Roma Sparita - Memoria sul fatto d'armi di Via Rasella (23 marzo 1944). Mario Mazzei

Memoria sul fatto d’armi di Via Rasella (23 marzo 1944). Mario Mazzei

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29 Responses

  1. l’ho appena letto, davvero grazie Paola Mazzei per aver condiviso la memoria di tuo padre!!!

  2. Grazie a Paola e a RS… interessantissima e emozionante…

  3. è vergognoso come abbiate politicizzato una pagina di contenuto storico e continuiate a farlo tuttora.

  4. è difficile descrivere le emozioni che ho provato nel leggerla …………

  5. ELIO MA COSA STAI DICENDO.

  6. ma era notorio che per ogni soldato tedesco ucciso sarebbero stati presi dieci cittadini. La rappresaglia faceva parte della legge di guerra. Gli attentatori avrebbero dovuto presentarsi e denunciarsi per evitare l’uccisione di tanti innocenti.

  7. ogni documento storico-sociale che condividete in questa pagina inerente al ventennio fascista poesie(es. [Continua a leggere…]

  8. sono anche d’accordo con te Anna, ma il pubblicare una memoria autografa eccezionale come quella del padre della nostra collega Paola Mazzei ha un valore storico inestimabile. [Continua a leggere…]

  9. ma perchè la gente non mette in moto il cervello prima di scrivere !!??

  10. Elio se non ti aggrada quello che pubblichiamo,puoi anche andartene.

  11. l’antifascismo è un elemento fondante della nostra costituzione.Sul nazismo manco spreco parole.

  12. vai Elio, vai a riguardati la foto di Hitler che hai pubblicato, adorante, sul tuo profilo il 19 marzo.

  13. il ragazzo è un ammiratore di Hitler, va capito…

  14. ho letto tanti documenti storici di epoche lontane , perciò uno scritto dopo 44 anni (1988) di una persona su quanto avvenuto nel 1944 non mi esalta più di tanto. Ha solo espresso in modo dettagliato una sua personale ricostruzione.

  15. su questo stenderei un velo pietoso e…soprattutto eviterei di chiamarlo “fatto d’armi”.

  16. testimonianza interessantissima ed emozionante, grazie!

  17. Infangare la memoria di patrioti che hanno sacrificato la propria vita per permettere anche alle “persone” come elio di esprimere le proprie idee liberamente è una cosa ignobile

  18. ora cancello pure i commenti sennò schifosi come siete mi segnalate

  19. ma chi te segnala, non vale la pena, sei solo un ragazzino che non sa quel che dice.

  20. “La rappresaglia faceva parte della legge di guerra” ma perchè scrivete queste idiozie .Ma perchè volete confondere la storia con la politica con revisionismi che poi fanno nascere i vari idioti. [Continua a leggere…]

  21. Roma, 11 settembre 1943. Il Comandante in capo tedesco del Sud, Mar.llo KESSELRING, ha emanato la seguente Ordinanza:
    1) Il territorio dell’Italia a me sottoposto è dichiarato TERRITORIO DI GUERRA. [Continua a leggere…]

  22. E poi ritorniamo a ROMA SPARITA

  23. Il problema è sempre e solo l’ignoranza. Non importa, né è necessario che i partigiani siano tutti dei santi, la cosa fondamentale è che se io fossi stata al loro posto avrei fatto lo stesso, e con me tanti altri. [Continua a leggere…]

  24. Xanna …e poi ritorniamo a Roma sparita?
    Allora vuoi dire che sei l’amministratrice della pagina?
    Annamo bene…

  25. ma no Paolo, Anna Broggi è solo una iscritta, gli amministratori della pagina sono Lucia Prandi, Tekkaman, Sabrina Di Sante e Roberto Pagani

    Anna: conosco quei bandi,per cui sulla prevedibilità della rappresaglia l’ho sempre pensata come te

  26. Per inciso anche circolare in bicicletta a roma nel ’44 era punibile con la pena di morte… Fate un po’ voi

  27. Avatar Elena Servadei ha detto:

    doveroso ricordare l’eccidio,ancora più doveroso è non dimenticare mai…e tramandare alle nuove generazioni!!

  28. Avatar Ciro Giorgini ha detto:

    Racconto emozionante! grazie per averlo condiviso con noi! Ho avuto un parente assassinato alle Fosse Ardeatine e mi batte il cuore leggere i racconti di quei giorni, pensare all’inimmaginabile violenza dell’occupazione nazista, la vergogna della bugia, perpetrata per decenni e a cui ancora tanta gente fa finta di credere, secondo cui ci sarebbe stato “un appello a presentarsi” presso il Comando tedesco. Niente di più falso: i nazisti non pubblicarono nessun avviso, come ricorda nella sua memoria il papà di Paola Mazzei, e sterminarono a sangue fredde, come delle belve, 335 italiani. La sola, grande consolazione è quella di sapere che di lì a un po’ di mesi sarebbero stati cacciati a calci nel sedere dai patrioti antifascisti, con buona pace di chi ancora esalta quel regime.

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