Roma Sparita - Porta Maggiore

Porta Maggiore

Porta Maggiore
Descrizione: Esterno di Porta Maggiore con il sepolcro di Eurisace. Marcus Vergileus Eurisace, un pistor, ovvero un fornaio del tempo di Augusto, si fece costruire all’imbocco della via Tiburtina questo lussuoso sepolcro giunto quasi intatto fino a noi e ritrovato durante i lavori di ripristino dell’antica Porta Maggiore nel 1838. Si trova tra i due fornici della porta rivolti al piazzale. Il monumento è in travertino di forma quadrata (uno dei due lati però non c’è più) e reca una singolare ed interessantissima rappresentazione dell’arte pistoria. Insieme a Eurisace era seppellita Antistia sua moglie, le cui spoglie (o meglio, l’urna che le conteneva) furono ritrovate e poiché Eurisace aveva voluto che il suo sepolcro fosse una specie di glorificazione dell’arte sua e quindi vi aveva fatto scolpire tutti gli arnesi occorrenti alla panificazione e scene della medesima, volle che l’urna della moglie fosse un panarium, cioè uno dei cesti con i quali si pesava il pane. Si ritrovò anche l’epigrafe, in latino arcaico, che in italiano suona così: «Antistia fu mia moglie, visse come ottima donna, i resti del suo corpo, quanti ne restano, sono in questo panario». I resti di Eurisace invece, non sono stati ritrovati, e forse sono ancora là sotto; sarebbe interessante vedere se – com’è molto probabile – anche questi sono in un panario. Nell’iscrizione egli si qualifica anche redemptor, ovvero appaltatore e apparitor, cioè subalterno, evidentemente di qualche magistrato o sacerdote.
Anno: 1860 ca
Fotografo: (?)
Fonte: Le strade di Roma – pubblicazione periodica – 1988 – Newton & Compton Editori.
Aggiunta da Mario Visconti

9 Responses

  1. Irriconoscibile, se pensi che a lato ci passano I tram, le auto…il caos di Roma insomma :/

  2. La porta è almeno la stessa… Riconoscibilissima!!

  3. Ma… nei fornici c’erano degli archi?

  4. Avatar carlo grossi ha detto:

    La via Tiburtina non inizia da Porta Maggiore. Si tratta della Casilina e della Prenestina

  5. Avatar Mario Visconti ha detto:

    Nei documenti di Claudio Rendina si legge:«….Claudio imperatore la fece alzare nel 52 d.C. per permettere l’attraversamento delle antiche vie Prenestina e Labicana all’acquedotto che porta il suo nome e che ancora oggi è visibile in gran parte dei suoi imponenti ruderi.
    La Porta (Maggiore), interamente in travertino, si compone di due fornici, uno dei quali (il sinistro, guardando con le spalle alla via di Porta Maggiore) immetteva sulla via Labicana (l’attuale Casilina), leggermente obliquo appunto per seguire la direzione della via, mentre l’altro immetteva sulla via Tiburtina.».
    La descrizione delle foto non è riferita alla Porta Maggiore ma al monumento del fornaio del tempo di Augusto che è stato nominato Imperatore nel 27 a.C.

  6. E pensare che oggi quasi nessun giovane romano sa che questa è “la tomba del fornaio”!!!

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