Piazza San Giovanni di Dio Piazza San Giovanni di Dio

Piazza San Giovanni di Dio


Descrizione: Monteverde nuovo – Circonvallazione Gianicolense all’altezza di Piazza San Giovanni di Dio
Anno: Anni ’50
Fotografo: (?)
Fonte: cartolina
Aggiunta da Stefano Pozzi

18 Responses

  1. Alfredo Biondi ha detto:

    non ci sono commenti sono nato a una traversa della piazza a casa via lorenzo vidaschi n 19 int 15

    • giancarlo graziano ha detto:

      causalmente ho visto questo sito sono giancarlo non ho piu il tuo telefono chiamami e cerco tutti gli amici di vidaschi 19

  2. Maria Paola Paracini ha detto:

    Il mitico Delle Terrazze, dove andavo quasi tutti i giorni durante l’infanzia con i miei genitori amanti di cinema, è lì che a otto anni conobbi i capolavori di Hitchcock!

  3. Sergio Tartaglia ha detto:

    Il venerdì al cinema Delle Terrazze, c’era il varietà!

  4. arianna palleschi ha detto:

    Sono nata a monteverde nuovo circonvallazione gianicolense tra l.go ravizza e p.zza san giovanni di dio

  5. Mauro ha detto:

    sto cercando un paio di foto anni 60′ e/o 70 ( negativi da sviluppare o foto di dimensioni grandi) tra piazza madonna della salette- via fabiola- via paola falconieri- via pasquale revolterra, le vorremmo mettere all’interno del nostro condominio, chi può mi contatti alla mia mail: madama2000@gmail.com
    Grazie

  6. ALBERTO BERTINI ha detto:

    Sono nato nel ’49 a piazza san Giovanni di Dio dove c’erano le ”casermette” ed ho fatto tutte le elementari alla scuola G. Oberdan. Che tempi e che rimpianti amici miei ”monteverdini”. Ricordo ancora oggi le sassaiole che facevamo con i ”grattacellini” per l’egemonia del territorio. Chi se lo ricorda oltre me?

    • Marcello ha detto:

      Io me lo ricordo (sono del ’45) e sono nato in via San Girolamo Emiliani. Scuola elementare alla Oberdan, quella media alla Ugo Foscolo, al Ghetto, prendendo il tram n. 13 dalla Gianicolense fino al Lungotevere. Cinema frequentati: Delle Terrazze, Ariel (in via Monteverde), l’arena Felix a largo Ravizza e l’arena Lucciola all’inizio della Circonvallazione, vicino alla chiesa e alla stazione Trastevere. Com’è passato il tempo …

    • Roberto 1947 via palasciano ha detto:

      Me lo ricordo io.
      C’ era pure Gigi er matto con là scolapasta in testa per ripararsi dai sassi delle fionde.

  7. Orazio Guandalini ha detto:

    Bertini..io ho vissuto due anni in Via F.Palasciano.. e alla G.Oberdan la 5 elementare la iV in una succursale di legno attaccata alla chiesa..giu’in fondo dell via Palasciano ..che non ricordo in nome…quando parlo delle casermette mi danno del pazzo..eheheh sono classe 44..su quell “‘isola” davanti al cinema le Terrazze poi diventata Standa negli anni 70…. veniva fatto il mercatino ..
    quitidiano..

  8. Carl'Antonio Ferrari ha detto:

    Sono nato in un paesino del Veneto nel 44 e sono venuto ad abitare con i miei a Roma a Via Jenner 102 nel 1955. Ho frequentato la V elementare alla succursale dell’Oberdan ,un costruzione in legno con 4/5 classi , confinante con il campo di calcio della Parrocchia della Trasfigurazione. All’epoca Monteverde Nuovo praticamente finiva a Piazza Scotti salvo alcuni immobili su via di Monteverde nel tratto che incrocia l’attuale Viale dei Colli Portuensi. In tutta la zona, prima che venissero i cosiddetti palazzinari , vi erano solo collinette , prati , alberi, canneti ed anche una marrana. Da Via Jenner partivo con il mio cane e arrivavo correndo per prati ed orti fino al Buon Pastore le cui guglie vedevo dall’attico di via Jenner dove abitavo. Anch’io ho partecipato qualche volta alle sassaiole con i ragazzi che provenivano dai grattacieli di Donna Olimpia. La domenica si andava al cinema della Parrocchia della Trasfigurazione e qualche anno dopo al cinema delle Terrazze , all’Ariel e d’estate all’Arena Felix. Di sera nel silenzio, da casa mia sentivo addirittura lo stridio delle ruote del tram sui binari quando girava al capolinea di Piazza San Giovanni di Dio. Ricordo che il campo di calcio parrocchiale era separato da via Jenner da un alto muraglione ( dato l’alto dislivello esistente tra il campo e la via) tant’è che ogni volta che il pallone finiva per cadere nella sottostante via Jenner facevamo la conta a chi doveva andarlo a recuperare. Bei ricordi che purtroppo resteranno tali visto che non ci è data la possibilità di ritornare indietro. Un ultimo frammento . Prima che costruissero la via Olimpica all’altezza del Pino ( fine via Jenner) c’era un muretto al di là del quale abitavano i miseri tuguri dei poveretti ( le cosiddette “casermette”) Ebbene, ricordo come fossi oggi che un’estate, in prossimità di quel luogo, si erano piazzati dei giostrai e nell’ autoscontro suonavano sempre un disco che andava per la maggiore : Diana ( o Daiana sempre tu ecc ..di Paul Anka )

    • Gianluca Abate ha detto:

      Molte grazie per i ricordi preziosi condivisi nel suo contributo, sono trapiantato come lei nel quartiere ma cinquanta anni dopo. Davvero il cinema delle Terrazze, l’Ariel, l’Arena Felix erano cinema a tutti gli effetti? Davvero c’erano le marrane e le sassaiole e le casermette a piazza San Giovanni di Dio dove oggi andiamo a fare la spesa? Bellissima l’immagine della piazza con Diana e le giostre, purtroppo difficile da immaginare l’idea di un quartiere pieno di giovani, di vita, di lunghe camminate e di giochi tra canneti e palloni recuperati faticosamente tra campi e muraglioni. Grazie

    • Amedeo Popoli ha detto:

      Sono del 1949 ed anch’io ho abitato dal 1955 in via Edoardo Jenner, al n. 42.
      Ho frequentato la scuola elementare Guglielmo Oberdan, le prime tre classi alla sede di Largo Ravizza e le restanti due alla succursale di legno e con i tetti verdi di via Ferdinando Palasciano; ho ancora la foto della 5^ classe (presente anche il cane del bidello) scattata al campetto di calcio di fianco di proprietà della chiesa della Trasfigurazione.
      Per giocare a pallone avevamo un piccolo campetto, creato a forza di giocare sulla spianata che si trovava in fondo a via Torrecremata, una zona che era ancora piena di buche, canne, la marrana e gli alti pali della corrente (quelli con i piatti neri).
      In quegli anni, aggiungo, giocavamo addirittura in mezzo alla strada di via Jenner, gridando “macchina!” quando, ogni tanto, ne passava una, a pallone, a nazzica, o con quel monopattino a mo’ di slittino costruito con legno e cuscinetti a sfera.
      E, fra i ricordi, quello di andare a giocare con cerbottane e balestre (quelle create con le stecche delle persiane, mollette ed elastici) nell’area delle “tavole”, all’angolo di via Stefano Boccapaduli (dove c’è oggi l’edificio della pasticceria Ghimenti): lì scavalcavamo nel grande deposito di palanche utilizzate per il cemento dei palazzi, accatastate ordinatamente formando grandi cubi fra canne ed erba che ci facevano rivivere l’ambiente del film “I ragazzi della via Pal”.
      Alla fine di via di Monteverde, oltre quanto già detto da Carl’Antonio, dove oggi incrocia i Colli Portuensi, c’era un regolare campo di calcio chiamato “Bozzi” (ricordo che lì mi sono urticato scivolando sulle ortiche che lo contornavano).
      Lo stridìo del tram credo che era prima di piazza S. Giovanni di Dio, poiché a quel tempo il famoso “giro del tram” era all’altezza della trattoria Ringo (alle spalle dell’Oberdan) da una parte e la Banca Commerciale Italiana dall’altra, dov’era stato eliminato anche il marciapiedi e rasentava i muri dei due edifici .
      Le casermette di piazza S. Giovanni di Dio furono abbattute in occasione della costruzione della c.d. via Olimpica che doveva collegare le zone del Foro Italico all’Eur per le Olimpiadi del 1960.
      Con le medie alla scuola Trilussa (Donna Olimpia), anche a me è capitata la sassaiola con i grattacielini, in quell’area sterrata che si apriva sulla dx dell’ultima parte di via Federico Ozanam (dopo la “nonnetta” che vendeva liquirizia, pescetti, ecc.) verso la soprastante collinetta di via Paola Falconieri.
      Ricordi molto belli di un’infanzia ed una giovinezza vissute in un quartiere che mi è rimasto nel cuore.

  9. Mauro ha detto:

    Sono del 53 ed il mio primo ricordo è la casa dove abitavo in via Fabiola, traversa di via Ozanam, la prima casa sulla destra quella che ha ancora il tetto di tegole e dove abitavamo in una stanza cucina e bagno in quattro.
    Solo poco tempo fa ho scoperto che in quella via a 50 metri dove abitavo c’era il campetto di calcio di Monte Splendore, dove ora c’è la scuola De Andrè. Sono rimasto in questo bel quartiere fino al 1960, ma il mio cuore è rimasto lì, dove ricordo le casermette, il mio primo cinema Delle Terrazze e la girata der tram che strusciava i palazzi per fare conversione ad U per ridiscendere la Circonvallazione Gianicolense.
    Sono andato alla scuola Franceschi su via Donna Olimpia, dove ho fatto solo la prima elementare, ed il cinemino parrocchiale di fronte dove vidi il mio primo film: Biancaneve e i sette nani.
    Altrettanto casualmente ho scoperto che quelli sono i luoghi pasoliniani, dove lui ha anche abitato verso Monteverde Vecchio, tutti luoghi che sopra ho ricordato che lui aveva inserito nei suoi primi due romanzi e che quei luoghi sono in tante sue poesie.

  10. Giampaolo Robba ha detto:

    Sono del 1951, ho abitato dal 1957 al 1961 in via Jenner 54 , palazzo all’angolo con via Torre Cremata difronte alla pasticceria. Giocavo anch’io sempre a pallone nel campetto in fondo a via Torrecremata, dove ancora non c’era viale dei Colli Portuensi ma solo un fosso con tante canne; chissà quante partite avrò giocato con Amedeo Popoli, anche se lui, essendo del 49, era per me …un grande. La domenica mattina, con mio padre andavamo a vedere le partite dell’Astrea o dell’OMI al campo Bozzi, angolo via di Monteverde con la futura Colli Portuensi. Elementari fatte all’Oberdan con il grande maestro Berretti e grandi partite a scatolette con le figurine sui marciapiedi dei giardinetti di largo Ravizza, vicino al chiosco della grattachecca, a tretre giuggiù sul marciapiede di via Torrecremata o a palline di vetro (zipidì zipidè in buca c’è) nei campi del futuro viale dei Colli Portuensi.
    A quei tempi si poteva stare a giocare per strada ore e ore, cosa che ormai da anni non è purtroppo più possibile per i bambini.

  11. Paolo ha detto:

    Sono del 1953 ed ho abitato negli anni 70 in via Ghislieri 14 dalla finestra della cucina vedevo i film quando li proiettavano all’aperto ma è durato solo un anno perché poi il cinema ha chiuso ho fatto le elementari alla scuola G Oberdan perché ho abitato in via G.Folchi il maestro si chiamava Torcia ed era severissimo

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