Vista dai Prati di Castello

Tevere
Descrizione: Vista dai Prati di Castello, il Tevere con le vecchie case della via di Monte Brianzo, a sinistra una delle posterule, a destra la Torre dei Frangipane (o della Scimmia)
Anno: 1888
Autore: Ettore Roesler Franz
Aggiunta da Remia Marcello

16 Responses

  1. Ma non potevano lasciare tutto così,quanto sarebbe stato meglio.

  2. Comunque diciamocelo: i muraglioni prima e Mussolini dopo sono stati una buona occasione per sbarazzarsi di tanta monnezza medievale, fetida, lugubre e pericolante. Purtroppo sono sparite anche tante cose belle, ma chi avrebbe davvero voluto vivere in quell’ammasso di tuguri del dipinto? E non era nemmeno la peggiore delle situazioni…

    • Quei tuguri erano le case dei romani veri, popolari, che sono stati deportati in periferia e sostituiti dai buzzurri piemontesi nei nuovi palazzi, disperdendo la nostra identità. Inoltre, oggi sarebbero nè più nè meno uguali alle case di Trastevere, Campo de’ Fiori, ecc ecc, e il Tevere sarebbe ancora parte della città oltre che un fiume unico da vedere

    • Ragioni come gli zingari che mai si staccherebbero dalle loro baracche, dai loro liquami a cielo aperto, dalla loro immondizia e dal loro analfabetismo: ciò che era Roma all’arrivo dei piemontesi. Basta guardare la Torino di metà ottocento, che sostanzialmente era uguale alla Torino di oggi tranne la Fiat e quello che ha portato; e guardare questo dipinto. Ce l’hai qualcuno in grado di farti una verifica statica sui fabbricati di questo dipinto? Ce l’hai qualcuno che possa descriverti gli odori che emanavano da quelle abitazioni e da quelle vie?

    • la questione non va ridotta ai “tuguri” spesso fatiscenti (molti dei quali avrebbero comunque potuto essere salvati e bonificati). i muraglioni hanno separato il fiume dalla città, distrutto ville, strade, cose bellissime. c’erano altri progetti (filopanti!), si è preferito optare per i muraglioni. i danni dei piemontesi sono stati enormi. complici i nullafacenti e nullapensanti nobili romani, che hanno svenduto ville, orti, terreni e giardini, i piemontesi hanno cercato, secondo la loro ottica, di creare strade “degne” di roma: dritte, a tagliare il centro il più possibile. e hanno cominciato a isolare monumenti e vestigia.
      il problema di roma è sempre stato che chi arrivava al governo si esaltava e pensava di dover lasciare l’impronta della sua zampa costruendo, demolendo, snaturando. alcuni hanno fatto cose belle, i più sono stati responsabili di orrori.

  3. Che dire, apprezzo la velocità del razionalismo urbano (EUR), mi emoziono davanti alla stratificazione delle diverse impronte umane che si sono susseguite e sono visibili su tanti scorci di Roma (San Clemente, Teatro di Marcello, Piazza Navona per citarne tre a caso)… ma anche mi infastidisce la massa di cemento che devasta il paesaggio all’insegna del progresso… non è facile capire “cosa sarebbe stato meglio”. Mi rattrista solo pensare a quanto si è distrutto cancellandolo dalla memoria…

  4. Giorgio Franceschetti ha detto:

    Sarebbe potuto rimanere tutto, ristrutturato e risanato. C’erano tante alternative ai muraglioni…

  5. in tutto il mondo sucede, fanno sparire la coltura di un pese

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