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La Fontana dell’Acqua Acetosa

La Fontana dell’Acqua Acetosa si trova nel Quartiere Parioli, in Via dei Campi Sportivi, un luogo che fino ai primi del ‘900 era aperta campagna, come ci mostra anche il dipinto di Christoffer Wilhelm Eckersberg.
L’acqua era detta “acetosa” in quanto aveva un vago e piacevole sapore d’aceto, e fino alla metà del 1900 era considerata fra le migliori acque litiche d’Italia.
Il primo papa che sperimentò le virtù curative dell’acqua acetosa fu Paolo V (Camillo Borghese 1605-1621) che fece costruire la prima semplice fontana nel 1613 e a riprova della bontà dell’acqua fece apporre una lapide con la scritta: “risana i reni, lo stomaco, la milza ed il fegato. Quest’acqua salubre giova a mille mali”. [Continua a leggere…]

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Fontane di Roma: La fontana di Piazza dell’Aracoeli

Fontana di Piazza del’Aracoeli: Fu realizzata nel 1589 da Andrea Brasca, Pietro Gucci e Pace Naldini, su progetto di Giacomo Della Porta e su commissione di Papa Sisto V. E’ costituita da un bacino di marmo, a pianta ovale e ornato da quattro mascheroni, che poggia su tre gradini circondati da una piscina di raccolta delle acque. Al centro della vasca si trova un blocco cubico di marmo con mascheroni e decori che sorregge un calice su cui poggia un catino, al centro del quale quattro putti sorridenti sorreggono con le spalle tre monti gentilizi e versano getti d’Acqua Felice, dalle rispettive anfore che sostengono con le mani. I putti furono un’aggiunta successiva, opera dell’intervento di Alessandro VII alla metà del 1600; altri interventi si ebbero sotto Papa Clemente XI nei primi del 1700 e la piscina di raccolta delle acque fu realizzata nel 1860.

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Fontana delle Api

La fontana delle Api fu realizzata nel 1644 da Gian Lorenzo Bernini e assolveva in origine la funzione di “beveratore delli cavalli”. Aveva la forma di una conchiglia bivalve aperta: la valva più in basso fungeva da catino, mentre l’altra, modellata per aderire all’angolo dell’edificio retrostante (originariamente la fontana si trovava addossata all’edificio all’angolo di Via Sistina), era decorata alla base da tre api, simbolo araldico della casata del Pontefice.

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La Fontana del Facchino

In Via Lata, sul fianco del Palazzo della Banca di Roma, Palazzo De Carolis, c’è una piccola fontana con le fattezze di un uomo, piuttosto rovinate a dire il vero, che tiene in mano una botticella da cui sgorga acqua: è la Fontana del Facchino.
In origine tale fontanella era situata proprio sulla fronte del palazzo, quindi su Via del Corso, ma fu spostata di lato nel 1872, probabilmente per proteggerla dal traffico che rischiava di danneggiarla.
Secondo il Vanvitelli, che nel 1751 fece una perizia del palazzo De Carolis inventariandone tutti i beni mobili e immobili, la fontana sarebbe stata scolpita dallo stesso Michelangelo Buonarroti.
E’ più probabile però attribuire la fontanella allo scalpello di Jacopo del Conte, un pittore che abitava nei pressi della fontana e che era piuttosto famoso proprio nel periodo in cui l’acqua vergine fu portata a Via del Corso (1587-1598).
Prima dello spostamento della fontana pare ci fosse al di sopra un’iscrizione: “Ad Abbondio Rizio, nominato facchino nelle pubbliche strade, valentissimo nel legar fardelli e caricarseli sulle spalle, che trasportò quanto volle, visse quanto potè e mentre portava un barile di vino in spalla e dentro il corpo, contro sua voglia morì.” (Continua a leggere)

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La fontana della Terrina

In Piazza della Chiesa Nuova si trova una fontana dall’aspetto bizzarro: sembra una zuppiera con tanto di coperchio e questa forma le ha fatto attribuire il nome di “terrina”.
Originariamente si trovava al centro della Piazza di Campo dei Fiori ed è stata progettata e realizzata da Giacomo della Porta tra il 1590 e il 1595.
Inizialmente non era dotata di coperchio, che fu invece aggiunto nel 1622 come recita l’iscrizione posta nel colarino: “Ama Dio e non fallire, fa del bene e lassa dire. MDCXXII”.
E’ da questo momento in poi che sarà ribattezzata dai romani “la fontana della Terrina”. L’aggiunta del coperchio si rese obbligatoria vista la posizione della fontana: al centro del mercato di Campo de’ Fiori, nonostante i divieti e le misure contro chi sporcava le fontane, non si riusciva ad evitare che la vasca fosse riempita di ortaggi, verdure e rifiuti vari. L’unica soluzione sembrò quindi quella di coprirla e metterle un coperchio.
Nel 1889 fu spostata per far posto alla statua di Giordano Bruno e fu dimenticata nei magazzini comunali, fino al 1924 quando ha finalmente trovato la sua definitiva sistemazione.

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La fontana del Babuino

Roma è famosa per le sue fontane meravigliose ma ce n’è una che non brilla certo per bellezza, ed è proprio la fontana del Babuino, in Via del Babuino.
La sua storia risale al 1571 quando il commerciante ferrarere Alessandro Grandi realizzò, a sue spese, una fontana ad uso pubblico. Secondo una prassi consueta a quei tempi, in cambio della concessione, da parte di Papa Pio IV, dell’erogazione dell’acqua direttamente nel suo palazzo il Grandi fece addossare al prospetto dell’edificio una vasca in marmo africano che serviva anche da abbeveratoio per gli animali. Come decorazione delle vasca si scelse di mettere la statua di un sileno a grandezza naturale. (Continua a leggere)