Roma Sparita - Storiella

Storiella


“Sulla sponda dell’Aniene, prima di Ponte Nomentano, un ometto sta pescando tranquillamente con la lenza.
A un tratto vede un tale che, deliberatamente, si butta nel fiume.
L’ometto lascia la lenza, si leva la giacca, si getta a nuoto e salva quello che stava per annegare. Poi si rimette tranquillamente a pescare.
Ma quell’altro, dopo un po’, ripete l’insano tentativo.
Il pesatore si rituffa e lo salva una seconda volta, rimettendosi poi a pescare come se nulla fosse.
L’altro, sempre più deciso, aspetta qualche momento, poi giù: un altro tuffo.
Nuovo salvataggio del pescatore.
L’uomo, disgustato, si allontana di qualche metro, tira fuori una corda dalla tasca, la fissa ad un albero, fa un nodo scorsoio e ci passa dentro la testa, guardando sospettosamente il pescatore.
Questo non si muove.
Allora l’uomo, incuriosito, sfila la testa dal nodo e va vicino al pescatore.
“Dimmi un po’, brutto impiccione! Mi getto tre volte a fiume e tu rischi tre volte la vita per salvarmi: ora vedi che mi sto impicciando e mi lasci fare?”
Il pescatore, senza voltarsi risponde:
“Ah! Ti impiccavi? io invece, credevo solamente che tu ti mettevi ad asciugare. E poi, sai: io faccio soltanto il pescatore”

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