Roma Sparita - Testamento

Testamento



Me piacerebbe d’esse seppellito,
magara doppo morto, in cima a un colle,
senza la cassa, a pelle cò le zolle,
in pizzo ar mare, limpido e infinito.

E ar posto della croce un arberello,
che sia piantato sull’istessa tera,
de limone, così che a primavera,
quanno er mare è più liscio e brillarello,

se spargerà er profumo tutt’attorno,
vieranno le farfalle cò l’ucelli
a sugamme li fiori tenerelli
e sarò alegro, giorno doppo giorno…

e allora canterò: “Fior de limone…
la vita è un soffio, un mozzico, un sospiro,
cò la morte diventerà un respiro,
un profumo, ‘na brezza, ‘na canzone”.

Mauro Marè

13 Responses

  1. ipazia ha detto:

    Ma questa poesia è del Maré notaio,eccellente poeta romanesco?

  2. Stefania ha detto:

    Sarebbe la cosa più bella al posto dei tristi cimiteri in cui c’è pure tanta speculazione: se vieni seppellito a terra gli operai devono scavare e metter la bar, poi i parenti devono compare la lapide in cui far incidere una frase oltre il nome e le date di nascita e morte e certamente questo lavoro non viene fatto gratis poi bisogna aggiungere la luce che il comune fa pagare salato come se un defunto avesse bisogno di illuminazione; se vieni messo nel loculo o fornetto i parenti devono pagare e a tutto questo bisogna aggiungere le spese per l’agenzia funebre che trasporta il defunto e poi le pratiche burocratiche. Essere cremati e le ceneri deposte in un giardino in cui verrà piantato un alberello sarebbe veramente la cosa migliore da fare!!

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