Roma Sparita - Torre della Legnara

Torre della Legnara

Torre della Legnara
Descrizione: Torre della Legnara. Appartenne agli Orsini ed era poco distante dalla chiesa di Santa Lucia della Tinta, prossima all’altra più famosa che era la Torre di Nona. Faceva parte delle fortificazioni di Monte Brianza ed il nome gli era venuto appunto da un piccolo deposito di legna che si trovava nella località. Fu vandalicamente abbattuta non molti anni fa senza che vi fosse un giustificato motivo; era assai ben conservata, anche se mancava l’ultimo dei tre piani originari con i merli. Aveva a Iato un piccolo argasterio, cioè un deposito di legna da ardere che costituiva la riserva della famiglia Orsini per il palazzo di Monte Brianzo.
Contrada della Legnara. Con il nome Legnara si indicavano tutti i depositi di legname situati entro il cerchio delle mura della città, come per esempio quello all’Albero Bello e quello in Borgo (che però dette nome ad una piazzetta oggi scomparsa, vicino alla piazza del Fontanone di Borgo); un’altra Legnara era fuori di Porta San Paolo ed un’altra al vicolo dell’Orso. Erano depositi assai importanti e la legna era divisa fra quella da ardere e quella da costruzione: la loro importanza spiega la cura che numerosi papi posero nel preservarli, ampliarli ed affidarne la custodia ad un apposito Commissario alle Legnare. In genere la zona circostante costituiva la contrada omonima, come quella presso il porto di Ripetta, sulla quale il Mercurio errante nel 1788 segnalava: «Prima di entrare la porta dalla parte del Tevere si vede un bello e spazioso recinto che comunica col fiume dove possono introdursi i legnami e le tavole che sono portate per barca, e quel recinto fu ordinato dalla santa memoria di Clemente XII, per conservare detti legnami fuori della città». Il che ci fa capire come la Legnara fu ricostruita dal papa probabilmente per i danni subiti per un grave incendio del 1734 e non del tutto riparati negli anni seguenti.
Anno: ante 1960
Fotografo: (?)
Fonte: Newton & Compton Editori
Aggiunta da Mario Visconti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *