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Roma

Che bello respirarti.
Difenderti, servirti.
E ringraziamo il cielo che ci sei…
Che ancora sai stupirci.
Sei fragile ed eterna.
sei umile e superba.
con tutti i figli generosa sei.
Identica passione.
Giuro non ti lascero’ sola.
Non temere cara, avro’ cura di te. Sono certo, tornerai fiera.
Senza te, che vita è?
Non sarebbe mondo senza te.
Roma, Roma…
Noi si.
Io rivojo er pincio e purcinella.
Quell’infanzia, chi l’ha vista piu’?
Ancora un altro giro in carozzella.
Come sei bella…resta così.
Dimme che nun te sei rassegnata,
Parla ancora dritta ar core mio.
Sessant’anni che te moro dietro.
Nun è un segreto s’amore mio.
Fatte riempì de baci e de carezze.
Che qui la vita è nsoffio…e tu lo sai.
A sta’ vicini er freddo nun se sente.
Strigneme forte, nun te ferma’.
Un popolo d’artisti e de poeti.
Qualunque cosa pur de nun morì!
Semo puri, sinceri e cristallini.

Renato Zero 2010

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“Roma”

“Roma”
Giosuè Carducci 1877 (Delle Odi Barbare Libro I)
Dipinto di Jakob Alt 1837

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Il cielo di Roma

[…] “un cielo azzurro, di quell’azzurro leggero, dolce, lattiginoso che la pittura a guazzo da a un cielo d’acquarello; un cielo infinitamente azzurro, senza una nube, senza una macchia, senza un’ombra; un cielo profondo, trasparente, etereo; un cielo che aveva la chiarezza cristallina dei cieli che si riflettono nell’acqua, la limpidezza dell’infinito fluttuante su un mare meridionale; quel cielo romano al quale il vicino Mediterraneo e tutte le altre cause ignote della beatitudine celeste fanno conservare per tutto il giorno la freschezza, la gaiezza dell’ora mattutina.”

Edmondo e Giulio De Goncourt