Roma Sparita - Lo scialletto

Lo scialletto


Cor venticello che scartoccia l’arberi
entra una foja in cammera da letto.
È l’inverno che ariva e, come ar solito,
quanno passa de qua, lascia un bijetto.
Jole, infatti, me dice: – Stammatina
me vojo mette quarche cosa addosso;
nun hai sentito ch’aria frizzantina? –
E cava fôri lo scialletto rosso,
che sta riposto fra la naftalina.

– M’hai conosciuto proprio co’ ‘sto scialle:
te ricordi? – me chiede: e, mentre parla,
se l’intorcina stretto su le spalle –
S’è conservato sempre d’un colore:
nun c’è nemmeno l’ombra d’una tarla!
Bisognerebbe ritrovà un sistema,
pe’ conservà così pure l’amore… –

E Jole ride, fa l’indifferente:
ma se sente la voce che je trema.

Trilussa

4 Responses

  1. Basilio Sbarra ha detto:

    Un messaggio di grande e sereno amore da un grande uomo che fattosi poeta della vita seppe dire in poesia

  2. bellissima…e guarda caso anche la mia mamma che si chiamava Jole…riponeva gli abiti con la naftalina…

  3. Anche mia madre usava la naftalina. Ma forse una volta era l’unico modo per proteggere gli indumenti di lana.

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