Roma Sparita - Santa Pupa

Santa Pupa

santa_pupa
A Roma c’è una Santa preposta alla protezione dei bambini: Santa Pupa.

I pupi sono i bambini e questa santa infatti la si ringrazia soprattutto quando i piccoli scampano a qualcosa di pericoloso, una brutta caduta, un grande spavento. In realtà è una santa inesistente e non compare nei martirologi cristiani. Ma la fede nelle sue capacità è stata talmente forte nella cultura popolare che questa figura è stata santificata. Probabilmente questa santa racchiude in sé tutta una serie di divinità romane, pagane, che erano invocate per la protezione e la cura dei bambini: la dea Edusa per far mangiare i bambini inappetenti; la dea Cuba per farli dormire; la dea Pavenzia per fargli superare gli spaventi e altre divinità minori. Tutti i momenti dalla nascita ai primi vagiti, primi passi, sonno, veglia, cibo, erano sotto la tutela di divinità chiamate in aiuto. Tutte queste figure divine si sono poi fuse in Santa Pupa.
Di questa Santa esiste anche una divertente raffigurazione, opera di un anonimo, conservata al Museo di Roma in Trastevere

Molto carino è il sonetto del Belli, padre di un bambino particolarmente vivace, che, esasperato, si affida all’intervento e all’aiuto di Santa Pupa.

 

Santa Pupa è una santa che davero
Je peseno, pe cristo, li cojoni;
E appett’a lei tanti santi barboni
Nun zò, Terresa, da contalli un zero.

Va a dì a li fiji tui che ssino boni!
Lo so io co li mii si me dispero,
E me spormòno er zanto giorno intiero:
Senza de lei Dio sa li cascatoni!

Eppuro, a sta gran zanta, poverella,
Je vedi mai una cannela accesa?
J’opre gnissuno un bucio de cappella?

Furtuna e dorme: ecco ch’edè, Terresa;
E ssan Pietro, che chiede in ciampanella,
Ruga, e ttiè er culo in quer boccon de chiesa!

 

 

Per Roma Sparita nota a cura di Sabrina Di Sante

75 Responses

  1. Paolo Grassi ha detto:

    La versione corretta del sonetto di Belli:

    764. Santa Pupa 1

    Santa Pupa è una santa che ddavero
    je peseno, pe ccristo, li cojjoni; 2
    e appett’a llei tanti santi bbarboni
    nun zò, 3 Terresa, da contalli un zero.

    Va a ddí a li fijji tui che ssiino bboni!
    Lo so io co li mii si mme dispero,
    e mme spormóno 4 er zanto ggiorno intiero:
    senza de lei Dio sa li cascatoni!

    Eppuro, 5 a sta gran zanta, poverella,
    je vedi mai una cannela accesa?
    j’opre ggnissuno un buscio de cappella?

    Furtuna e ddorme: 6 ecco ch’edè, 7 Tterresa;
    e ssan Pietro, che ddiede in ciampanella, 8
    ruga, e ttiè er culo in cuer boccon de cchiesa!

    Roma, 17 gennaio 1833

    1 La Santa che vuolsi vegliare pei bambini. 2 Cioè: Santa di vaglia. 3 Sono. 4 Spolmono, sfiato. 5 Eppure. 6 Proverbio. 7 Ecco cos’è: ecco la cagione spiegata. 8 Dare in ciampanella: fallire.

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