco al centro e l’entrata del palazzo, kailua stava a sinistra dove ce il tendone….

    Mario Campioni
    Chi ha scattato questa foto, aveva subito alle sue spalle… Il vecchio e caro “Alberone” ancora vivo e vegeto!!

    Silvia Palermo
    quasi non si riconosce!

    Federica Lustrissimi
    Petrini fino a pochi anni fa si trovava sullo stesso lato dell’Appia, verso Furio Camillo, nel negozio accanto alla banca che ora mi pare venda abbigliamento. Era un buchetto!!!!!!

    Vanessa Zion Ignazzi
    questa è casa miaaaaaaaa!!! si Kailua me lo ricordo perfettamente!!!! ci stavo praticamente tutti i giorni, non era l’arco al centro del palazzo, quello è il portone d’entrata per i palazzi, è quello sulla sinistra che ha uno spiovente rettangolare, quello diventerà kailua. petrini c’è ancora e mi ha detto mio padre che naturalmente hanno spostato l’entrata forse per strategie commerciali (dando su via appia si fanno + soldi) e l’entrata vera in realtà è quella che sta all’inizio di via veturia, che ora invece è una vetrata
    di petrini. sicuramente prima era un altro negozio, forse un fornaio, non lo so ora ipotizzo :D

    Mauro Latini
    ho scoperto che il fornaio era quello con la tenda, cioe kailua…. ma que 2 cose sul tetto?

    Vanessa Zion Ignazzi
    grande mauro!!! credo che sono comignoli, nn penso avevano il riscaldamente centralizzato all’epoca :D

    Mauro Latini
    hai ragione vanè, sono comignoli…. ho visto una foto da google earth e ci sono ancora.. solo che sono completamente diversi…. che spettacolo tornare indietro di anni guardando solo una foto…

    Vanessa Zion Ignazzi
    vero???? fa un effetto strano :D ma è davvero bellissimo vedere com’era :D

    Mauro Latini
    gia gia gia!!!

    Matteo Borselli
    Abito lì vicino e vedere così tanta tranquillità in un posto invece così infernale mi lascia basito..

    Cristina D’Eramo
    wow! di che anno è piu o meno questa foto?
    Dario Persiano Tajmir Riahy fichissimo poi vedere che dove c’era ora petrini c’era una finestra…poi assurdo c’è una sola macchina nella foto,se ne fai una ora credo che neanche ci si riesce a contarle tutte!!

    Angelo Basili
    abitavo nel palazzo dei ferrovieri li accanto, ma in questo palazzo ci abitava un mio amico, Sandro che aveva una sorella che era l’ottava meraviglia del mondo: GIULIA, ma ero appena uscito da tre anni di collegio dalle suore, e non sapevo niente della vita, imbranato come una talpa.

    Sandro Paniconi
    sono nato nel palazzo,al terzo piano dove ci sono le persiane aperte.Prima di kailua c’era un parrucchiere,dalla parte opposta c’era TITO il fornaio,al posto di petrini c’era il bar alberto già con entrata su via appia.Ricordo il mitico portiere dello palazzo ER SOR DOMENICO!!!

    Mauro Bellini
    PS. i comignoli servivano perchè in ogni cucina, c’erano i fornelli a carbone. Il gas fu messo molto dopo

  2. Loredana Diana ha detto:

    Si, prima di Pedrini c’era Alberto, punto nevralgico per gli appuntamenti della domenica. Nagli anni 70 il fornaio era a destra del portone, c’erano la signora Franca e il marito Alessandro, due persone squisite, e le finestre che si vedono a fianco era la casa del calzolaio,Domenico, per tutti “er sor Mini” un vecchietto che aveva fatto della sua casa una bottega, aveva un lettone di quelli alti e intorno tutte scarpe attrezzi e macchinari…..

    L’intervento che si estende tra la via Appia e via Eurialo venne realizzato su un’area che segnava il limite del piano del 1909. Il primo fabbricato a corte sul Lotto I è del 1928 e venne costruito dall’ICP per la coperativa dei tranvieri extraurbani, cioè in conto terzi,Successivamente nel 1929 venne realizzata la corte chiusa del Lotto II, iniziata la costruzione del Lotto III con due fabbricati di alloggi semieconomici e fu completato il Lotto II con un elemento in linea e tre palazzine a T orientate con l’ingresso sulla strada.
    Il terzo lotto fu completato solo dopo la guerra su progetto di Guidi.
    I fabbricati mantengono verso l’esterno un insieme unitario valorizzando il perimetro dell’isolato. Il lotto I presenta corpi di fabbrica compatti nell’edificio che si affaccia sulla via Appia Nuova, che si articolano nei prospetti secondari.
    Il fabbricato dei tranvieri, a corte aperta, è alto in media 5 piani. Ha 5 corpi di fabbrica che contengono complessivamente 13 appartamenti per piano; ogni corpo in linea ha due alloggi, e tre quelli d’angolo.Gli alloggi sono in prevalenza di due stanze e servizi, con un solo esempio per piano di abitazione di quattro stanze. Diversamente dalle corti già viste negli interventi ICP, lo spazio interno è piuttosto ristretto, probabilmente il minimo consentito dal Regolamento Edilizio.
    Numero degli alloggi: 352 (91 costruiti nel 1953)

    Le notizie ( prese sul sito “Via Appia oggi) gli abiti e l’auto sulla destra, mi fanno pensare che la foto sia stata scattata immediatamente dopo la costruzione del complesso, direi 1930 :)

  3. franco diotallevi ha detto:

    Anche io ho abitato in questo palazzo
    sono del 1932 e mi chiamo Franco Diotallevi – mi ricordo del Sor Domenico, del calzolaio Sor Mini e di altrimiei conterranei, tra gli altri: Gianfranco Sigismondi, Franco Gorrieri, Marcello che stava alla scala B al secondo piano, Augusto Iacobacci della scala E che aveva il papà controllore dell’ATAC (a casa sua facevamo interminabili partite a poker sotto le feste

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