Roma Sparita - La Festa della Befana

La Festa della Befana

a3fd4f533c8c4b07c0395a42e0c16b3eIl giorno della Befana, il giorno di “Pasqua Bbefanìa” come si diceva ancora fino alla fine dell’800 quando tutte le feste venivano definite con la parola “Pasqua”, era uno dei momenti più attesi a Roma, da grandi e piccini. Era infatti la Befana l’unica e sola dispensatrice di doni e la notte tra il 5 e il 6 gennaio era la notte magica della vecchietta a cavallo della scopa che passava di casa in casa a lasciare i doni (Babbo Natale è un’importazione del dopoguerra).

Befana deriva dalla parola Epifania, storpiata in Beffania e alla fine Befana, che significa apparizione, ed è legata alla visita dei Magi a Gesù. Secondo una leggenda una sera tre uomini riccamente vestiti bussarono alla porta della casa di una vecchietta e le chiesero la strada per Betlemme. La vecchietta indicò loro la strada e i tre signori, i Re Magi, le chiesero di seguirli per andare a rendere omaggio al Bambino Gesù. La vecchietta declinò l’invito dicendo che aveva troppe cose da fare ma  si pentì subito di non averli seguiti e uscì in cerca dei tre uomini bussando ad ogni porta e lasciando doni ad ogni bambino che trovava nella speranza che fosse Gesù.
In realtà l’origine di questa festa sembra avere origini molto più antiche, legate alle antiche feste agresti pagane: la befana rappresenterebbe la conclusione reale dell’anno vecchio e il suo aspetto di vecchia, e quasi di strega, potrebbe essere legato a questa antica origine.

Quali sono i doni della Befana? giocattoli, caramelle e frutti secchi per i bambini buoni; cenere e carbone per i bambini che non si sono comportati bene durante l’anno: “ortre a li ggiocarèlli, s’ausa a ffaje trovà a ppennolone a la capa der cammino du’ carzette, una piena de pastarelle, de fichi secchi, mosciarelle, e un portogallo e na’ pigna indorati e inargentati; e un’antra carzetta piena de cennere e ccarbone pe’ tutte le vorte che sso’ stati cattivi” (Giggi Zannazzo)

La Befana - Incisione di Bartolomeo Pinelli

L’arrivo della Befana era festeggiato dai romani per le strade della città in modo molto chiassoso.
Giggi  Zannazzo ci racconta che i festeggiamenti si facevano a “Ssant’Ustacchio e ppe’ le strade de llì intorno. In mezzo a ppiazza de li Caprettari se ce faceva un gran casotto co ttutte bbottegucce uperte intorno intorno, indove ce se venneveno un sacco de ggiocarelli, che era una bbellezza. Certi pupazzari mettevano fòra certe bbefane accusì vvere e brutte che a mme, che ero allora regazzino, me faceveno ggelà er sangue da lo spavento”.

In un sonetto il Belli scrive, in modo piuttosto polemico, come i commercianti si approfittino del clima festivo per aumentare ingiustamente il prezzo delle merci, per svenderle poi a poco prezzo alla fine della festa (Mò oggnuno scerca de caciavve l’occhi: ma cquanno sémo ar chiude er butteghino, la robba ve la danno pe bbajocchi).

L’attuale sede dei festeggiamenti della Befana, Piazza Navona, fu scelta solo dopo l’Unità d’Italia

per Roma Sparita Sabrina Di Sante

49 Responses

  1. adelina gerardi ha detto:

    qualcuno mi può confermare che a piazza navona veniva acceso a mezzanotte del 5 un falò per bruciare una befana. Io ho questo ricordo ma nessuno me lo conferma e soprattutto non trovo traace di ciò in nessuno scritto. grazie

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