Roma Sparita - La ricetta maggica

La ricetta maggica

Allegoria dell'immortalità

Autore: Giulio Romano (1499–1546)


Rinchiuso in un castello medievale,
er vecchio frate co’ l’occhiali d’oro
spremeva da le glandole d’un toro
la forza de lo spirito vitale
per poi mischiallo (1), e qui stava er segreto,
in un decotto d’arnica e d’aceto.

E diceva fra sé: — Co’ ‘st’invenzione,
che mette fine a tutti li malanni,
un omo camperà più de cent’anni
senza che se misuri la pressione
e se conserverà gajardo e tosto (2)
cór core in pace e co’ la testa a posto.

Detto ch’ebbe così, fece una croce,
quasi volesse benedì er decotto;
ma a l’improviso intese come un fiotto (3)
d’uno che je chiedeva sottovoce:
— Se ormai la vita è diventata un pianto
che scopo ciai de fallo campà tanto?

Devi curaje l’anima. Bisogna
che, invece d’esse schiavo com’è adesso,
ridiventi padrone de se stesso
e nun aggisca come una carogna (4);
pe’ ritrovà la strada nun je resta
che un mezzo solo e la ricetta è questa:

«Dignità personale grammi ottanta,
sincerità corretta co’ la menta,
libbertà condensata grammi trenta,
estratto depurato d’erba santa,
bonsenso, tolleranza e strafottina (5):
(un cucchiaro a diggiuno ogni matina)».

Trilussa, 1944


1 – Mescolarlo
2 – Robusto
3 – Un lamentio
4 – Un vigliacco
5 – Strafottenza

3 Responses

  1. fabrizio ha detto:

    Trilussa e’ un grande,,,,,,,,,in questa poesia , cosi’ scorrevole e dolce, si racchiudono significati immensi, validi oggi come lo erano settanta anni fa.

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